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Il governo degli Stati Uniti impone una nuova tassa di 250 dollari per coloro che richiedono visti per non immigranti, come parte di una riforma inclusa nel mega progetto legislativo promosso dal presidente Donald Trump, recentemente approvato dal Congresso.
La misura, nota come Visa Integrity Fee ("Tassa di integrità del visto"), entrerà in vigore a settembre e rappresenta un aumento considerevole dei costi per coloro che desiderano entrare temporaneamente nel paese.
Che cos'è la Visa Integrity Fee?
La nuova tariffa riguarda tutte le persone che desiderano richiedere un visto per non immigrati per entrare negli Stati Uniti.
Questo include turisti, studenti, lavoratori temporanei e visitatori per motivi medici.
La tariffa non sostituisce i pagamenti attuali, ma si somma ad essi. Ad esempio, coloro che richiedono il visto B1/B2 per turismo e affari, attualmente costano 185 dollari, dovranno pagare un totale di 435 dollari.
Questi cittadini sono esenti da questa tassa se provengono da paesi inclusi nel Programma di Esenzione dal Visto (Visa Waiver Program), come la maggiore parte dell'Europa, Giappone, Corea del Sud, Cile, Israele, tra gli altri.
La maggior parte dei visitatori canadesi non sarà comunque interessata.
Secondo la legislazione approvata, l'importo della tariffa potrà essere adeguato annualmente in base all'inflazione, a partire dall'anno fiscale 2026.
La cifra potrà essere modificata dal segretario del Dipartimento della Sicurezza Nazionale (DHS), che dovrà anche coordinarsi con altre agenzie federali per i dettagli della sua attuazione.
Impatto economico e critiche
L'Ufficio del Bilancio del Congresso (CBO) stima che la misura genererà entrate aggiuntive per oltre 28.900 milioni di dollari e ridurrà il deficit fiscale.
Si stima che verranno emessi circa 120 milioni di visti per non immigranti tra il 2025 e il 2034.
Tuttavia, il settore turistico ha espresso la propria preoccupazione per questa nuova tariffa.
Erik Hansen, vicepresidente senior delle relazioni governative dell'Associazione dei Viaggi degli Stati Uniti, ritiene che "la tariffa aggiunga un'ulteriore barriera finanziaria inutile per i visitatori internazionali", come riportato da CNN.
Anche ha avvertito che "la nuova tariffa di integrità del visto aumenta i costi iniziali della visita negli Stati Uniti del 144%, senza ridurre i tempi di attesa per i colloqui".
Parisa Karaahmet, avvocata specializzata in migrazione, ha avvertito che "l'aumento delle tariffe per entrare negli Stati Uniti potrebbe essere un fattore dissuasivo per alcuni viaggiatori."
Ci sarà un rimborso?
La legge prevede la possibilità di un rimborso, ma soltanto se il titolare del visto rispetta rigorosamente le condizioni del proprio stato migratorio, come non rimanere oltre il tempo consentito né accettare lavori non autorizzati.
Tuttavia, le procedure per richiedere questo rimborso non sono state definite e, secondo la CBO, la maggior parte dei richiedenti non potrà farne richiesta fino a diversi anni dopo.
Carolina Aguilar Román, specialista in immigrazione, ha sottolineato che "i richiedenti asilo che sono arrivati con un visto di non immigrazione saranno anche costretti a pagare i 250 dollari ogni volta che rinnoveranno il visto", il che complica la situazione di coloro che già affrontano condizioni economiche precarie.
Alla vigilia di grandi eventi
La tariffa entrerà in vigore in un contesto di grande afflusso internazionale.
Gli Stati Uniti ospiteranno eventi come la Ryder Cup 2025, il 250º anniversario del paese, la Coppa del Mondo FIFA 2026 e le Olimpiadi del 2028. Si stima che potrebbero arrivare nel paese fino a 40 milioni di visitatori.
Il Servizio di Cittadinanza e Immigrazione (USCIS) degli Stati Uniti ha avvertito che i viaggiatori dovranno rispettare rigorosamente i termini dei loro visti.
"Un visto è un privilegio, non un diritto, e solo coloro che rispettano le nostre leggi e seguono le procedure appropriate saranno i benvenuti", avvertono.
La "Visa Integrity Fee" rappresenta un nuovo capitolo nella politica migratoria degli Stati Uniti, che potrebbe avere un effetto dissuasivo significativo sui flussi di visitatori e richiedenti di visti non immigranti nei prossimi anni.
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