“Moa respira veneno”: Carta aperta accusa il regime cubano di decenni di contaminazione

L'attivista Yamilka Lafita accusa lo Stato cubano di aver inquinato Moa per oltre 40 anni e chiede misure urgenti per fermare quello che definisce un ecocidio prolungato.

La contaminazione a Moa, Holguín, colpisce gravemente la popolazioneFoto © Collage Facebook / Lara Crofs e Mario J. Pentón

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La attivista cubana Yamilka Lafita Cancio, conosciuta sui social come Lara Crofs, ha lanciato giovedì una forte denuncia pubblica contro il governo cubano attraverso una lettera aperta, in cui responsabilizza le autorità per decenni di contaminazione industriale e abbandono ambientale nel comune di Moa, nella provincia di Holguín.

La lettera, intitolata “Moa respira veneno”, è stata pubblicata da Lafita sul suo profilo di Facebook, ed è indirizzata al Ministero della Scienza, della Tecnologia e dell'Ambiente (CITMA), al Ministero dell'Energia e delle Miniere, al Consiglio di Stato, al Partito Comunista di Cuba e ad altri organismi ufficiali che—secondo la denuncia—hanno permesso un danno prolungato e sistematico alla salute della popolazione e all'ambiente naturale della regione.

Captura Facebook / Lara Crofs

Nel testo, l'attivista accusa direttamente l'industria del nichel, e in particolare l'impianto Comandante Ernesto Che Guevara, gestito dallo stesso Stato, di essere la principale fonte di emissioni tossiche che contaminano l'aria, l'acqua e i terreni di Moa da oltre 40 anni.

Ciò che alcuni continuano a definire ‘disagi passeggeri’ è, per chi vive lì, un'esposizione permanente a gas tossici, polvere carica di metalli pesanti e malattie che si aggravano anno dopo anno senza una risposta efficace da parte dello Stato”, avverte Lafita.

Basandosi su dati di studi nazionali e locali —alcuni elaborati da enti ufficiali—, la lettera afferma che Moa è uno dei comuni con la peggiore qualità dell'aria a Cuba, con livelli pericolosi di biossido di zolfo (SO₂), biossido di azoto (NO₂) e particelle fini sospese (PM10 e PM2.5), ben al di sopra dei limiti di sicurezza stabiliti a livello internazionale, come riconosciuto dal regime questo mercoledì.

Gli effetti, secondo l'attivista, si riflettono nell'allarmante aumento delle malattie respiratorie, del cancro ai polmoni, dell'asma infantile, della bronchite cronica e dell'enfisema, specialmente tra bambini, anziani e lavoratori del settore minerario.

Inoltre, denuncia il continuo sversamento di rifiuti industriali nel fiume Moa e nella baia, il quale ha provocato la perdita di biodiversità, l'inquinamento delle acque e la scomparsa di forme di vita tradizionali come la pesca artigianale nelle comunità rivierasche.

“Le immagini sono devastanti: tetti coperti di polvere nera, alberi grigi, case impregnate di fuliggine. E tutto questo avviene con la conoscenza dello Stato”, aggiunge.

La lettera mette in dubbio anche la narrativa ufficiale, sottolineando che non si tratta di un problema di comunicazione, come hanno suggerito i mezzi di informazione allineati al regime, ma di una mancanza di volontà politica ad agire e a modernizzare i processi industriali.

"Il popolo di Moa non è ignorante. Sanno che le emissioni che li soffocano sono il risultato di processi industriali privi di filtri o con filtri in cattivo stato", denuncia.

In questo senso, critica il governo per non aver investito in tecnologie pulite né aver implementato misure urgenti per ridurre l'impatto ambientale.

Inoltre, afferma che le leggi ambientali attualmente in vigore a Cuba — come la Legge sulle Miniere e i decreti regolatori — vengono violate ogni giorno senza conseguenze legali.

Come parte della sua richiesta, Lafita formula cinque esigenti concrete allo Stato cubano, tra cui l'installazione immediata di tecnologie pulite e filtri industriali in tutti gli impianti che operano a Moa, così come la realizzazione e pubblicazione di studi indipendenti sull'impatto ambientale e sanitario nella regione.

Richiede anche un'attenzione prioritaria ai settori più vulnerabili, inclusi bambini, anziani e persone con malattie croniche; la creazione di una commissione cittadina di vigilanza ambientale, con reale partecipazione dei vicini interessati; e infine, che il governo assuma pubblicamente la responsabilità istituzionale per il danno causato alla popolazione e all'ambiente naturale.

"Respirare non può continuare a essere un atto di rischio. Vivere a Moa non può continuare a essere una condanna", conclude il documento.

L'attivista invita anche altre persone a unirsi con il loro nome alla lettera, che prevede di consegnare alle autorità lunedì prossimo.

Ogni giorno, come ha spiegato, sarà pubblicata la versione aggiornata del testo con nuove firme aggiunte.

Domande frequenti sulla contaminazione a Moa e la denuncia di Lara Crofs

Chi è Lara Crofs e qual è la sua denuncia su Moa?

Lara Crofs, il cui vero nome è Yamilka Lafita Cancio, è un'attivista cubana che ha denunciato pubblicamente il governo cubano per decenni di contaminazione industriale a Moa. La sua lettera aperta, indirizzata a diverse istituzioni del regime, accusa gli impianti industriali, in particolare la Comandante Ernesto Che Guevara, di emettere gas tossici e metalli pesanti che influenzano gravemente la salute della popolazione e l'ambiente nella regione.

Quali sono i principali problemi di inquinamento a Moa?

La contaminazione a Moa è principalmente dovuta alle emissioni diossido di zolfo (SO₂), diossido di azoto (NO₂) e particelle fini (PM10 e PM2.5) provenienti dagli impianti di lavorazione del nichel e del cobalto. Queste emissioni superano i limiti internazionali di sicurezza, causando malattie respiratorie e il deterioramento dell'ambiente locale, inclusa l'inquinamento dell'aria, dell'acqua e dei terreni.

Qual è stata la risposta del governo cubano di fronte alle denunce di inquinamento a Moa?

Il governo cubano, attraverso il Ministero dell'Energia e delle Miniere, ha riconosciuto che le emissioni di polveri hanno superato i limiti legali a causa di guasti tecnici e fermi programmati. Tuttavia, la risposta ufficiale è stata giustificare gli incidenti senza offrire soluzioni efficaci, il che ha suscitato critiche sulla mancanza di trasparenza e di azione per mitigare gli impatti sulla salute e sull'ambiente.

Quali azioni richiede Lara Crofs per migliorare la situazione a Moa?

Lara Crofs richiede l'installazione immediata di tecnologie pulite e filtri industriali a Moa, nonché la realizzazione di studi indipendenti sull'impatto ambientale e sanitario. Inoltre, chiede attenzione prioritaria per i settori vulnerabili, la creazione di una commissione cittadina di vigilanza ambientale e che il governo assuma pubblicamente la propria responsabilità per i danni causati.

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