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Le elezioni locali tenutesi martedì negli Stati Uniti hanno inflitto un duro colpo al Partito Repubblicano e una notte di vittorie storiche ai Democratici, che hanno trionfato nelle elezioni di New York, Virginia, New Jersey e in diverse grandi città del paese.
I risultati, interpretati come un referendum sul secondo mandato del presidente Donald Trump secondo CNN, rafforzano il controllo democratico in importanti stati e definiscono il tono in vista delle elezioni legislative del 2026.
Sconfitta totale dei repubblicani in stati chiave
Il Partito Repubblicano ha perso tutte le cariche in palio in Virginia, inclusi quelle di governatore, vicegovernatore e procuratore generale. La democratica Abigail Spanberger, ex agente della CIA, è diventata la prima donna a governare quello stato dopo aver ottenuto il 55 % dei voti contro la repubblicana Winsome Earle-Sears.
“Virginia ha scelto il pragmatismo rispetto al partitismo”, ha dichiarato Spanberger ai suoi sostenitori a Richmond. La sua vittoria restituisce il controllo dell'Esecutivo statale ai democratici e simboleggia il rifiuto delle politiche divisive di Trump, che mantiene un'alta disapprovazione tra gli elettori moderati e indipendenti.
In New Jersey, l'ex congressista Mikie Sherrill ha battuto il repubblicano Jack Ciattarelli con il 57% dei voti. Sherrill, avvocato ed ex pilota della marina, sarà la seconda donna a ricoprire la carica di governatore nella storia dello stato e la prima democratica a farlo. Ha promesso di guidare “con coraggio e al servizio del popolo”, in uno stato dove il trumpismo non è riuscito a consolidare la sua influenza nonostante il supporto personale del presidente.
Zohran Mamdani fa storia a New York
In un'elezione senza precedenti, il democratico Zohran Mamdani, di 34 anni, è stato eletto sindaco di New York con oltre il 50% dei voti. Sarà il primo sindaco musulmano e sudasiatico nella storia della città, oltre ad essere il più giovane dal 1892.
Mamdani, identificato con l'ala progressista del Partito Democratico, ha sconfitto l'indipendente Andrew Cuomo e il repubblicano Curtis Sliwa con una campagna incentrata sul trasporto gratuito, l'abitazione a prezzi accessibili e prezzi regolati per i beni di prima necessità.
“Nueva York non è in vendita”, proclamò il nuovo sindaco, accompagnato da Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez.
Il presidente Trump ha definito Mamdani “comunista” e ha minacciato di tagliare i fondi federali alla città, dichiarazioni che sono state criticate anche all'interno del suo stesso partito.
La mappa elettorale si tinge di blu
La sconfitta repubblicana è stata totale: oltre alla Virginia e al New Jersey, i democratici hanno mantenuto le sindacature di Atlanta, Detroit, Cincinnati e Pittsburgh, e hanno conquistato nuovi posti in Georgia e Pennsylvania, dove è fallito il tentativo dei repubblicani di revocare diversi giudici statali.
In Cincinnati, il democratico Aftab Pureval è stato rieletto con l'80% dei voti, mentre a Detroit, Mary Sheffield è diventata la prima sindaca nella storia della città. A Pittsburgh, Corey O’Connor ha consolidato il controllo Democratico sconfiggendo il repubblicano Tony Moreno.
Trump accusa il sistema e si distanzia dalla sconfitta
Dopo aver appreso i risultati, Trump ha pubblicato sulla sua rete sociale Truth una serie di messaggi in cui ha attribuito le sconfitte alla “chiusura del governo federale” e al fatto che “il suo nome non era sulle schede”.
Il mandatario affronta critiche per l'impatto di questa chiusura amministrativa, che ha lasciato migliaia di dipendenti pubblici senza stipendio, in particolare in Virginia.
Le indagini riflettono un'usura del presidente: il 57% degli americani disapprova la sua gestione, secondo un sondaggio di Reuters/Ipsos. Tuttavia, gli analisti avvertono che i Democratici non hanno neppure capitalizzato appieno questo malcontento a livello nazionale.
La California si muove: Battaglia per i distretti
In parallelo, gli elettori della California hanno approvato la Proposizione 50, che consentirà di ridisegnare i distretti elettorali dello stato e potrebbe conferire al Partito Democratico fino a cinque nuovi seggi al Congresso.
“Affronteremo la situazione stato per stato”, ha avvertito Ken Martin, presidente del Comitato Nazionale Democratico, facendo riferimento ai tentativi repubblicani di manipolare i distretti in Texas e in altri stati.
Un segnale di avvertimento per il 2026
Le elezioni di martedì sono state il primo termometro politico del paese dalla rielezione di Trump nel 2024, e i risultati suggeriscono un arretramento del blocco repubblicano nelle aree urbane e suburbane.
Sebbene il presidente abbia il supporto della sua base rurale, la sua figura polarizzante continua ad allontanare gli elettori moderati.
La giornata ha lasciato un messaggio chiaro: il trumpismo non riesce ad espandersi al di là del suo nucleo duro, mentre i democratici, rinvigoriti da vittorie locali, si preparano per una battaglia decisiva nelle elezioni legislative dell'anno prossimo.
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