Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha sollevato la possibilità di utilizzare i proventi generati da dazi imposti ai partner commerciali per inviare assegni di rimborso ai cittadini statunitensi.
Questa proposta, che potrebbe tradursi in un nuovo stimolo economico per determinati settori della popolazione, prevede anche come alternativa di destinare quei fondi al pagamento del crescente debito nazionale.
"Stiamo davvero pensando a questo, abbiamo così tanti soldi in entrata, che stiamo considerando un piccolo rimborso", ha dichiarato Trump alla stampa venerdì scorso alla Casa Bianca, prima di partire per la Scozia.
Il mandatario ha precisato che i beneficiari sarebbero "persone con un certo livello di reddito", ha dichiarato, senza fornire ulteriori dettagli sui criteri di idoneità.
Entrate record per dazi doganali
Nel corso dell'attuale anno fiscale, le entrate da dazi hanno superato per la prima volta i 100.000 milioni di dollari, raggiungendo un record di 113.000 milioni fino al mese di giugno, secondo i dati del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti.
Solo a giugno sono stati raccolti 27.000 milioni, riflettendo il inasprimento della politica commerciale promossa da Trump, incentrata sull'imposizione di tariffe sulle importazioni con l'obiettivo di attrarre più manifattura nel paese.
Il Segretario al Tesoro, Scott Bessent, ha stimato che se questa tendenza dovesse continuare, gli Stati Uniti potrebbero incassare fino a 2,8 trilioni di dollari in un decennio grazie ai dazi.
Rimborso o riduzione del debito?
L'idea di emettere assegni di rimborso con i fondi raccolti si aggiunge all'alternativa di utilizzare quel denaro per ridurre il debito nazionale.
"La grande cosa che vogliamo fare è ripagare il debito. Ma stiamo pensando a un abbattimento", ha insistito Trump, sottolineando la dualità degli obiettivi della sua amministrazione: alleviare il peso economico dei cittadini e frenare la crescita del debito federale, che attualmente supera i 36 trilioni di dollari.
Tuttavia, l'impatto di questa riscossione tariffaria è limitato rispetto alle dimensioni del deficit fiscale statunitense.
Nei primi nove mesi dell'anno fiscale 2025, il deficit ha raggiunto i 1,34 trilioni di dollari, una cifra leggermente superiore rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Chi paga davvero i dazi?
Nonostante le affermazioni di Trump secondo cui i dazi sono sostenuti dai partner commerciali stranieri, numerosi studi e analisi economiche rivelano che l'impatto di queste misure ricade principalmente sulle aziende e sui consumatori americani, che si fanno carico dell'aumento dei prezzi dei prodotti importati.
Il dibattito sul vero effetto dei dazi si intensifica di fronte alla possibilità che questi fondi possano trasformarsi in un nuovo programma di stimolo.
La proposta, se realizzasse, richiederebbe una legislazione specifica del Congresso che autorizzi il Dipartimento del Tesoro ad emettere i pagamenti, come è avvenuto in precedenti occasioni con i voucher di stimolo economico.
Un futuro legislativo incerto
Anche se il Congresso ha recentemente approvato una vasta legge fiscale e di spesa con nuove esenzioni, tale legislazione non prevede rimborsi basati su dazi.
Questo suggerisce che qualsiasi tentativo di implementare l'idea di Trump richiederà una nuova iniziativa legislativa, il cui successo dipenderà dalla composizione politica del legislativo e dal sostegno che otterrà tra i suoi membri.
Tariffe, debito e economia
La Oficina Budgetaria del Congresso (CBO), un organismo indipendente, ha avvertito a gennaio che la politica fiscale di Trump potrebbe aggiungere 3,4 trilioni di dollari al deficit statunitense nel prossimo decennio.
Inoltre, si prevede che il debito pubblico raggiunga una proporzione storica rispetto al PIL in appena quattro anni, superando persino i livelli registrati dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Il contesto economico, con elevati deficit fiscali e pressioni inflazionistiche, solleva dubbi sulla viabilità e sostenibilità di questa proposta.
Nel frattempo, Trump continua a capitalizzare il discorso sul sollievo economico e la riattivazione industriale come elementi centrali della sua strategia di governo.
Domande frequenti sui rimborsi di Trump e sulle tariffe negli Stati Uniti.
Cosa propone Donald Trump con i rimborsi?
Donald Trump ha sollevato la possibilità di inviare assegni di rimborso a determinati cittadini statunitensi utilizzando le entrate generate dai dazi imposti ai partner commerciali. Questa misura mira a offrire uno stimolo economico aggiuntivo a alcuni settori della popolazione. Tuttavia, si sta anche valutando di destinare quei fondi al pagamento del debito nazionale, il che rivela una dualità negli obiettivi della sua amministrazione.
Chi sarebbero i beneficiari dei buoni di rimborso?
Donald Trump ha menzionato che i rimborsi sarebbero destinati a "persone con un certo livello di reddito", anche se non ha fornito dettagli specifici sui criteri di idoneità. Questa mancanza di chiarezza ha sollevato dubbi su chi sarebbero i veri beneficiari di questa proposta e se si procederà a legiferare al riguardo per definire le condizioni di idoneità.
In che modo i dazi di Trump hanno impattato l'economia statunitense?
I dazi imposti da Trump hanno generato entrate record per il governo, superando i 113 miliardi di dollari fino a giugno 2025. Tuttavia, queste imposte hanno avuto un impatto negativo sulle aziende e sui consumatori statunitensi, che si sono trovati a dover affrontare l'aumento dei prezzi sui prodotti importati. Nonostante Trump affermi che i dazi siano coperti dai partner commerciali, numerosi studi dimostrano che l'impatto reale colpisce principalmente i consumatori americani.
Quali implicazioni ha la proposta di Trump sui controlli di rimborso per il debito nazionale?
Trump ha sottolineato che la priorità della sua amministrazione è utilizzare le entrate doganali per ridurre il crescente debito nazionale, che supera i 36 trilioni di dollari. Tuttavia, l'impatto della raccolta doganale è limitato rispetto alle dimensioni del deficit fiscale, che ha raggiunto 1,34 trilioni di dollari nei primi nove mesi dell'anno fiscale 2025. Questa situazione solleva dubbi sulla fattibilità di destinare i fondi a entrambe le iniziative contemporaneamente.
Cosa serve per attuare la proposta dei buoni di rimborso di Trump?
La proposta di emettere assegni di rimborso richiederebbe una legislazione specifica del Congresso che autorizzi il Dipartimento del Tesoro a emettere i pagamenti. Fino ad ora, il Congresso non ha contemplato rimborsi basati su dazi nella legislazione fiscale recente, il che indica che sarà necessario un nuovo sforzo legislativo per portare avanti questa idea. Il successo di tale iniziativa dipenderà dalla composizione politica del Congresso e dal supporto che riceverà da parte dei suoi membri.
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