“No si faccia lo spiritoso”: la polizia cubana arresta con violenza un cubano per averlo registrato

“No si faccia il furbo, lei cancellerà questo e andrà in prigione per l'unità,” si sente dire all'agente prima di caricare con la forza nella pattuglia l'uomo per averlo registrato.

Foto © Collage Captura di Instagram/Cubaneando per il Mondo

Circola sui social un video che mostra l'arresto di un cubano dopo aver registrato un poliziotto.

"Vacanze belle, cubano viaggia a Cuba e finisce in prigione!", ha scritto il portale Cubaneando per il Mondo condividendo le immagini.

Il portale di notizie La Tijera ha precisato che un cubano residente all'estero, in visita sull'isola, ha deciso insieme ai suoi familiari e amici di godersi una giornata di pesca sulla strada dei Cayos.

Sin embargo, “la tranquillità durò poco”, dopo che una pattuglia della PNR apparve “per cercare di multarli senza giustificazione”, ha affermato la fonte citata riguardo alla presunta causa della presenza della polizia.

“Non faccia il furbo, cancellerà ciò e finirà in prigione per la questione”, si sente dire dall'agente prima di caricare con la forza l'uomo in pattuglia per averlo registrato.

“Così agisce l’‘autorità’ in un paese dove nemmeno i visitatori sfuggono all’abuso della polizia. Pescare? Solo se il regime lo approva”, ha sottolineato La Tijera.

“Mentre i veri delinquenti sono a piede libero, il castrismo reprime anche chi lancia una canna in mare”, concluse.

Al di là del fatto in sé, che ha suscitato una cascata di opinioni in diversi forum, due dettagli hanno catturato anche l'attenzione: la borsa di yogurt di soia che portava l'arrestato e i sedili della pattuglia, identici a quelli delle Yutong.

Riguardo al primo punto, qualcuno ha ipotizzato che si tratti di una borsa antica usata per riporre ami e altri attrezzi da pesca. Rimane un mistero la pattuglia con sedili Yutong.

Reazioni sui social: Indignazione, dibattito legale e critiche al regime

Il video è diventato rapidamente virale sui social media, generando centinaia di commenti tra gli utenti dentro e fuori dall'isola. L'incidente ha suscitato un intenso dibattito sui limiti del potere di polizia a Cuba, sul diritto di registrare in spazi pubblici e sul contesto legale dell'azione dei cittadini nei confronti dei corpi repressivi.

- Critiche all'abuso di autorità

Numerosi internauti hanno denunciato il comportamento dell'agente come una flagrante dimostrazione di abuso di potere. Tra i messaggi si leggeva:

“Questa è una violazione dei diritti del cittadino... colui che deve andare in prigione è l'ufficiale.”

“Ricorda sempre che l'esercizio di qualsiasi libertà a Cuba è un reato. Non sei in uno stato di diritto: è una dittatura.”

“Mancanza di professionalità, mancanza di etica, mancanza di umanità. Questo è ciò che dimostra quel video.”

Difesa del diritto di registrare

Vari utenti hanno difeso il diritto del cittadino di registrare i funzionari pubblici durante l'esercizio delle loro funzioni:

“Dal momento in cui indossano l'uniforme o si identificano come agenti, sono funzionari pubblici. Pertanto, sì, possono essere registrati: è un diritto dei cittadini per controllare il loro operato.”

"Molti si appellano alla legge sui dati personali, ma un poliziotto è un pubblico ufficiale e quindi quella norma non si applica."

“Registrare ciò che sta accadendo non è un reato: è una prova di ciò che sta succedendo a te. Il reato si verifica quando pubblichi le immagini senza consenso.”

-Posizioni critiche nei confronti del visitatore

Alcuni commenti hanno messo in discussione il comportamento del turista cubano:

"Non si deve registrare nessuno senza il suo consenso. Sia che si tratti di un poliziotto o meno."

"Ben meritato. A Cuba non si viaggia in dittatura."

"La gente si complica per piacere. Hai tre giorni per contestare la multa. Torna alla tua spiaggia, divertiti."

-Discredenza nei confronti delle intenzioni della polizia

Variosi commenti hanno suggerito che la presenza della polizia obedisse più a un'intenzione di estorsione che all'adempimento del dovere

“Quello che è successo è che non avevi il frigorifero delle bevande in vista. Altrimenti, va tutto bene.”

"Los polis che cercano di guadagnare qualche dollaro."

"Considerano quel luogo 'area protetta', ma non proteggono il popolo dalle epidemie che si generano a causa dei molteplici siti di discarica esistenti."

Disincanto con la realtà cubana

Al di là del fatto specifico, l'incidente ha catalizzato un'ondata di commenti sul sistema politico cubano:

“NON C'È DIRITTO A VIVERE... NON C'È DIRITTO AD AVERE ACQUA... NON C'È DIRITTO A NIENTE... GLI CUBANI HANNO BISOGNO DI AIUTO ESTERNO!”

“Qui non esistono diritti.”

“Principale motivo per non viaggiare a Cuba: perdere i propri diritti. Mai viaggerò.”

"Poliziotti a Cuba sono i più corrotti. Hanno paura delle telecamere perché non vogliono che si sappia ciò che fanno."

Sebbene ci siano state alcune voci che hanno giustificato l'agente o criticato la registrazione senza consenso, il sentimento maggioritario sui social è stato di condanna all'operato della polizia e al contesto repressivo che esso rappresenta.

La frase più ripetuta, diretta e incisiva potrebbe riassumere il polso dello stato di opinione: “Questo succede solo in una dittatura.”

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Redazione di CiberCuba

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