“Accusare la Cina è un affare, comprarle è vita”: un diplomatico cinese prende in giro la portavoce di Trump per il suo vestito

Un funzionario cinese ha deriso il vestito di Karoline Leavitt, portavoce di Trump, per essere prodotto in Cina, in mezzo all'escalation commerciale e al discorso ostile di Washington contro Pechino.


In mezzo a una guerra commerciale, economica e tariffaria tra Stati Uniti e Cina, un diplomatico cinese ha deriso sui social media Karoline Leavitt, segretaria stampa della Casa Bianca, per aver indossato un presunto indumento "fatto in Cina", mentre il suo capo politico, il presidente Donald Trump, intensifica la sua retorica contro il paese asiatico.

Zhang Zhisheng, console generale della Repubblica Popolare Cinese a Denpasar, Indonesia, ha scritto nella rete sociale X: “Accusare la Cina è un affare. Comprare dalla Cina è vita”.

Inoltre, ha espresso: “Il bellissimo pizzo dell'abito è stato riconosciuto da un lavoratore di un'azienda cinese come un suo prodotto”.

Il diplomatico ha risposto con sarcasmo a diversi utenti statunitensi che sono intervenuti in difesa della portavoce.

A uno che ha detto che "presto tutto si farà negli Stati Uniti" con un meme di un operaio americano in sovrappeso in una fabbrica.

Nel frattempo, a un altro che ha parlato della dipendenza cinese dagli investimenti degli Stati Uniti, ha risposto: “Legga alcune statistiche economiche sulla Cina prima di commentare.”

La pubblicazione è rapidamente diventata virale e diversi mezzi di informazione ne hanno dato notizia.

Il mezzo britannico Daily Mail ha segnalato che Leavitt ha indossato a gennaio il vestito rosso con bordini neri che è diventato al centro della polemica, prodotto a Mabu, Cina.

Hanno inoltre assicurato che il capo di abbigliamento ha un costo di circa 750 dollari.

La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina si è intensificata venerdì scorso quando Washington ha aumentato i dazi sui prodotti cinesi fino al 145%, una delle tariffe più elevate dall'inizio del conflitto.

Nonostante le critiche internazionali e la paura di una nuova frenata economica, il presidente Donald Trump ha dichiarato che questa misura "proteggerebbe i posti di lavoro americani" e ha assicurato che la Cina "alla fine cederà alla pressione".

Ese stesso giorno, il governo di Pechino ha risposto con decisione, aumentando i propri dazi sui prodotti statunitensi fino al 125%. Attraverso un comunicato ufficiale, la Cina ha lanciato un messaggio chiaro a Trump: “Il tempo della sottomissione è finito”.

La nota ufficiale è stata diffusa dai media statali cinesi ed è vista come una riaffermazione del tono provocatorio che ha caratterizzato la posizione del gigante asiatico di fronte alle decisioni della Casa Bianca.

D'altra parte, le crescenti tensioni in materia tariffaria tra Cina e Stati Uniti sono sfociate nell'industria dell'aviazione, dopo che questo martedì si è appreso che il gigante asiatico ha ordinato alle sue compagnie aeree di non accettare ulteriori consegne di aerei Boeing.

Il 14 aprile, fonti vicine al Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti hanno rivelato che Washington stava considerando la possibilità di ritirare imminente le esenzioni daziarie concesse a determinati prodotti importati dalla Cina.

Questa strategia mira a limitare l'accesso delle aziende cinesi a tecnologie critiche, mentre si rafforzano gli incentivi interni per la produzione nazionale.

In questo clima di ostilità bilaterale, diversi funzionari cinesi hanno sfruttato i social media per prendere in giro Donald Trump con meme e messaggi sarcastici.

I contenuti virali facevano riferimento alle contraddizioni del mandatario, alludendo alla sua retorica nazionalista mentre continua a dipendere da beni prodotti in Cina. Uno dei messaggi più popolari confrontava i discorsi di Trump con un "spettacolo mediatico privo di sostanza".

Domande frequenti sulla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina

Perché un diplomatico cinese ha deriso Karoline Leavitt?

Un diplomatico cinese ha deriso Karoline Leavitt perché, mentre il suo capo, Donald Trump, criticava la Cina, lei indossava un vestito presumibilmente fatto in Cina. Questo è stato visto come una contraddizione nel contesto della retorica anti-Cina del governo Trump.

Quali sono le ultime misure tariffarie tra gli Stati Uniti e la Cina?

Gli Stati Uniti hanno elevato i dazi sui prodotti cinesi fino al 145%, mentre la Cina ha risposto con dazi del 125% sui prodotti statunitensi. Queste misure fanno parte di un'escalation nella guerra commerciale tra le due nazioni.

Come influenzano i dazi di Trump l'economia degli Stati Uniti?

I dazi di Trump impattano negativamente sull'economia degli Stati Uniti, causando aumenti dei prezzi e preoccupazioni riguardo a una possibile recessione. Settori come l'edilizia e il commercio al dettaglio affrontano perdite a causa dell'aumento dei costi delle materie prime importate dalla Cina.

Come ha risposto la Cina alle sanzioni degli Stati Uniti?

La Cina ha risposto alle sanzioni degli Stati Uniti con le proprie misure tariffarie e ha avvertito che non accetterà la coercizione di Washington. Inoltre, ha imposto restrizioni alle aziende statunitensi e ha ribadito la sua disponibilità a resistere alle pressioni economiche.

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Redazione di CiberCuba

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