Due cittadini italiani, Fernando Eduardo Artese (65 anni, italo-argentino) e Gaetano Cateno Mirabella Costa (45 anni, originario di Sicilia), rimangono detenuti nel centro per immigrati Alligator Alcatraz, in Florida (USA), una struttura di recente inaugurazione che ha suscitato controversie per le dure condizioni cui sono sottoposti i detenuti.
Il Ministero degli Affari Esteri d'Italia ha confermato che segue da vicino il caso di entrambi i connazionali e mantiene contatti con le loro famiglie, mentre ha richiesto informazioni aggiornate sul loro stato di salute e sulla possibile data di rimpatrio, secondo l'agenzia EFE.
"Ci tengono in gabbia come galline."
Mirabella Costa, che è nel centro da otto giorni, ha denunciato in dichiarazioni al canale Tg2: “Siamo letteralmente in una gabbia, come in un pollaio. Estraeteci da questo incubo. Siamo 32 persone in una gabbia, i bagni sono aperti e tutti possono vederci”.
Sua madre, Rosanna Vitale, ha raccontato che suo figlio è stato portato a un’udienza "con catene ai piedi e alle mani, come un cane" e che non ha visto la luce del sole da più di 10 giorni. Il detenuto denuncia anche di non avere accesso a un avvocato né a un giudice.
Un centro polemico
Alligator Alcatraz, costruito in tempo record su un antico aeroporto negli Everglades, è stato inaugurato lo scorso 1 luglio dal presidente Donald Trump e dal governatore Ron DeSantis. Con una capacità di 5.000 detenuti, il centro mira a “rinchiudere 1.000 criminali stranieri” come parte delle politiche migratorie inasprite in Florida.
L'installazione è circondata da caimani e pitoni, il che aggiunge un elemento dissuasivo per eventuali tentativi di fuga. Tuttavia, le organizzazioni per i diritti umani hanno denunciato le condizioni di insalubrità, segnalando che i migranti dormono ammassati, sopportano un caldo intenso e bevono acqua dai rubinetti collegati ai bagni. Secondo gli attivisti, almeno sei persone sono state ricoverate in ospedale.
Il caso dei detenuti
Mirabella Costa, arrestata il 3 gennaio 2025 per possesso di sostanze senza ricetta, aggressione e violenza contro una persona di età superiore ai 65 anni, ha scontato una pena di sei mesi nella contea di Marion. Dopo la sua liberazione, è stata ordinata la sua deportazione in Italia per violazioni migratorie.
Da parte sua, Artese è stato arrestato per non avere un permesso di soggiorno legale negli Stati Uniti. Entrambi sono in attesa di rimpatrio, anche se hanno denunciato trattamenti degradanti.
Reazioni in Italia
La detenzione di questi cittadini ha generato un forte dibattito in Italia. Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ha criticato duramente il governo di Giorgia Meloni sui social media:
"Un italiano è rinchiuso 'come in un pollaio' ad Alligator Alcatraz, il centro sostenuto dai sovranisti americani. Non gli è permesso chiamare un avvocato. Il governo dei patrioti continua a fare da maggiordomo a Trump o intende difendere i diritti di un cittadino italiano?"
Altri gruppi si sono manifestati e hanno criticato duramente l'amministrazione Trump e le leggi di DeSantis, cercando di rafforzare le politiche migratorie e di sicurezza nel paese.
Giovane incarcerato
Un ragazzo di 15 anni senza precedenti penali è stato inviato ammanettato all'Alligator Alcatraz, secondo quanto riportato dal Miami Herald e dal Tampa Bay Times. L'adolescente, di nazionalità messicana e di nome Alexis, viaggiava come passeggero in un veicolo fermato a Tampa dagli agenti della Strada Statale della Florida e successivamente consegnato alle autorità federali per l'immigrazione il 1 luglio, secondo quanto riportato da El Nuevo Herald.
Su padre, in dichiarazioni ai media citati, ha spiegato che suo figlio ha trascorso tre giorni nelle tende e nelle celle di filo della prigione temporanea, il che lo ha reso uno dei primi immigrati detenuti a essere trasferiti nel posto.
Alexis, che il Herald/Times identifica solo con il suo nome di battesimo poiché è minorenne, è stato trasferito da Alligator Alcatraz il 4 luglio. Attualmente si trova sotto la custodia dell'Ufficio Federale di Reubicazione dei Rifugiati ed è trattenuto in un rifugio per bambini migranti.
Domande frequenti sul centro di detenzione Alligator Alcatraz in Florida
Perché il centro di detenzione Alligator Alcatraz è così controverso?
Il centro di detenzione Alligator Alcatraz ha generato controversie a causa delle dure condizioni di detenzione, della mancanza di accesso ai servizi di base per la salute e l'igiene, e della sua posizione in un'area ecologicamente sensibile, il che ha suscitato critiche da parte di organizzazioni per i diritti umani e ambientalisti.
Quali sono le condizioni di detenzione in Alligator Alcatraz?
I detenuti di Alligator Alcatraz affrontano condizioni disumane, come sovraffollamento, caldo estremo, mancanza di privacy nei bagni e consumo di acqua dai rubinetti collegati ai servizi igienici. Si sono segnalate condizioni insalubri che hanno portato all'ospedalizzazione di almeno sei persone.
Come ha reagito la comunità internazionale di fronte all'arresto di cittadini italiani ad Alligator Alcatraz?
Il caso degli italiani detenuti ad Alligator Alcatraz è stato seguito da vicino dal Ministero degli Affari Esteri italiano, che ha richiesto informazioni sul loro stato di salute e sulla repatriation. La situazione ha generato un forte dibattito in Italia e critiche nei confronti dell'amministrazione Trump e delle politiche migratorie di DeSantis.
Quali impatti ambientali sono associati al centro Alligator Alcatraz?
Il centro di detenzione si trova negli Everglades, un'area ecologicamente sensibile. Si sono segnalati possibili danni irreversibili all'ecosistema a causa della costruzione accelerata e priva di una adeguata valutazione ambientale, oltre all'invasione di terre considerate sacre dalla tribù Miccosukee.
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