In mezzo a una crescente ondata di proteste contro i raid migratori del governo di Donald Trump, un tweet virale ha acceso la polemica e provocato una risposta diretta di alto livello diplomatico da Washington.
Melissa Cornejo, consigliera statale del partito al governo Morena in Jalisco, ha condiviso su X (prima Twitter) un'immagine di protesta in cui un uomo sventola una bandiera messicana di fronte a un'automobile bruciata con la frase “F**k ICE” dipinta sulla carrozzeria.
Junto all'immagine ha scritto: “Viva la razza e mettetevi il mio visto per il culo”, in apparente scherno agli annunci sulle sanzioni migratorie a chi incita alla violenza.

La pubblicazione è diventata virale e non ha tardato a generare conseguenze. Il sottosegretario di Stato degli Stati Uniti, Christopher Landau, ha risposto pubblicamente dal suo profilo ufficiale con un messaggio incisivo:
“Lì non posso inserire il tuo visto, ma posso informarti che ho personalmente dato ordine di annullarlo dopo aver visto questo post volgare”.
Landau, che è stato ambasciatore degli Stati Uniti in Messico (12 agosto 2019 - 20 gennaio 2021), ha spiegato che, dopo aver effettuato delle ricerche, gli hanno comunicato che l'autrice non possedeva nemmeno un visto valido per essere cancellato. “Com'è facile parlare del tuo disprezzo verso 'il mio visto' quando non lo hai”, ha aggiunto. E ha concluso con un chiaro avvertimento:
“Coloro che glorificano la violenza e la sfida alle legittime autorità e all'ordine pubblico... in nessun modo sono benvenuti nel nostro paese”.
La giovane ha cancellato il tweet originale, ma la replica dell'alto funzionario è stata registrata ed è stata ampiamente commentata sui social media.
Dal venerdì scorso, ICE ha effettuato raid di massa a Los Angeles, il che ha scatenato proteste in almeno dieci città degli Stati Uniti, tra cui New York, Chicago, Washington D.C., Filadelfia e San Francisco.
Le manifestazioni sono state varie: da atti pacifici a Foley Square a scontri con la polizia, arresti di massa e utilizzo di gas lacrimogeni in luoghi come San Antonio e Austin, Texas. In diverse città, i manifestanti portavano cartelli in spagnolo con frasi come “Il popolo dice ¡Fuera ICE!” o “ICE fuori di New York”.
In risposta, il presidente Trump ha ordinato di dispiegare la Guardia Nazionale in alcune zone, una misura che è stata duramente criticata da attivisti e funzionari locali. Nonostante il malcontento dei cittadini, la segretaria della Sicurezza Nazionale, Kristi Noem, ha confermato la politica delle retate pubblicando: “ICE continuerà ad applicare la legge”.
Una avvertenza che risuona in tutta l'America Latina
Il messaggio di Landau va oltre un caso individuale. Rappresenta un promemoria diretto sul potere che hanno le autorità migratorie statunitensi di vietare l'ingresso a chiunque considerino una minaccia per l'ordine pubblico o che inciti alla violenza, anche nel contesto digitale.
In un contesto in cui milioni di latinoamericani, compresi i cubani, cercano di ottenere un visto per entrare negli Stati Uniti, l'avvertimento diventa ancora più significativo. I social media, che per molti rappresentano uno spazio di sfogo o satira, possono avere conseguenze reali se i contenuti superano certe linee.
Per i migranti cubani, che spesso affrontano processi migratori complessi e prolungati, questo tipo di incidenti rafforzano la necessità di muoversi con cautela nell'ambiente digitale, specialmente se si ha l'intenzione di viaggiare verso il territorio statunitense.
Domande frequenti sulla politica migratoria degli Stati Uniti e sulle recenti proteste
Perché il governo degli Stati Uniti sta revocando i visti?
Il governo degli Stati Uniti sta revocando visti come parte di un controllo più rigoroso sui titolari di visti per garantire che rispettino tutte le leggi e le normative sull'immigrazione. I visti possono essere revocati per motivi di sicurezza, precedenti penali, problemi medici, o se si sospettano violazioni migratorie. Questo approccio riflette un inasprimento delle politiche migratorie sotto l'amministrazione di Donald Trump.
Quali conseguenze hanno i post sui social media sulla politica migratoria degli Stati Uniti?
Le pubblicazioni sui social media possono avere conseguenze serie per coloro che cercano di entrare o rimanere negli Stati Uniti. Il Dipartimento di Stato ha avvertito che glorificare la violenza o sfidare le autorità legittime può portare alla revoca dei visti o a essere considerati non desiderati nel paese. I social media sono monitorati e i commenti che incitano alla violenza possono influenzare lo stato migratorio.
Cosa sta facendo il governo degli Stati Uniti di fronte alle proteste contro i raid dell'ICE?
Il governo degli Stati Uniti ha risposto alle proteste contro i raid dell'ICE con un dispiegamento militare, inclusa la Guardia Nazionale, per controllare le manifestazioni. L'amministrazione Trump difende i raid come misure necessarie per far rispettare la legge e sostiene che le proteste violente non saranno tollerate. Tuttavia, queste azioni sono state criticate da attivisti e alcuni funzionari locali che le considerano sproporzionate.
Quali misure stanno prendendo in Florida riguardo all'immigrazione illegale?
In Florida, le retate sono intensificate in luoghi di lavoro come parte di uno sforzo più ampio per rafforzare la vigilanza sugli immigrati senza documenti. Queste azioni hanno generato panico e proteste, e il governatore della Florida, Ron DeSantis, ha proposto che la Guardia Nazionale possa agire come autorità giudiziaria nei processi di espulsione, il che ha suscitato un grande dibattito sulla politica migratoria nello stato.
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