La fiscalia chiede quattro anni di prigione per l'intellettuale cubana Alina Bárbara López Hernández

La professoressa denuncia un caso falsificato contro di lei e accusa il regime di cercare di nascondere la repressione politica sotto le spoglie di reati comuni.

Alina Bárbara López HernándezFoto © Facebook / Alina Bárbara López Hernández

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La Procura cubana ha richiesto una sanzione di quattro anni di lavoro correttivo senza internamento per l'intellettuale e attivista Alina Bárbara López Hernández, accusata di disobbedienza, oltraggio e attentato, dopo il suo arresto il 18 giugno 2024.

Ese giorno, López Hernández e l'antropologa e anche attivista Jenny Victoria Pantoja Torres si dirigevano all'Avana per partecipare a una protesta pacifica, quando furono fermate dalla Polizia a Matanzas.

La procura del caso, Ana Lilian Caballero Arango, ha presentato un ampio rapporto in cui chiede ugualmente tre anni di sanzione sostitutiva per Pantoja, per il reato di attentato.

Inoltre, devono risarcire presunti danni materiali a un'agente di polizia: 650 CUP da parte di López Hernández -per la rottura del suo uniforme- e 500 CUP da parte di Pantoja per la sostituzione delle extension artificiali nei capelli dell'agente.

Alina qualifica il fascicolo fiscale come un "copione drammatico" pieno di falsità, il cui obiettivo è negare il carattere politico del caso.

In un ampio testo pubblicato su Facebook, la storica denuncia che sia lei che Pantoja sono state vittime di violenza da parte della polizia, il che ha portato a lesioni fisiche documentate medicalmente, ma che non sono state considerate nel processo.

"Noi siamo state quelle picchiate, violentate e trattate come animali. Quel giorno temetti per la mia vita...", racconta López Hernández, che fu poi diagnosticata con labirintite post-traumatica. Pantoja, dal canto suo, subì contusioni al petto dopo essere stata immobilizzata dalla stessa agente.

Nella sua dichiarazione, attacca il tentativo di de-politicizzare il caso: "Il pubblico ministero mira a spogliare quanto accaduto della sua natura politica, che è più che evidente e che mette a nudo uno Stato intento a impedire - tramite la violenza - l'esercizio di diritti costituzionali".

Captura di Facebook / Alina Bárbara López Hernández

Le imputazioni non menzionano in nessun momento che entrambe le donne si stavano recando a esercitare il loro diritto alla protesta pacifica.

Invece, le descrivono come protagonisti di una lite stradale, con versioni che López definisce "inverosimili" e "assurde".

Nonostante godano di una riconoscente carriera intellettuale, le due stanno affrontando un processo giudiziario che, come denunciano, mira a punire il loro attivismo civico e a inviare un messaggio dissuasivo a coloro che mettono in discussione il sistema.

Il processo non ha ancora una data, ma López ha avvertito che sul banco degli imputati "non saremo sole: sarà la Costituzione del 2019 a sedere, ancora una volta, come accusata", alludendo alla contraddizione tra i diritti che la Carta Magna riconosce e la sua applicazione pratica sotto una dittatura.

Il caso ha generato reazioni tra attivisti e difensori dei diritti umani dentro e fuori l'Isola, i quali avvertono che questa forma di criminalizzazione del dissenso viola gli impegni internazionali assunti dallo Stato cubano.

"Le dittature non possono travestirsi da democrazie, anche se ci provano," ha sentenziato López Hernández, chiarendo la sua posizione di resistenza pacifica di fronte a quello che considera un processo politico mascherato.

Il processo contro le due intellettuali si svolgerà presso il Tribunale Municipale Popolare di Matanzas.

"Nei prossimi giorni faremo una dichiarazione in cui sarà chiara la nostra posizione riguardo alla sanzione proposta dalla Procura", ha annunciato Alina Bárbara.

Questa non sarà la prima volta che la rinomata accademica si siede sul banco degli imputati.

In novembre 2023 è stata sottoposta a processo per un presunto reato di disobbedienza, dopo che ad aprile di quell'anno era uscita con un cartello al parco centrale di Matanzas per chiedere la liberazione dello scrittore e giornalista Jorge Fernández Era.

Nel processo è stata ritenuta colpevole e condannata a pagare una multa.

Domande frequenti sulla situazione giudiziaria di Alina Bárbara López Hernández e sul contesto dei diritti umani a Cuba

Perché la Procura cubana chiede la prigione per Alina Bárbara López Hernández?

La procura cubana chiede quattro anni di lavori correttivi per Alina Bárbara López Hernández, accusata di disobbedienza, oltraggio e attentato. L'arresto è avvenuto mentre lei e un'altra attivista si diriggevano a una protesta pacifica all'Havana. Queste accuse sono state definite da López Hernández come un tentativo di punire il suo attivismo civico e di dissuadere altri oppositori del regime cubano.

Quali reazioni ha suscitato il caso di Alina Bárbara López Hernández tra attivisti e difensori dei diritti umani?

Il caso di Alina Bárbara López Hernández ha generato reazioni da parte di attivisti e difensori dei diritti umani sia dentro che fuori Cuba, che vedono come una violazione dei compromessi internazionali assunti dallo Stato cubano. Si considera che questo tipo di criminalizzazione del dissenso politico sia un tentativo di zittire le voci critiche nei confronti del regime.

Qual è il contesto di repressione contro gli attivisti a Cuba?

Il contesto a Cuba è di repressione continua contro attivisti e voci dissidenti, come si riflette in numerosi casi di detenzioni arbitrarie, violenza e intimidazione. Queste azioni mirano a zittire coloro che chiedono diritti civili e politici, come evidenziato in diversi incidenti recenti denunciati da organizzazioni per i diritti umani.

Quali azioni ha intrapreso Alina Bárbara López Hernández riguardo alla sua situazione giuridica?

Alina Bárbara López Hernández ha denunciato pubblicamente il processo giudiziario contro di lei come un "processo politico mascherato" e continua a difendere la sua posizione di resistenza pacifica. Ha sottolineato che il processo non la coinvolge solo personalmente, ma anche i diritti costituzionali riconosciuti nella Costituzione del 2019, che spesso si contraddicono con la loro applicazione pratica sotto il regime cubano.

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