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Un cubano residente a Ciego de Ávila ha offerto la sua casa, completamente attrezzata, in cambio di due biglietti aerei per viaggiare in Guyana, in quello che sembra un atto disperato in mezzo alla grave crisi migratoria che attraversa il paese.
La pubblicazione, condivisa in un gruppo di Facebook chiamato Cubani in Guyana Georgetown, lascia intravedere il livello di disperazione e sacrificio a cui sono disposti molti cittadini per fuggire dal deterioramento economico e sociale sull'isola.
“Vendo una casa a Cuba (Ciego de Ávila) in cambio di due biglietti, e lascio la differenza con tutto”, ha scritto l'utente in forma anonima.
Anche se non si conoscono ulteriori dettagli sulla abitazione, sulla posizione esatta, sulle condizioni o sul valore stimato, il messaggio parla da sé: la casa, uno dei beni più preziosi che una persona può avere a Cuba, diventa una merce di scambio per cercare un futuro al di fuori dell'isola.
Tuttavia, lontano dal generare sorpresa, l'offerta è stata replicata da diversi utenti che sarebbero anch'essi disposti a cedere le proprie abitazioni in cambio di un biglietto per uscire da Cuba.
“Anch'io offro una casetta a L'Avana per due biglietti”, ha scritto una donna. Un altro utente è stato ancora più chiaro: “Offro una casa simile e differente per biglietti per la Guyana”.
Incluso una user ha offerto la sua casa in cambio di un solo biglietto per l'Uruguay: “E io, per un biglietto fino in Uruguay, cedo una casa”, ha scritto.
Il fenomeno riflette una realtà lacerante: l'esodo massivo di cubani ha raggiunto un punto in cui lasciare tutto, letteralmente, sembra una decisione razionale di fronte alla mancanza di prospettive all'interno dell'isola. Il valore materiale di una casa, che un tempo era simbolo di stabilità, è stato ridotto a una merce in cambio dell'opportunità di emigrare.
Nella conversazione, alcuni chiedono dettagli: “Da quale parte di Ciego?”, mentre altri si limitano a commentare “in privato”, come se volessero concludere l'affare il prima possibile. C'è urgenza. C'è bisogno. C'è rassegnazione.
Questo tipo di pubblicazioni è diventato frequente nei gruppi migratori, dove molti cubani offrono i loro beni più preziosi, case, moto, elettrodomestici, pur di coprire le spese del viaggio verso paesi come Nicaragua, Suriname o Guyana, rotte senza visto che consentono di intraprendere il percorso verso la frontiera sud degli Stati Uniti.
Secondo dati ufficiali statunitensi, più di 850.000 cubani sono emigrati dal 2022, la maggior parte dei quali ha affrontato percorsi pericolosi attraverso l'America centrale. Solo nell'anno fiscale 2021-2022, oltre 220.000 cubani sono stati fermati alla frontiera tra Messico e Stati Uniti.
Aunque il governante Miguel Díaz-Canel incolpa l'embargo per questo esodo, affermando che "l'esodo migratorio a Cuba è proporzionale all'inasprimento del blocco", esperti e voci della diaspora concordano nel dire che il deterioramento economico, la repressione politica e la mancanza di futuro sono le vere ragioni per cui milioni scappano dal paese.
Cuba rimane senza gente
Questo dramma migratorio ha conseguenze visibili: Cuba ha chiuso il 2024 con meno di 10 milioni di abitanti e il minor numero di nascite in oltre sei decenni, come ha riconosciuto la stessa Ufficio Nazionale di Statistica e Informazione (ONEI). L'isola perde ogni anno centinaia di migliaia di persone tra migrazione e invecchiamento, in un processo che lo stesso regime descrive come “irreversibile”.
En medio di questo collasso demografico, il discorso ufficiale cerca di riscrivere la storia. Un recente reportage della televisione di stato ha affermato che la migrazione di massa non è iniziata con la Rivoluzione del 1959. Tuttavia, i dati contraddicono quella narrazione: il paese è passato da essere caldo di accoglienza per migranti a espellere i propri figli, in una fuga che non accenna a fermarsi.
Migliaia di famiglie sono rimaste fratturate per sempre. Figli che non rivedranno mai più i loro genitori. Nonni che muoiono senza poter abbracciare i loro nipoti. Il dolore dell'esilio è stato normalizzato tanto quanto l'atto disperato di dare una casa in cambio di due biglietti.
Domande frequenti sulla crisi migratoria a Cuba
Perché i cubani sono disposti a scambiare le loro case per biglietti aerei?
La disperazione e la mancanza di un futuro a Cuba stanno portando molti cittadini a cedere i loro beni più preziosi, come le loro case, in cambio dell'opportunità di emigrare. La crisi economica, la repressione politica e il deterioramento delle condizioni di vita sono fattori decisivi in questa scelta.
Quali paesi sono le destinazioni più comuni per gli emigranti cubani?
La Guyana, il Nicaragua e il Suriname sono destinazioni comuni per i cubani grazie alla facilità di ingresso senza visto. Questi paesi fungono da punti di partenza verso altre mete, come gli Stati Uniti, attraverso rotte migratorie in America Centrale.
Qual è l'impatto demografico dell'esodo massiccio a Cuba?
L'uscita massiccia ha provocato che Cuba chiuda il 2024 con meno di 10 milioni di abitanti, e il numero di nascite è il più basso in oltre sei decenni. La perdita di popolazione è un processo che lo stesso regime descrive come "irreversibile".
Cosa dice il governo cubano sull'esodo migratorio?
Il governo cubano incolpa l'embargo statunitense per l'esodo migratorio, sostenendo che il rafforzamento del blocco è la causa principale. Tuttavia, esperti e esponenti della diaspora sottolineano che il deterioramento economico e la mancanza di prospettive sono le vere ragioni.
Come influisce emotivamente la migrazione sulle famiglie cubane?
L'esodo ha fratturato migliaia di famiglie cubane, con figli che non rivedranno mai più i loro genitori e nonni che muoiono senza abbracciare i loro nipoti. La separazione e il dolore dell'esilio sono diventati una normalità nella vita di molti cubani.
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