La ex ministra del Lavoro e attuale precandidata presidenziale del Partito Comunista del Cile, Jeannette Jara, ha rettificato dopo aver negato che a Cuba ci sia una dittatura.
In un'intervista nel podcast Perché Dovevo Dirlo, condotto da José Antonio Neme e Julio César Rodríguez, la candidata ha spiegato che la sua intenzione non era quella di affermare che Cuba non sia una dittatura, ma di alludere al fatto che si tratta di un sistema "diverso".
"Quando ho detto che questo è un sistema politico diverso, non pensavo che avrebbe avuto le conseguenze che ha avuto, perché la mia intenzione non era dire che non fosse una dittatura. Certo, ma sai che ho anche imparato che è passato, l'ho già detto e ormai è così", ha raccontato nel programma.
En il suo intervento ha difeso di voler governare il Cile con un modello cileno e non di un altro paese: "Non dall'Argentina, non dalla Nicaragua, non da Cuba, non dal Perù, non dall'Ecuador, non dal Venezuela. In Cile dobbiamo proteggere la nostra democrazia".
In seguito, ha messo in discussione il fatto che ci siano candidati che giustificano la dittatura in Cile e la naturalizzano: "Ti giuro che questa cosa a me dà una sensazione di spavento. Mi preoccupa questa situazione".
La militante del Partito Comunista di quel paese (PCCh) aveva commentato in un'intervista con CNN che “ogni popolo definisce il proprio governo”, in riferimento alla dittatura cubana.
En suas parole, Jara ha affermato che “il caso di Cuba è piuttosto diverso” rispetto ad altri paesi messi in discussione per violazioni dei diritti umani, e ha attribuito la situazione attuale dell'isola alle conseguenze dell'embargo statunitense.
"La principale difficoltà è stata il blocco che si è protratto per decenni e li ha soffocati", ha affermato.
La candidata del PCCh ha opposto a quella di Cuba la sua visione sul Venezuela, dove ha riconosciuto l'esistenza di un "regime autoritario" sotto il comando del dittatore Nicolás Maduro.
L'avvocata e amministratrice pubblica è stata ministra del Lavoro e della Previdenza Sociale da marzo 2022 fino al 7 aprile 2025, quando ha rassegnato le dimissioni dopo essere stata proclamata candidata presidenziale del PCCh due giorni prima.
Le dichiarazioni di Jara non tardarono a generare reazioni. Anche la candidata presidenziale Carolina Tohá, ex ministra dell'Interno e rappresentante del Partito per la Democrazia (PPD), prese le distanze dalla città di Copiapó, durante un'intervista su Radio ADN.
Tohá ha sottolineato che il regime cubano ha portato il paese a una situazione di povertà estrema che ha definito “dolorosa e inconcepibile”. Inoltre, ha sottolineato che questo tipo di differenze all'interno del progressismo cileno devono essere discusse apertamente durante la campagna.
Domande frequenti sulle dichiarazioni di Jeannette Jara e il regime cubano
Cosa ha dichiarato Jeannette Jara riguardo al regime cubano?
Jeannette Jara, candidata presidenziale del Partito Comunista del Cile, ha inizialmente affermato di non considerare Cuba una dittatura. Al contrario, ha descritto il sistema cubano come "democratico ma diverso dal nostro". Tuttavia, in seguito ha rettificato le sue dichiarazioni chiarendo che la sua intenzione non era negare la dittatura a Cuba, ma sottolineare che si tratta di un sistema politico diverso.
Qual è la posizione di Jeannette Jara riguardo all'embargo statunitense su Cuba?
Jeannette Jara attribuisce le difficoltà di Cuba principalmente all'embargo imposto dagli Stati Uniti. Secondo lei, questo blocco ha soffocato l'isola per decenni, risultando essere la principale causa dei suoi problemi economici, più che il regime cubano stesso.
Come ha reagito Carolina Tohá alle dichiarazioni di Jeannette Jara su Cuba?
Carolina Tohá, anche candidata presidenziale in Cile, ha criticato fortemente il regime cubano definendolo "doloroso e inconcepibile" a causa della povertà estrema che ha generato. Tohá ha sottolineato che il sistema cubano non soddisfa i requisiti di una democrazia, poiché non ci sono alternative reali per scegliere né alternanza al potere.
Qual è il contesto internazionale riguardo alla percezione del regime cubano?
Il regime cubano è un tema divisivo a livello internazionale, specialmente tra i settori di sinistra in America Latina. Mentre alcuni difendono Cuba come un' "alternativa democratica", altri, come l'ex presidente uruguaiano José Mujica, criticano la sua mancanza di democrazia e repressione. Le denunce di repressione e mancanza di libertà a Cuba sono comuni in ambito internazionale.
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