Il reguetonero cubano Dany Ome non ha trattenuto nulla e ha chiarito la sua posizione riguardo al suo diritto di viaggiare a Cuba, in un'intervista insieme a Kevincito El 13 nel podcast Destino Tolk. L'artista si è espresso con fermezza sulle critiche che solitamente ricevono i musicisti cubani in esilio per il loro ritorno sull'isola, e ha inviato un messaggio diretto a coloro che mettono in discussione queste decisioni personali.
“Sono cubano e andrò a Cuba tutte le volte che mi va, ho voglia di cantare a Cuba, ho voglia di andare a Cuba, a Cuba mi sento bene, vedo la mia famiglia a Cuba, mia nonna, e andrò tutte le volte che mi va”, ha dichiarato Dany Ome, visibilmente infastidito da quella che considera una doppia morale su questo tema.
L'artista ha difeso il suo diritto a mantenere legami con il proprio paese d'origine e ha denunciato quella che considera una narrativa ipocrita e di doppio standard in alcuni settori dell'esilio.
“El rispetto è fondamentale, e chi non vuole venire lo rispetto anch'io, però c'è molta ipocrisia. Uno, com'è possibile che Otaola abbia più soldi di mia madre parlando in un microfono, mentre mia madre è uscita per strada? Due, com'è possibile che loro possono andare e tornare mentre io non posso andare e la gente non mi sostiene qui? E tre, faccio quello che mi pare, andrò a Cuba quando mi va.” ha sottolineato.
Durante la conversazione, ha anche parlato della sua esperienza personale e familiare, sottolineando il ruolo di sua madre come Dama Bianca, una donna che, secondo lui, ha sofferto molto per le sue idee politiche nell'isola.
“Ci sono molte persone che hanno il loro dolore e noi rispettiamo quel dolore, ma non cercare di controllare la mia vita o ciò che faccio”, ha detto, rivendicando la sua autonomia personale e professionale.
Dany Ome ha sottolineato che si sente bene quando calca il suolo cubano: “Io mi sento bene quando vado a Cuba, nessuno mi reprime, nessuno mi fa nulla”.
Da parte sua, Kevincito El 13 ha spiegato che mantiene anche forti legami con l'isola. “Ho mio papà e tutta la mia famiglia da questa parte a Cuba,” ha confessato il giovane reguetonero, sostenendo il parere del suo collega sull'importanza di preservare questi legami affettivi.
Ambos artisti hanno concordato nel sottolineare che l'atteggiamento dell'influencer Alexander Otaola nei confronti di Cuba risponde più a interessi economici che a questioni sentimentali.
“Noi siamo qui per fare musica e attraverso questa musica mettere Cuba e i cubani in alto”, hanno affermato, lasciando chiaro che la loro missione va oltre la politica: vogliono rappresentare la loro gente attraverso l'arte e il palco.
Domande frequenti sul ritorno di Dany Ome a Cuba e le critiche ricevute
Perché Dany Ome difende il suo diritto a viaggiare a Cuba?
Dany Ome difende il suo diritto di viaggiare a Cuba perché si sente bene nel suo paese d'origine, dove può vedere la sua famiglia, inclusa la sua nonna. Sottolinea che visiterà l'isola tutte le volte che desidera, evidenziando che queste decisioni sono personali e non dovrebbero essere messe in discussione dagli altri.
Quali critiche affrontano gli artisti cubani che tornano sull'isola?
Gli artisti cubani che ritornano sull'isola, come Dany Ome, spesso affrontano critiche dall'esilio cubano, il quale ritiene che questi viaggi potrebbero sostenere indirettamente il regime. Tuttavia, molti artisti difendono il loro diritto a mantenere legami con la propria famiglia e la propria terra natale, sostenendo che i loro viaggi non sono un sostegno politico.
Qual è la relazione tra Dany Ome e Alexander Otaola?
Dany Ome ha avuto scontri pubblici con Alexander Otaola, un presentatore cubano noto per le sue dichiarazioni controverse. Otaola ha criticato Dany Ome per aver viaggiato a Cuba, mentre il reguetonero ha risposto con un tono provocatorio, accusando Otaola di avere un'ossessione nei suoi confronti.
Come influisce la politica sugli artisti cubani che viaggiano verso l'isola?
Gli artisti cubani spesso affrontano la pressione di politicizzare le loro attività, specialmente quando viaggiano sull'isola. Tuttavia, molti, come Dany Ome, preferiscono concentrarsi sulla loro arte e mantenere una connessione personale con il loro paese d'origine, sostenendo che non tutti gli spazi debbano essere politicizzati e che le loro visite rispondono a motivi personali e familiari.
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