Una giovane cubana ha spiegato sui social media il “kit di emergenza” che utilizza ogni volta che va via la corrente a casa. Il suo video riflette come la realtà dei blackout a Cuba abbia assunto un triste protagonismo nella quotidianità dei suoi cittadini.
Una giovane residente a Matanzas è diventata virale su TikTok dopo aver condiviso sul suo profilo @sheyreyes03 un video in cui mostra tutti i dispositivi che utilizza quando va via la corrente elettrica, una situazione che —secondo le sue stesse parole— è comune nella sua vita quotidiana a Cuba.
“Queste sono le cose che uso quando viene a mancare la corrente qui a Cuba,” dice all'inizio del video, che dura poco più di un minuto. Successivamente, mostra con un tono familiare e naturale il suo “kit di sopravvivenza”: un ventilatore ricaricabile con fino a sei velocità e un timer di carica, due caricabatterie portatili che permettono di ricaricare il cellulare fino a cinque volte, diverse lampade LED a lunga durata e un generatore che si accende di notte quando i blackout si prolungano.
Il video è stato ricevuto con decine di commenti che oscillano tra sostegno, empatia, preoccupazione e sorpresa. “Il miglior acquisto, la pianta”, ha scritto un follower, mentre un'altra utente ha commentato: “Forte, ma grazie a Dio sei attrezzata”. Da Venezuela, qualcuno ha inviato affettuosi saluti, e un altro seguace ha aggiunto: “Il bello è che hai già la tua pianta”.
Ci sono state anche domande sui prodotti: “Quanto ti è costata la pianta e dove l'hai comprata?”, ha chiesto un'utente, mentre un altro chiedeva se avesse il link del ventilatore su Amazon. Sheyla ha risposto: “No, ma cercalo per marca e lo troverai”.
Alcuni commenti hanno riflettuto incredulità di fronte alla possibilità di ricevere prodotti dall'estero: “Vi arriva Amazon a Cuba?”, ha chiesto un follower. Altri si sono mostrati interessati ad aiutare direttamente: “Nena, e come posso mandarti delle cose da qui dagli USA? Alcune cose che potrebbero esserti utili”, ha scritto un utente.
Non sono mancati i messaggi critici verso la situazione del paese: “Così è la Venezuela. Il comunismo distrugge tutto”, ha commentato un utente. Un altro ha chiesto di parlare del “blocco economico”, e qualcuno ha ironizzato: “Quindi non c'è tutta questa povertà come dicono in altri video… qui in Nicaragua una centrale elettrica come la tua è piuttosto costosa”.
Este tipo di contenuto, che combina esperienze personali con la cruda realtà nazionale, è diventato frequente nei social media cubani. Appena pochi giorni fa, un'altra giovane matancera ha festeggiato di essere riuscita a dormire tutta la notte con elettricità. “Sai cosa significa alzarsi e vedere tutta la casa illuminata?”, si chiedeva, mentre mostrava come era riuscita a cucinare, lavare e prendersi cura del suo bebè grazie a poche ore di servizio elettrico continuo.
La viralità di questi video non è casuale. Cuba sta vivendo una delle crisi energetiche più lunghe degli ultimi anni. Secondo i dati dell'Unione Elettrica, il deficit di generazione di lunedì 31 marzo superava i 1.300 MW, con più di 75 centrali di generazione fuori servizio per mancanza di carburante. Neanche L'Avana sfugge ai blackout, che vengono applicati a rotazione.
Nonostante questa realtà, il regime cerca di mantenere un discorso trionfalista. Venerdì scorso, Miguel Díaz-Canel ha inaugurato un parco solare a Remedios e ha promesso che entro l'estate saranno stati aggiunti 560 MW di energia fotovoltaica. Tuttavia, la popolazione riceve questi annunci con scetticismo. La maggior parte delle centrali termoelettriche del paese sono in cattivo stato, le manutenzioni si accumulano e la scarsità di carburante aggrava il collasso del sistema elettrico nazionale.
Nel frattempo, migliaia di cubani come Sheyla continuano ad adattarsi ai blackout, equipaggiandosi con torce, generatori e una grande dose di rassegnazione.
Domande frequenti sugli black-out a Cuba e come affrontarli
Come influiscono i blackout sulla vita quotidiana dei cubani?
I blackout a Cuba hanno un forte impatto sulla vita quotidiana dei suoi abitanti, influenzando dalle attività quotidiane alla conservazione degli alimenti. Le interruzioni nella fornitura di elettricità obbligano le famiglie a cercare alternative come cucinare con carbone, utilizzare torce ricaricabili e dipendere da dispositivi portatili per mantenere la comunicazione. Inoltre, la mancanza di elettricità impedisce l'uso di elettrodomestici di base e può portare alla perdita di cibi deperibili, complicando ulteriormente la situazione economica e sociale nell'isola.
Cosa ne pensano i cubani delle promesse del governo per migliorare l'approvvigionamento elettrico?
I cubani ricevono con scetticismo le promesse del governo di migliorare la fornitura elettrica, poiché la realtà quotidiana contraddice queste dichiarazioni. Nonostante gli annunci riguardanti l'inserimento di energia fotovoltaica, la popolazione continua a sperimentare blackout prolungati e costanti. La sfiducia è alimentata dallo stato deteriorato delle centrali termoelettriche e dalla mancanza di manutenzione, che impedisce un miglioramento sostanziale nella fornitura di elettricità.
Come si organizzano i cubani per affrontare la crisi energetica?
Di fronte alla crisi energetica, i cubani si rivolgono alla creatività e alla solidarietà per affrontare i blackout. Molte famiglie utilizzano metodi tradizionali come fornelli a carbone e condividono risorse come generatori con i vicini. Inoltre, si osserva un aumento nell'acquisto e nell'uso di dispositivi ricaricabili e portatili che consentono di svolgere alcune attività durante la mancanza di elettricità. La resilienza e l'ingegno diventano strumenti chiave per affrontare le difficoltà quotidiane.
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