Tras aver aver lavorato per oltre 30 anni nei media ufficiali, il giornalista sportivo Armando Campuzano, stabilito in Canada da quasi un decennio, è tornato alla ribalta pubblica per svelare l’ambiente lavorativo nella Televisione Cubana, un luogo che ha descritto come tossico e spietato, caratterizzato dal tradimento tra colleghi, dall'opportunismo e dall'ubbidienza cieca alla gerarchia politica.
Durante la sua intervista sul canale YouTube El Mundo de Darwin, una delle confessioni più scioccanti è stata la rottura con il suo collega e ex amico Rodolfo García, che ha accusato di agire come operatore di potere informale all'interno del settore, decidendo viaggi, dividendo il personale e cercando favori attraverso il servilismo.
“Professionalmente è un ottimo narratore (sportivo), ma come persona, un figlio di p*** di quelli grandi,” espresse chiaramente “El Chino”, come lo chiamavano anche.
“Rodolfo ha sempre applicato il principio del divide et impera. Lo faceva tra tutti i narratori sportivi. Il suo compito era proprio quello, anche senza avere alcun incarico”, ha spiegato.
Il giornalista ha fatto riferimento a figure come Julita Osendi, che oggi vive a Miami, e su cui esprime critiche sottili, pur riconoscendo che, in quanto donna, è riuscita a sopravvivere in quell'ambiente ostile.
“Nella televisione non ci sono amici. Questo forse è il risultato del sistema mediocre in cui ci troviamo a vivere, dove sei capace di tradire un altro per un viaggio, un programma o un posto”, ha affermato con totale fiducia.
Ha anche denunciato l'arbitrarietà nell'assegnazione delle coperture sportive. Secondo quanto rivelato, molte di queste decisioni venivano prese tra un sorso di rum, al di fuori di criteri professionali, e la sua esclusione da quelle “riunioni” di cui veniva a conoscenza solo tramite commenti.
"Nessuno è comunista a Cuba, nemmeno Díaz-Canel."
Asimismo, in una parte del dialogo che è durato più di due ore, Campuzano ha parlato delle influenze del regime nelle trasmissioni sportive e ha lasciato una frase potente: “Nessuno è comunista a Cuba, né Díaz-Canel è comunista, sono opportunisti”, parole che riflettono la spudoratezza all'interno del cosiddetto “socialismo” in un'isola maledetta dal gennaio del 1959.
Rappresaglie dopo un viaggio in Canada
Il commentatore sportivo ha raccontato come è stato punito per la sua indipendenza viaggiando con sua moglie ai Giochi Panamericani di Toronto 2015, durante le sue vacanze legali. Essendo stato ripreso dalle telecamere sugli spalti, i suoi superiori lo hanno sanzionato in modo informale, emarginandolo da eventi internazionali e bloccando il suo sviluppo professionale.
La tensione ha raggiunto un punto critico quando ha avuto un alterco fisico con un poliziotto a L'Avana, il che ha scatenato la sua decisione definitiva di esiliarsi insieme alla sua famiglia. Nel 2017, ha lasciato l'isola direzione Canada, dove attualmente risiede.
Esilio senza nostalgia per la televisione
Già stabilito in Nord America, Campuzano non cerca di recuperare la sua carriera mediatica. Al contrario, afferma che la sua priorità è stata vivere con dignità e libertà, senza rimpiangere il microfono. Ha in programma di scrivere un libro per denunciare la dittatura dalla sua esperienza e riconosce che il suo esilio è stato anche una liberazione personale e familiare.
Echi di una struttura marcia
Il testimonio di Armando Campuzano si aggiunge a una lunga lista di denunce che mettono a nudo l'uso dei mezzi statali cubani come strumenti di controllo, propaganda e punizione, dove la meritocrazia è sostituita dal servilismo e dalla lealtà al regime.
In contrasto, mentre lui espone quella realtà dall'esilio, Gabriela Fernández Álvarez, conduttrice del programma ufficiale Con Filo, esporta attualmente in Spagna quella macchina ideologica che non tollera la critica né la pluralità.
Domande Frequenti sulla Televisione Cubana e il Testimonianza di Armando Campuzano
Qual è stata la principale denuncia di Armando Campuzano sulla Televisione Cubana?
Armando Campuzano ha denunciato un ambiente lavorativo tossico e spietato nella Televisione Cubana, caratterizzato da tradimenti tra colleghi, opportunismo e obbedienza cieca alla gerarchia politica. Ha esposto come le decisioni professionali venissero prese in base al favoritismo e non al merito, riflettendo la corruzione e il controllo politico nei media statali cubani.
Quali esperienze personali ha condiviso Campuzano riguardo al regime cubano?
Campuzano ha rivelato di essere stato punito per la sua indipendenza, soprattutto dopo il suo viaggio in Canada durante i Giochi Panamericani del 2015. È stato emarginato da eventi internazionali e bloccato professionalmente dopo essere stato visto tra il pubblico, il che ha portato alla sua decisione di esiliarsi insieme alla sua famiglia nel 2017.
Qual è l'opinione di Campuzano sul comunismo a Cuba?
Campuzano ha affermato che "nessuno è comunista a Cuba, nemmeno Díaz-Canel", descrivendoli invece come opportunisti. Questa dichiarazione riflette la sua critica al regime e la sua percezione che il socialismo cubano sia più una facciata di potere che una autentica convinzione politica.
Come si confronta la situazione di Campuzano con quella di altri giornalisti cubani in esilio?
Al pari di altri giornalisti cubani in esilio, come José Luis Basulto, Campuzano ha dovuto ricostruire la sua vita professionale al di fuori di Cuba. Molte volte questi professionisti affrontano emarginazione e ritorsioni da parte del regime cubano, il che li costringe a cercare nuove opportunità all'estero, come Basulto, che ora risiede in Messico.
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