Lo stato della Florida ha annunciato la sua intenzione di pagare 20 milioni di dollari ai contea di Miami-Dade e Collier per l'acquisto di un ex aeroporto nel cuore delle Everglades, come parte del suo piano per creare un centro di detenzione per emigranti in una zona remota.
La iniziativa, definita dai suoi promotori come un modello di efficienza carceraria, è stata battezzata dal procuratore generale dello stato, James Uthmeier, come il "Alcatraz dei coccodrilli" (Alligator Alcatraz), in riferimento alla fauna selvatica che circonda il luogo.
Il direttore della Divisione per la Gestione delle Emergenze, Kevin Guthrie, ha inviato una lettera di intenti alla sindaca di Miami-Dade, Daniella Levine Cava.
La missiva dettaglia che lo stato pagherebbe per il terreno e i diritti di passaggio dell'Aeroporto di Addestramento e Transizione Dade-Collier, attualmente inutilizzato, che sarebbe un "attivo cruciale" nelle operazioni di logistica aerea, dispiegamento di risorse e risposta alle emergenze.
Il obiettivo è costruire un centro di detenzione con una capacità di 1.000 immigrati che siano entrati illegalmente nel paese. Secondo quanto riporta Telemundo 51, il procuratore generale crede che il sito potrebbe essere operativo 30 a 60 giorni dopo l'inizio della sua costruzione.
Il progetto prevede un'infrastruttura carceraria multifunzionale in cui si fermerebbero, elaborerebbero legalmente e deporterebbero persone direttamente dal medesimo recinto, sfruttando la pista di 10.500 piedi (3,20 chilometri) del vecchio aeroporto.
L'operazione sarebbe supportata dalla Guardia Nazionale della Florida, che fornirebbe avvocati militari per fungere da giudici dell'immigrazione, in quello che si delineerebbe come un processo rapido con un timbro statale.
Tuttavia, la sindaca ha espresso la sua preoccupazione per le implicazioni ecologiche e sociali del piano. In un comunicato, ha avvertito che la cessione del terreno "richiede una revisione approfondita" poiché si trova in una zona critica.
Levine Cava ha ricordato che ogni decisione deve prendere in considerazione l'impatto potenziale sugli Everglades, un ecosistema protetto e fragile, e che un'azione non ponderata può avere "conseguenze significative a lungo termine per la nostra comunità".
"È imperativo comprendere completamente l'ambito e l'entità dell'uso proposto del sito e ciò che si intende sviluppare", ha sottolineato.
La posizione del centro -un'estensione di 39 miglia quadrate isolata, selvaggia e con accesso limitato- è stata presentata come un vantaggio tattico dal procuratore generale.
"Non c'è dove andare. Se qualcuno scappa, si incontra con coccodrilli e pitoni," ha assicurato Uthmeier, sottolineando che non sarebbe necessario costruire un costoso perimetro di sicurezza.
Il video promozionale del progetto, diffuso dal mezzo conservatore Florida’s Voice, rafforza questa visione: isolamento naturale come meccanismo di contenimento.
La proposta controversa non è un fatto isolato. Risponde a un impulso legislativo voluto dal governatore Ron DeSantis e supportato da leggi statali recentemente approvate per inasprire la politica migratoria in Florida.
Uthmeier ha descritto l'iniziativa come un contributo diretto alla strategia nazionale di deportazione di massa annunciata da Donald Trump.
In questo contesto, il "Alcatraz dei coccodrilli" funzionerebbe come piattaforma chiave per eseguire deportazioni rapide e centralizzate, in sintonia con le promesse dell'ex presidente di realizzare "la più grande operazione di deportazione nella storia degli Stati Uniti".
Per alcuni settori conservatori, la Florida sta tracciando la via con questo tipo di azioni. Ma per le organizzazioni a difesa dei diritti umani e i leader comunitari, la proposta rappresenta un esempio allarmante di disumanizzazione e criminalizzazione della popolazione migrante.
L'uso dell'ambiente naturale come barriera dissuasiva e il simbolismo punitivo del nome scelto evocano scenari distopici più vicini alla fiction che a una politica pubblica sensata.
Nel frattempo, Uthmeier ha esortato pubblicamente le contee a concludere accordi di cooperazione con l'ICE e ha messo in evidenza funzionari riluttanti, come lo sceriffo della contea di Broward, Gregory Tony, che ha dichiarato che i suoi agenti non parteciperanno ai raid dell'ICE.
Allo stesso tempo, le operazioni di controllo migratorio si sono intensificate in tutto lo stato.
Il futuro del cosiddetto Alligator Alcatraz dipenderà ora dall'approvazione dei governi locali e dai permessi federali necessari per sviluppare infrastrutture in un'area di alta sensibilità ambientale. La polemica è servita e il dibattito è appena iniziato.
Domande frequenti sul progetto "Alcatraz Alligator" in Florida
Cos'è il progetto "Alcatraz Alligator" in Florida?
Il progetto "Alcatraz Alligator" è un piano dello stato della Florida per costruire un centro di detenzione per immigrati negli Everglades. Battezzato dal procuratore generale James Uthmeier, il centro cerca di ospitare immigrati che sono entrati illegalmente nel paese, utilizzando l'ambiente naturale come barriera di sicurezza. Questa iniziativa fa parte di una politica migratoria più ampia promossa dal governatore Ron DeSantis e allineata con l'agenda dell'ex presidente Donald Trump.
Quali sono le implicazioni ambientali dell'"Alcatraz Alligator"?
La sindaca di Miami-Dade, Daniella Levine Cava, ha espresso la sua preoccupazione riguardo alle implicazioni ecologiche del progetto. Il centro di detenzione sarebbe situato in un'area critica delle Everglades, un ecosistema protetto e fragile. Qualsiasi sviluppo in quest'area potrebbe avere conseguenze significative a lungo termine per l'ambiente e la comunità locale.
Qual è il ruolo della Guardia Nazionale della Florida in questo progetto?
La Guardia Nazionale della Florida fornirà supporto logistico e legale al centro di detenzione "Alcatraz Alligator". Gli avvocati militari agiranno come giudici di immigrazione per snellire le procedure legali di detenzione e deportazione direttamente all'interno del recinto, il che fa parte dell'approccio statale volto a creare un processo rapido per gestire gli immigrati senza documenti.
Quali critiche ha generato il progetto "Alcatraz Alligator"?
Il progetto è stato criticato da organizzazioni per i diritti umani e leader comunitari, che ritengono rappresenti una disumanizzazione e criminalizzazione degli immigrati. L'uso dell'ambiente naturale come meccanismo di contenimento e il simbolismo del nome evocano scenari distopici e punitivi. Inoltre, l'approccio del progetto è stato visto come parte di una strategia più ampia di deportazione di massa allineata con le politiche di Donald Trump.
Archiviato in:
