“Mamma, calma”: Il bambino consola sua madre dopo che ha subito un attacco di panico durante l'arresto dell'ICE

Il caso, registrato dalle telecamere di Univision, ricorda altre situazioni traumatiche di deportazione, come quella della madre cubana Heydi Sánchez, separata dalla sua bambina che allatta in Florida.


“Mamma, stai tranquilla. Ci sono io”. Con queste parole, un bambino cercava di consolare sua madre, Érika Quiroz, che stava vivendo un attacco di panico mentre veniva arrestata da agenti dell'ICE (Servizio di Immigrazione e Controllo delle Dogane) di fronte al Tribunale per l'Immigrazione di San Antonio, Texas.

Il momento angosciante è stato catturato dalle telecamere di Univision, generando un'ondata di indignazione tra le comunità migranti. La donna, identificata come honduregna, è stata arrestata insieme a suo figlio minorenne e caricata su un camion di detenzione, dove ha iniziato a respirare con difficoltà, piangere e supplicare: “Non voglio andare via”.

Nel video si vede come il bambino, senza lasciarla, cerca di calmarla in mezzo al caos. La scena termina con la madre che viene fatta scendere dal veicolo a causa delle sue condizioni critiche, senza che gli agenti chiamassero i paramedici. È stata una giornalista a offrirle acqua per alleviare la sua crisi.

Il arresto di Quiroz non è stato un caso isolato. Dal 21 maggio, agenti di ICE hanno effettuato arresti giornalieri davanti al tribunale per l'immigrazione di San Antonio. Secondo fonti giudiziarie, almeno 40 persone —inclusi bambini— sono state arrestate ogni giorno.

Una donna cubana identificata come Lennys Hernández ha denunciato che suo padre è stato arrestato lo stesso giorno, 29 maggio, nonostante avesse partecipato puntualmente al suo secondo appuntamento in tribunale con il suo avvocato e non fosse stato interrogato dal giudice prima di essere portato via.

Abogados migratori avvertono che molte di queste persone sono in EE.UU. da meno di due anni. e sono soggette al processo di “espulsione rapida”, il che impedisce loro di presentare argomenti solidi per rimanere nel paese.

Il caso di Érika Quiroz, sebbene honduregna, evoca fortemente il doloroso racconto di Heydi Sánchez Tejeda, una madre cubana deportata da Tampa, Florida, lo scorso mese di aprile, lasciando dietro di sé la sua bambina in fase di allattamento.

Sánchez è stata arrestata durante un incontro di routine con l'ICE, nonostante fosse sposata con un cittadino statunitense e avesse una richiesta familiare attiva. È stata deportata a Cuba il 23 aprile, separata dal suo bambino di appena un anno, che è rimasto sotto la cura del padre negli Stati Uniti.

In dichiarazioni a CiberCuba, Heydi ha affermato: “La mia bambina è la mia vita, il mio tutto. Mi stanno uccidendo lentamente”. Il suo caso ha scatenato reazioni sui social media e ha portato all'intervento della congresista Kathy Castor, che ha chiesto al presidente un permesso umanitario per la madre cubana.

Domande frequenti sulla situazione delle detenzioni e deportazioni di immigrati negli Stati Uniti.

Cosa è successo durante l'arresto di Érika Quiroz davanti alla Corte di Immigrazione in Texas?

Érika Quiroz è stata arrestata da agenti dell'ICE mentre stava avendo un attacco di panico di fronte al Tribunale dell'Immigrazione di San Antonio, Texas. Durante l'arresto, suo figlio ha cercato di confortarla. La situazione ha suscitato indignazione ed è stata ripresa dalle telecamere di Univisión.

Come influisce il processo di "espulsione accelerata" sugli immigrati appena arrivati negli Stati Uniti?

Il processo di "espulsione rapida" impedisce agli immigrati di presentare argomentazioni solide per rimanere negli Stati Uniti. Questo processo colpisce in particolare gli immigrati che sono nel paese da meno di due anni, esponendoli a deportazioni rapide senza un'udienza completa.

Qual è stata la situazione di Heydi Sánchez Tejeda prima della sua deportazione a Cuba?

Heydi Sánchez Tejeda è stata espulsa a Cuba lasciando la sua figlia allattante negli Stati Uniti. Nonostante fosse sposata con un cittadino statunitense e avesse una richiesta di ricongiungimento familiare attiva, è stata arrestata durante un appuntamento migratorio di routine a Tampa e rimpatriata, separandola dal suo bambino.

Quali azioni stanno intraprendendo le famiglie colpite da deportazioni ingiuste negli Stati Uniti?

Le famiglie come quella di Heydi Sánchez stanno avviando campagne di raccolta firme e cercando supporto legale. Carlos Yuniel Valle, suo marito, ha lanciato una campagna su MoveOn per chiedere che sia permesso il ritorno di Heydi negli Stati Uniti e di riunirsi con sua figlia.

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Redazione di CiberCuba

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