Puerto Padre: Distribuiscono alcol dopo aver denunciato che era stato immagazzinato per un anno

Distribuiscono alcol a Puerto Padre, Las Tunas, dopo una denuncia per il suo stoccaggio dal 2024. L'inafferenza dello stato ha colpito migliaia di famiglie in piena crisi energetica, secondo quanto riportato da un'emittente ufficialista.

I cubani cucinano come possono a causa della scarsità di gas liquefatto e cheroseneFoto © Captura video YouTube / CubaNet

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Le autorità hanno iniziato la distribuzione di oltre 6.000 litri di alcol F5 nei magazzini rurali del comune di Puerto Padre, nella provincia di Las Tunas, dopo aver rivelato che il combustibile era rimasto stoccato dal 2024 senza essere consegnato alla popolazione.

La denuncia è stata pubblicata dal profilo di Facebook di Radio Libertad, emittente locale di Puerto Padre, che ha esposto l'esistenza di 34.000 litri di alcol F5 immagazzinati nell'Unità Imprenditoriale di Base Derivados Antonio Guiteras.

Captura Facebook / Radio Libertad / Puerto Padre

L'inchiesta giornalistica condotta da Leidiedi Gómez Hidalgo ha messo in evidenza una situazione di alta sensibilità, con un impatto diretto su oltre 11.000 nuclei familiari che non avevano ricevuto il prodotto nonostante la sua disponibilità.

In mezzo a una delle peggiori crisi energetiche che la popolazione cubana ha vissuto negli ultimi anni, con black-out prolungati e severe limitazioni nell'accesso ai combustibili, il regime ha mantenuto accumulato questo bene essenziale, senza fornire spiegazioni pubbliche fino a quando il caso non è stato reso noto dalla stampa locale.

Secondo quanto spiegato da Rosabel Parra Rodríguez, specialista principale in commercio nel comune, l'alcol sarà venduto esclusivamente ai consumatori che precedentemente ricevevano petrolio, con una assegnazione di due bottiglie e mezza per nucleo.

Il processo di distribuzione è già iniziato nella zona di Vázquez e, come affermato dal Licenziato José Luis Mora Pérez, direttore generale dell'Impresa Commercializzatrice di Combustibili Las Tunas, continuerà fino a coprire tutte le bodegas del comune, per poi estendersi ad altri territori della provincia.

Un anno di silenzio, 340.000 litri accumulati e migliaia di famiglie in attesa

La denuncia riguardante lo stoccaggio prolungato dell'alcol F5 è stata pubblicata il 5 maggio dalla emittente Radio Libertad, in un articolo della giornalista Leidiedi Gómez Hidalgo.

Captura Facebook / Radio Libertad / Puerto Padre

Il testo ha rivelato che oltre 340.000 litri di carburante rimanevano nell'Unità Imprenditoriale di Base Derivati Antonio Guiteras da ottobre 2024, senza essere distribuiti nonostante la crescente crisi energetica.

Secondo il rapporto, il prodotto —essenziale per il preriscaldamento delle cucine— non arrivava alla popolazione a causa dell'inazione e della mancanza di coordinamento tra enti come il Commercio, Cupet e Tecnoazúcar.

L'ingegnere Ramón Gutiérrez García, responsabile della produzione in Derivados, è stato colui che ha avvisato inizialmente la emittente.

A partire da lì, si è messo in contatto con i dirigenti municipali e provinciali, molti dei quali hanno affermato di non essere a conoscenza dell'esistenza del problema.

Il ritardo ha provocato conseguenze economiche, come la mancata realizzazione di 8 milioni di pesos in vendite e la paralisi della produzione per mancanza di capacità di stoccaggio.

Nel frattempo, migliaia di famiglie continuavano a non avere accesso al combustibile mentre il prodotto accumulava polvere nei magazzini di Delicias.

La mancanza di cherosene è stata una delle giustificazioni offerte per non vendere l'alcol, anche se dal 2 maggio Cupet aveva già, secondo il Commercio, i dati necessari per iniziare la distribuzione.

La contraddizione tra entrambe le versioni rifletteva il disordine istituzionale e l'assenza di una responsabilità chiara.

