La stampa ufficiale celebra i ritrovamenti di petrolio a Cuba ma omette un dato importante

L'articolo di Cubadebate è un promemoria di come il controllo dell'informazione possa plasmare la percezione pubblica, anche su temi così sensibili come le risorse energetiche.

Lavoratori di Melbana Energy e di CUPET osservano un campione del petrolio estrattoFoto © X/ Melbana Energy

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La stampa ufficiale cubana ha riportato mercoledì i progressi nell'esplorazione petrolifera nell'isola, condotta dall'azienda australiana Melbana Energy, ma ha omesso un dato chiave che cambia totalmente la percezione dei cittadini nei confronti di questa buona notizia.

Questa compagnia, che fa parte del gruppo di investitori con operazioni sull'isola dal 2015 sotto un contratto di esplorazione a rischio, ha concentrato le sue attività nel comune di Martí, nella provincia di Matanzas.

Según la nota ufficiale, Melbana ha perforato finora quattro pozzi nell'area del contratto, evidenziando in particolare i progressi nel pozzo Alameda-2, la cui perforazione è iniziata nel 2023 e è ancora in fase di valutazione.

Una scoperta festeggiata con gran pompa

Durante le operazioni in questo pozzo, è stato identificato un serbatoio superficiale con petrolio di oltre 18° API, il che rappresenta un salto qualitativo rispetto al greggio pesante che viene tradizionalmente estratto nella cintura nord cubana.

All'inizio del 2025, i lavori di riparazione nello stesso pozzo hanno consentito di raggiungere una produzione di qualità ancora superiore. La Unión Cuba-Petróleo (CUPET) ha sottolineato che questa scoperta “rafforza il potenziale del giacimento”, anche se Melbana ha deciso di estendere il periodo di valutazione prima di prendere decisioni definitive sulla commercializzazione.

Tra i prossimi passi è prevista la perforazione di nuovi pozzi per confermare l'estensione dello strato produttivo e valutare il potenziale gas-petrolifero. Se i risultati si consolidano, l'azienda presenterà una dichiarazione di commercialità.

Anche se attualmente la produzione dei pozzi di Melbana rappresenta solo lo 0,005% del totale nazionale, Cubadebate ha descritto i progressi come “incoraggianti” e ha sottolineato le opportunità che si aprono per il futuro dell'industria energetica cubana.

L'omissione chiave: Il petrolio sarà esportato

Tuttavia, l'ottimismo del discorso ufficiale contrasta con una notevole omissione: il destino di quel petrolio.

In una nota pubblicata il 14 maggio, si è appreso che l'azienda Melbana Energy prevede di esportare a fine giugno il petrolio estratto dal pozzo Alameda-2, nel che sarà il suo primo invio internazionale da Cuba.

Secondo questo rapporto, sono già stati stoccati più di 15.000 barili di petrolio grezzo di alta qualità - più leggero del solito sull'isola - e si è ricevuta l'approvazione necessaria per l'operazione.

“Alameda-2 continua a produrre petrolio a un ritmo controllato da metà aprile”, ha spiegato Melbana, che ha anche riferito sullo stato avanzato del pozzo Amistad-2, progettato per massimizzare la produzione nella formazione nota come Unità 1B.

Il presidente esecutivo di Melbana Energy, Andrew Purcell, ha commentato che “con il ritmo attuale di produzione, avranno sufficiente petrolio per la prima spedizione di prova il mese prossimo”.

Inoltre, ha lasciato intendere che questo esercizio, insieme al rendimento del nuovo pozzo, avvicinerà l'azienda a ottenere una linea di finanziamento per un ambizioso piano di sviluppo del giacimento, la cui decisione finale è attesa prima della fine dell'anno.

Produzione cubana, destino estero

Il processo tecnico per questa esportazione implica che il greggio passi attraverso una separazione primaria in situ, e poi venga trasportato su strada per circa 50 chilometri fino agli impianti di CUPET per il suo trattamento e stoccaggio finale. Tutta la procedura viene svolta con il personale minimo, il che consente di mantenere bassi costi operativi.

Melbana non ha ancora rivelato l'acquirente specifico di questo greggio cubano, ma ha confermato che "l'interessato sta valutando il momento e la disponibilità di un petroliere di cabotaggio adeguato o la possibilità di combinare il carico con le prossime esportazioni programmate di maggiori volumi di greggio".

In parallelo, l'azienda prevede di aprire altri due pozzi nella stessa zona, incluso uno a 850 metri a sud-ovest dell'Alameda-2. Sono già state completate le opere di accesso e ricevuti tutti i materiali e i permessi necessari.

La perforazione, che si prevede duri meno di tre settimane, si concentrerà anche sulla formazione Unità 1B, con successivi test e valutazioni per determinarne il potenziale produttivo.

La contraddizione irrisolta

Mentre i media ufficiali celebrano quello che considerano un nuovo orizzonte per l'autosufficienza energetica cubana, la realtà che il petrolio di migliore qualità sarà esportato è stata convenientemente taciuta nei canali di comunicazione statali.

Questa omissione è particolarmente significativa considerando il contesto energetico del paese, caratterizzato da frequenti blackout e una forte dipendenza dal petrolio importato, specialmente da paesi come la Russia o il Venezuela.

Nonostante l'investimento straniero possa essere fondamentale per lo sviluppo del settore, la mancanza di trasparenza riguardo alla destinazione delle risorse estratte solleva interrogativi: in che misura queste scoperte beneficeranno direttamente il popolo cubano? Quale sarà l'impatto reale sulla crisi energetica nazionale se i risultati migliori sono destinati a mercati esterni?

Il caso di Melbana Energy e il petrolio di Alameda-2 evidenzia un divario tra la narrativa ufficiale e la strategia aziendale reale.

Mientras i media come Cubadebate esaltano i progressi tecnologici e la promessa di autosufficienza energetica, viene trascurato un dato cruciale: i frutti immediati di queste scoperte non rimarranno a Cuba.

È un promemoria su come il controllo dell'informazione possa influenzare la percezione pubblica, anche su temi così sensibili come le risorse energetiche, e sull'importanza di confrontare le versioni ufficiali con altre fonti per ottenere una visione completa della realtà.

Domande frequenti sui ritrovamenti di petrolio a Cuba e sulla sua esportazione

Quali scoperte ha effettuato Melbana Energy a Cuba?

Melbana Energy ha identificato un serbatoio superficiale con petrolio di oltre 18° API nel pozzo Alameda-2, il che rappresenta un progresso significativo rispetto al petrolio pesante tradizionalmente estratto a Cuba. Questa scoperta rafforza il potenziale del giacimento a Matanzas.

Perché è significativo il ritrovamento di petrolio nel pozzo Alameda-2?

Il ritrovamento è significativo perché il petrolio del pozzo Alameda-2 è di alta qualità e più leggero rispetto al greggio comunemente reperito a Cuba. Questo potrebbe aprire nuove opportunità per l'industria energetica cubana.

Qual è il destino del petrolio estratto da Melbana Energy?

Nonostante le scoperte, Melbana Energy prevede di esportare il petrolio di alta qualità estratto dal pozzo Alameda-2. Si prevede che la prima spedizione internazionale avverrà alla fine di giugno 2025.

Come influisce l'esportazione di petrolio sulla crisi energetica a Cuba?

L'esportazione di petrolio di migliore qualità, senza destinarlo al consumo interno, crea una contraddizione rispetto alla crisi energetica che sta affrontando Cuba, caratterizzata da frequenti blackout e dipendenza dal petrolio importato.

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