La Commissione di Appello per l'Immigrazione (BIA, acronimo inglese) ha confermato giovedì che gli immigrati che entrano negli Stati Uniti senza autorizzazione e vengono liberati avrebbero dovuto beneficiare legalmente di un permesso di soggiorno temporaneo (parole).
Nel caso Matter of Q. Li, 29 I&N Dec. 66 (BIA 2025) su un'immigrata cinese, la risoluzione non menziona direttamente Cuba, ma le sue implicazioni potrebbero influenzare migliaia di cubani che hanno attraversato il confine e sono stati rilasciati senza ricevere un "parole" formale.
Cosa ha deciso la BIA in questo caso?
Reafirma che coloro che sono entrati negli Stati Uniti senza essere stati ammessi né con parole, anche al di fuori di un porto ufficiale d'ingresso, sono considerati “richiedenti ammissione” ai sensi della sezione 235(b) della Legge sull'Immigrazione (INA).
Stabilisce che quei migranti sono soggetti a detenzione obbligatoria e non hanno il diritto a un'udienza di cauzione ai sensi della sezione 236(a) dell'INA.
Se viene concesso il permesso di soggiorno (libertà vigilata) e questo viene annullato, devono essere restituiti in custodia senza diritto a libertà su cauzione.
Cosa significa questo per i cubani con I-220A?
Molti cubani con I-220A sono stati rilasciati dal DHS dopo aver attraversato il confine, senza essere stati ammessi né aver ricevuto un parolo formale, e poi collocati in procedimenti di deportazione (NTA).
Possibili effetti per loro:
Finestra legale (indiretta ma importante): La decisione chiarisce che l'ammissibilità o meno alla cauzione dipende dal tipo di ingresso e detenzione, non semplicemente dal modulo I-220A.
Se il migrante è stato rilasciato senza un permesso formale, come nel caso di molti con I-220A, si potrebbe sostenere che NON sono soggetti alla sezione 235(b) ma alla 236(a), e quindi potrebbero chiedere cauzione o riaprire casi migratori.
Ma ciò rafforza anche delle limitazioni: se il governo riesce a classificare i cubani con I-220A come “richiedenti ammissione” ai sensi della 235(b), risulterebbero inabili per la cauzione, anche se sono in libertà da tempo.
Consente anche al DHS di tentare di riclassificare il proprio status e ritirare benefici, come il parole o le richieste di adeguamento migratorio.
Conclusione
La decisione non concede direttamente benefici ai cubani con I-220A, ma riapre il dibattito legale su se siano stati effettivamente "paroleati" o semplicemente rilasciati sotto supervisione.
Se la loro detenzione originale consente o meno l'accesso a determinati diritti (come la cauzione, la modifica dello status o l'asilo).
Questo potrebbe essere utilizzato a favore degli avvocati che sostengono che l'I-220A non equivale a detenzione ai sensi del 235(b) e che, pertanto, i loro clienti hanno diritto a opzioni legali più ampie.
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