L'azienda elettrica chiede fiducia mentre si intensifica il malessere per i blackout nell'Isola della Gioventù

La statale lavora a soluzioni temporanee, ma l'incertezza persiste. La situazione influisce sulla vita quotidiana e sul turismo, mentre si attendono risultati concreti.

Lavoratori dell'Impresa Elettrica dell'Isola della GioventùFoto © Facebook / Empresa Eléctrica Isla de la Juventud

L'Empresa Elettrica dell'Isola della Gioventù ha invitato la popolazione a mantenere la fiducia nei propri lavoratori, in un contesto di crescente malcontento cittadino a causa dei prolungati blackout che stanno interessando il territorio da oltre una settimana.

Al popolo pinero, abbiate fiducia nei nostri lavoratori elettrici. Affronteremo insieme queste avarie,

espressa l'ente questo giovedì in una nota divulgata su social media, dove ha anche annunciato il collegamento di un generatore alla macchina 3 dell'impianto MAN 1, come parte dei lavori di manutenzione che mirano ad aumentare la capacità di generazione locale.

Nonostante questi sforzi, la situazione continua a essere critica. Inizialmente, i blackout erano stati pianificati in blocchi alternati di cinque ore senza elettricità e cinque ore con servizio.

Pero attualmente, la maggior parte dei circuiti sperimenta interruzioni di cinque ore con sole due o tre ore di corrente tra ogni blackout.

In alcuni settori, come Micro 70 e Sierra Caballos, le conseguenze superano addirittura i tempi previsti.

Il malcontento popolare si è riversato in centinaia di commenti sui social media. L'espressione “a futuro”, utilizzata dall'azienda per riferirsi alla possibile ricostruzione di tre generatori danneggiati con assistenza tecnica cinese, è stata oggetto di scherno e sfiducia.

“Futuro? Già, se ho già sprecato la vita aspettando,” ha ironizzato un utente, mentre altri hanno sottolineato che senza risorse economiche, le promesse continueranno a essere “solo parole vuote.”

L'arrivo del motore G-83 —che fornisce 1,6 MW— è stato comunicato come un sollievo provvisorio, e si stanno inoltre effettuando lavori sull'unità MAN 5 e su altre macchine. Tuttavia, la soluzione strutturale dipenderà da condizioni tecniche e finanziarie ancora non definite, il che non contribuisce a calmare il malcontento dei cittadini.

“Come è possibile che si pianifichino interruzioni dalle 22:00 alle 3:00, e poi un’altra dalle 1:00 alle 6:00? Chi può dormire in questo modo?”, si è chiesta una madre, indignata per l’impatto del caldo e delle zanzare sui più vulnerabili, compresi i bambini piccoli e le persone anziane.

La situazione ha colpito anche l'alimentazione: famiglie senza accesso al gas lamentano di non poter neanche bollire il latte.

I blackout sono iniziati il 14 giugno, dopo l'uscita di servizio di due unità generatrici. Il deficit ha messo in crisi un sistema che fino a poco tempo fa era un modello di autosufficienza energetica all'interno di Cuba.

Con una domanda giornaliera di 28 MW, l'Isola riesce a produrre appena la metà. Questa crisi, che coincide con una visita del governante Miguel Díaz-Canel nel territorio, ha minato il vecchio mito che “nell'Isola della Gioventù l'elettricità non manca mai”.

Oltre al logorio fisico e psicologico, l'instabilità elettrica minaccia anche il polo turistico di Cayo Largo del Sur, priorità del governo per la stagione estiva.

Questa pressione spiega in parte la presenza di brigate di rinforzo provenienti da Sancti Spíritus e dall'Impresa Nazionale di Manutenzione ai Gruppi Elettrogeni, che lavorano contro il tempo per restituire stabilità al sistema.

Le autorità hanno promesso di risolvere il problema "in un periodo non superiore a otto giorni", ma la popolazione chiede risultati concreti. Sui social network circolano già appelli simbolici all'autonomia del territorio e persino a indipendenza amministrativa ed energetica dell'Isola.

“Non si tratta più solo della luce: è il dengue, il cibo, l'insicurezza… Siamo stanchi,” ha scritto una residente. Quello che è iniziato come una crisi tecnica si è trasformato in un sintomo ulteriore del profondo logoramento sociale che attraversa Cuba.

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