Un nuovo video del youtuber spagnolo Topeados de Viaje (topeadosdeviaje) ritrae la disperazione dei cubani, che descrivono la loro vita come "una prigione" senza futuro né libertà. La testimonianza, registrata per le strade dell'Avana, espone la repressione, la povertà e la discriminazione che subiscono i cittadini nel proprio paese.
“E perché la gente non protesta né fa nulla?”, si chiede Pastor all'inizio del video. E lui stesso risponde: “Perché farlo può costarti fino a 20 anni di carcere, anche se l'isola stessa è una prigione per i cubani”.
Il protagonista della testimonianza, con il volto sfocato, afferma tra risate amare: “Non c'è futuro, sono in una prigione, dove posso andare?”. Poi aggiunge: “Non sono mai stato a Varadero né su un cayo. Non puoi, perché vai negli hotel e ti giudicano. Ti guardano dall'alto in basso. Capisci? Solo perché sei locale”.
Il pastore conclude il video con una riflessione sulla paura e sulla rassegnazione: “Ecco perché molti preferiscono tacere, non perché non abbiano nulla da dire, ma perché hanno paura. E alla fine si rassegnano, si siedono, abbassano la testa e lasciano che tutto rimanga invariato.”
Il video ha generato un'ondata di commenti. Alcuni utenti ringraziano il youtuber per aver messo in evidenza la situazione cubana: “Grazie per mostrare la verità del mio paese”, “Il popolo ha paura perché sa che opinare può costarti la prigione” o “Questa non è vita”. Altri, tuttavia, incolpano gli stessi cubani per non unirsi e protestare, e addirittura mettono in discussione la veridicità del testimonio.
Ci sono stati anche scambi accesi tra utenti cubani, alcuni difendendo la dignità di chi sopravvive senza lamentarsi, e altri evidenziando la disunione e la passività come cause dell'immobilismo sociale.
La dura realtà a Cuba documentata da stranieri
Questo video fa parte di una serie di reportage che Topeados de Viaje ha pubblicato su TikTok e YouTube durante il suo soggiorno a Cuba. Nei clip precedenti, ha denunciato la fame, i blackout, la discriminazione monetaria e la disperazione che colpiscono ampi settori della popolazione.
“Ciò che mi ha colpito di più è la fame,” ha riconosciuto in un'altra intervista, dove ha raccontato come i cubani chiedessero riso, latte o medicinali anziché denaro. In quel video, ha anche affermato che “tutti hanno fame, gridano in silenzio e aspettano che qualcosa cambi”.
La denuncia di Pastor si aggiunge a quella di altri creatori stranieri che hanno recentemente visitato Cuba. Gli youtuber spagnoli di Black Mango hanno definito l'isola come “una prigione di cielo azzurro e macchine belle”, dopo aver visitato quartieri umili de L'Avana e conversato con persone che vivono senza porte, senza luce e con appena ossa per fare un brodo.
In un'altra consegna, questi stessi creatori hanno condiviso nuovi testimoni strazianti: una donna senza sedia a rotelle, un uomo che mangia dai contenitori e una giovane incarcerata per aver protestato. “Questa non è propaganda. Questa è umanità. Questa è Cuba”, affermano.
Ha avuto un grande impatto anche la testimonianza dello youtuber americano Adventure Elliot, che ha documentato file di fronte a negozi vuoti e quaderni di approvvigionamento che segnano “zero” prodotti disponibili. Le sue immagini rivelano la durezza del sistema di razionamento cubano.
“No sono venuto a giudicare, sono venuto a guardare in faccia una realtà che fa male”, ha scritto Pastor in uno dei suoi post precedenti, che sono stati molto condivisi e apprezzati da cubani dentro e fuori dal paese, i quali vedono nei suoi video una finestra per raccontare ciò che molti non possono dire ad alta voce.
Domande frequenti sulla situazione attuale a Cuba
Perché i cubani descrivono la loro vita come "una prigione"?
I cubani descrivono la loro vita come "una prigione" a causa della mancanza di libertà e delle restrizioni imposte dal regime, che limitano l'espressione, il movimento e le opportunità. La situazione è aggravata dalla povertà e dalla repressione politica, che impediscono a molti di lasciare il paese o migliorare le proprie condizioni di vita. La testimonianza di Pastor nel video riflette questa disperazione, paragonando la vita nell'isola a una prigione senza futuro.
Quali ostacoli affrontano i cubani che vogliono protestare?
I cubani che vogliono protestare affrontano il rischio di essere incarcerati per lunghi periodi, fino a 20 anni, per aver espresso le proprie opinioni. Questa paura di ritorsioni legali e politiche è una delle ragioni principali per cui molti preferiscono tacere, nonostante il loro malcontento per la situazione attuale nel paese. La repressione e la paura sono strumenti utilizzati per mantenere il controllo sociale.
Come influisce la crisi economica sulla vita quotidiana a Cuba?
La crisi economica a Cuba influisce gravemente sulla vita quotidiana dei suoi abitanti, che affrontano la scarsità di cibo, continui black out e un sistema di razionamento che a malapena garantisce il necessario. Le difficoltà si estendono anche all'accesso a medicinali e servizi essenziali. La popolazione sopravvive in un contesto di estrema precarietà, dove anche le necessità più basilari, come ottenere un pasto completo, diventano una sfida quotidiana.
Quale ruolo hanno i creatori di contenuti stranieri nel rendere più visibile la situazione a Cuba?
I creatori di contenuti stranieri svolgono un ruolo importante nel far emergere la situazione a Cuba documentando e diffondendo testimonianze della popolazione locale sulla propria vita quotidiana e le difficoltà che affrontano. Attraverso le loro piattaforme, riescono a mostrare una realtà che spesso è censurata o minimizzata dal governo cubano, generando consapevolezza internazionale e supporto per i cubani che soffrono in silenzio.
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