“Come capire che non è stato commercializzato per l'assenza di un altro prodotto? Come comprendere che l'alcol sia stato conservato per mesi mentre le cucine rimangono fredde?”, ha interrogato il servizio.

La giornalista ha concluso esigendo fatti concreti, avvertendo che questo problema non riguarda solo Las Tunas, ma anche territori vicini come Holguín e Camagüey.

La crisi energetica a Cuba ha raggiunto livelli allarmanti, con numerose province colpite da una grave carenza di gas liquefatto. A Santiago di Cuba, dopo mesi senza fornitura, è finalmente iniziata la scarico di una nave di gas liquefatto al molo della Raffineria Hermanos Díaz e la sua distribuzione.

Secondo le autorità, sarà applicato un ciclo di distribuzione controllato, limitato a una bomboletta per nucleo familiare, mentre la popolazione continua a dipendere dall'uso del carbone vegetale per cucinare.

En parallelo, a Villa Clara, la vendita di gas liquefatto è stata sospesa a causa di una fermata tecnica dell'impianto di lavorazione per mancanza di materia prima. Sebbene siano stati privilegiati gli ospedali e i centri di assistenza, l'interruzione ha acuito il malcontento popolare.

CUPET ha promesso di riprendere la distribuzione una volta completati i pagamenti internazionali, rivelando le difficoltà economiche che ostacolano lo scarico delle navi ancorate sulle coste cubane.

A Guantánamo, le conseguenze della crisi energetica hanno costretto il sistema educativo a modificare l'orario scolastico. Il governo locale ha ridotto la durata delle lezioni per evitare che gli studenti rimanessero bloccati senza mezzi di trasporto disponibili nel pomeriggio.

Questa decisione, descritta in rapporti locali, è stata presa in risposta all'aumento della domanda di elettricità e alla scarsità di carburante per operare gli autobus statali.

L'impatto domestico di questa crisi si riflette anche in eventi come quello accaduto a Santiago di Cuba, dove un incendio ha devastato una abitazione, apparentemente provocato da metodi di cottura improvvisati.

Sebbene non siano state segnalate vittime, i vigili del fuoco hanno confermato che l'incendio è stato originato in cucina, alimentato da combustibili alternativi come il carbone, utilizzati a causa dell'assenza prolungata di gas liquefatto.

Domande Frequenti sulla Distribuzione di Alcol F5 a Puerto Padre

Perché l'alcol F5 è rimasto immagazzinato per un anno a Puerto Padre?

L'alcol F5 è rimasto immagazzinato a causa dell'inazione e della mancanza di coordinamento tra enti come Commercio, Cupet e Tecnoazúcar. Questa situazione è continuata nonostante la crescente crisi energetica che colpiva la popolazione cubana, senza che le autorità fornissero spiegazioni pubbliche fino a quando il caso non è stato denunciato attraverso la stazione locale Radio Libertad.

Come viene distribuito l'alcol F5 a Puerto Padre?

L'alcol F5 sarà venduto esclusivamente ai consumatori che precedentemente ricevevano petrolio, con un'assegnazione di due bottiglie e mezza per nucleo familiare. Il processo di distribuzione è già iniziato in alcune aree e si estenderà a tutti i negozi del comune, continuando successivamente verso altri territori della provincia di Las Tunas.

Qual è l'impatto della crisi energetica a Cuba sulla distribuzione dei combustibili?

La crisi energetica a Cuba ha portato a una distribuzione irregolare di combustibili essenziali, come il gas liquefatto e l'alcol F5. Questa situazione ha generato interruzioni prolungate dell'elettricità e la necessità di ricorrere a metodi alternativi per cucinare, come l'uso della legna e del carbone, influenzando gravemente la qualità della vita della popolazione nell'isola.

Quale ruolo giocano le denunce pubbliche nella gestione delle risorse a Cuba?

Le denunce pubbliche, come quella fatta da Radio Libertad, sono state fondamentali per evidenziare i problemi di gestione delle risorse a Cuba. Queste denunce hanno costretto le autorità ad agire di fronte alla pressione sociale e mediatica, rivelando la mancanza di coordinamento e trasparenza nell'amministrazione pubblica, specialmente in contesti di crisi.

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