Il Ministro degli Affari Esteri dei Paesi Bassi, Caspar Veldkamp, ha proposto il 17 aprile la chiusura dell'ambasciata olandese in La Habana e in altri paesi come parte di un piano di riduzione del bilancio.
La proposta è stata inviata in una lettera ufficiale al Presidente della Camera dei Rappresentanti olandese.
Chiusura delle rappresentanze diplomatiche
La chiusura dell'ambasciata a Cuba fa parte di un piano più ampio per ridurre del 10% il budget destinato ad ambasciate, consolati generali e altre rappresentanze dei Paesi Bassi all'estero.
Veldkamp ha annunciato la sua intenzione di chiudere cinque ambasciate: a Bujumbura (Burundi), L'Avana (Cuba), Juba (Sudan del Sud), Tripoli (Libia) e Yangón (Myanmar), oltre a due consolati generali, ad Anversa (Belgio) e Rio de Janeiro (Brasile).
“Questi tagli contribuiranno significativamente alle riduzioni di spesa necessarie nella rete delle missioni”, ha spiegato il cancelliere.

A questo si aggiungerà, in una fase successiva, la possibile chiusura di altre quattro sedi, definite in base a fattori geopolitici ed economici.
Veldkamp ha indicato che, sebbene alcune missioni diplomatiche saranno chiuse, si prevede anche l'apertura di nuove rappresentanze, ad esempio in Siria, in base all'evoluzione del contesto in quel paese.
Il ministro ha dettagliato che il processo decisionale ha considerato molteplici fattori, come gli interessi olandesi in ogni nazione, il "margine di azione" disponibile e i costi operativi.
Nel caso specifico dell'Avana, Rangoon e Tripoli, si è messa in discussione l'efficacia di mantenere una presenza diplomatica in queste città.
Tra gli aspetti valutati sono state incluse le relazioni bilaterali, la sicurezza, il commercio, lo sviluppo internazionale, i servizi consolari e le particolarità di ciascuna missione.
Il piano permetterebbe un risparmio strutturale stimato in circa 25 milioni di euro. Parallelamente, si valuta di ridurre il personale in altre ambasciate e consolati per tutelare gli interessi olandesi nel contesto di austerity.
Il quotidiano locale De Telegraaf ha riportato la lettera ufficiale, sebbene non abbia anticipato una possibile data di chiusura delle sedi diplomatiche.
Fino a questo 19 aprile, l'Ambasciata dei Paesi Bassi a Cuba non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sui suoi social media - né su X né su Facebook - riguardo al possibile chiusura.
Negli ultimi giorni, forse a mo' di addio, il chargé d'affaires dell'ambasciata olandese ha dato il benvenuto ai suoi omologhi europei sull'isola per presentare le attività che si svolgeranno nell'ambito del Mese dell'Europa a Cuba.
Sede diplomatica scomoda per il governo cubano
Negli ultimi anni, questa sede diplomatica è stata una delle più attive nella promozione della società civile a Cuba, sostenendo attivisti, giornalisti indipendenti e iniziative artistiche di carattere contestatario.
La Ambasciata dei Paesi Bassi ha finanziato esposizioni, spettacoli teatrali, conferenze e cinema, in particolare attraverso il programma Go Cuba Cinema.
Inoltre, ha sostenuto progetti incentrati su tematiche come la violenza di genere, l'agricoltura circolare, l'acqua, il ciclismo, la musica, l'ecologia e la letteratura.
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