Cuba affronta una crisi di “arbovirosi combinate” che il regime non riconosce

Gli scienziati concordano sul fatto che la cocircolazione degli arbovirus sia un fenomeno biologico ed epidemiologico reale e che la negazione istituzionale della sua esistenza non faccia altro che aggravare i suoi effetti.

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Cuba sta attraversando una delle crisi epidemiologiche più complesse degli ultimi anni: la cocircolazione simultanea di tre virus trasmessi dalle zanzare —dengue, chikungunya e Oropouche—, un fenomeno che gli specialisti internazionali definiscono “arbovirosi combinate”.

Tuttavia, il ministero della Salute Pubblica (MINSAP) non lo riconosce ufficialmente né ha modificato i suoi protocolli di sorveglianza e assistenza per riflettere questa nuova realtà.

Cattura dello schermo Facebook / CiberCuba

Da luglio, la provincia di Matanzas è diventata l'epicentro di un'ondata sostenuta di contagi che ha già raggiunto diverse province dell'ovest e del centro del paese.

Anche se le autorità riconoscono la “trasmissione attiva di dengue” in sette province, evitano di riferirsi alla coesistenza di altri virus, nonostante i rapporti medici e comunitari che descrivono sintomi atipici e febbri prolungate.

Il dottore Francisco Durán, direttore nazionale di Epidemiologia, ha ammesso pubblicamente la rilevazione di casi di chikungunya e sospetti del virus Oropouche in alcune zone di Matanzas.

Tuttavia, il discorso ufficiale continua a trattare ogni focolaio in modo isolato, il che rende difficile comprendere la portata del problema e limita la risposta sanitaria sul campo.

Tre virus, un unico vettore

Il dengue, il chikungunya e l'Oropouche sono arbovirus —virus trasmessi da artropodi come le zanzare Aedes aegypti e Culicoides paraensis— che condividono manifestazioni cliniche: febbre, dolore muscolare, cefalea intensa, eruzioni cutanee e debolezza generale.

Questa somiglianza rende difficile per i medici distinguerli senza test specifici, il che a Cuba è praticamente impossibile a causa della mancanza di reagenti e attrezzature di base nei laboratori provinciali.

In ospedali di Cárdenas e Colón, i medici hanno denunciato che non vengono effettuati leucogrammi né conteggi delle piastrine, essenziali per rilevare segni precoci di dengue grave, un aspetto che le autorità hanno tentato di smentire.

“Stiamo assistendo pazienti con febbre alta senza poter confermare se sia dengue, chikungunya o qualcos'altro,” ha dichiarato a CiberCuba un professionista sotto condizione di anonimato. “Senza diagnosi, trattiamo al buio.”

Questa carenza si aggrava con la scarsità di farmaci essenziali, dai analgesici e idratanti intravenosi fino agli antistaminici di base.

A ciò si aggiunge la paralisi intermittente delle brigate di disinfestazione, che dipendono dalla fornitura di carburante, insetticidi e personale volontario, tutti risorse che il regime ha ammesso di avere a “livelli critici”.

Un'epidemia dentro di un'altra: Le arbovirosi combinate

Sebbene il termine “arbovirosi combinate” non figura nel linguaggio ufficiale cubano, la sua esistenza è ampiamente documentata nella letteratura scientifica internazionale. Viene utilizzato per descrivere contesti in cui diversi virus trasmessi da zanzare circolano contemporaneamente in una popolazione o infettano simultaneamente la stessa persona.

Una revisione globale pubblicata in ScienceDirect“Prevalenza globale della coinfezione da dengue e chikungunya” conferma numerosi casi clinici di coinfezione dengue-chikungunya e avverte che la loro incidenza reale è sottostimata a causa della mancanza di diagnosi differenziale nei paesi con meno risorse.

Un altro studio di PLOS Biology (“Coinfezione e co-trasmissione di arbovirus: una sfida per la salute pubblica trascurata”) avverte che la cocircolazione di virus trasmessi da Aedes aegypti rappresenta una sfida sanitaria ignorata, capace di alterare la dinamica degli focolai e gli esiti clinici.

Ricerche condotte al confine tra Colombia e Venezuela hanno dimostrato la presenza simultanea di dengue, chikungunya e Zika in pazienti con febbre acuta (BMC Infectious Diseases), e studi in Brasile hanno confermato la coesistenza di più arbovirus nello stesso quartiere (Parasites & Vectors).

In laboratorio, è stato dimostrato che questi virus interagiscono tra loro: possono potenziarsi o inibire reciprocamente a seconda dell'ordine in cui si verificano le infezioni.

Uno studio di Frontiers in Cellular and Infection Microbiology ha mostrato che un'infezione precedente da chikungunya può sopprimere parzialmente la replicazione del dengue nelle cellule umane, ma l'effetto contrario —dengue prima di chikungunya— può intensificare i sintomi.

Effetti clinici e sfide mediche

Dal punto di vista clinico, le arbovirosi combinate aumentano la gravità dei quadri febbrili e complicano la risposta medica. Studi in Colombia hanno rivelato che fino al 22% dei bambini ricoverati con diagnosi di dengue presentavano anche infezione da chikungunya (PLOS Neglected Tropical Diseases).

I pazienti co-infettati possono sviluppare febbre persistente, emorragie, eruzioni cutanee, dolori articolari debilitanti e alterazioni del fegato o del sistema nervoso centrale.

I medici sottolineano che, senza strumenti di laboratorio, è impossibile distinguere un dengue grave da una coinfezione virale complessa, il che può portare a trattamenti inappropriati o tardivi.

In Cuba, queste limitazioni sono evidenti. La rete ospedaliera non dispone di test molecolari (PCR) per gli arbovirus, e i centri di ricerca che potrebbero eseguirli — come l'Istituto di Medicina Tropical “Pedro Kourí” — operano con risorse minime e senza la capacità di coprire tutto il paese.

Un paese senza condizioni per rispondere

Le misure raccomandate a livello internazionale per contenere la co-circolazione virale non sono applicabili nel contesto cubano attuale.

La fumigazione massiva è intermittente o addirittura assente in molte località, a causa della mancanza di insetticidi e combustibile. I programmi di controllo dei vettori operano con brigate ridotte e senza supervisione tecnica costante.

Negli ospedali, la carenza di farmaci di base come il paracetamolo, le soluzioni per la reidratazione orale o le soluzioni endovenose limita la gestione adeguata dei pazienti con febbre.

Non esistono nemmeno campagne pubbliche di educazione sanitaria sostenute, né sistemi di sorveglianza che integrino i tre virus.

Nel frattempo, il discorso ufficiale riduce tutto il problema al dengue, ignorando che l’Aedes aegypti—presente in tutto il paese—può trasmettere più di un virus alla volta. Questa mancanza di riconoscimento impedisce la creazione di protocolli unificati per la diagnosi, l'isolamento e il trattamento, lasciando medici e pazienti esposti a un'epidemia silenziosa e più pericolosa.

Il costo del silenzio

Gli scienziati concordano sul fatto che la cocircolazione degli arbovirus sia un fenomeno biologico ed epidemiologico reale, e che la negazione istituzionale della sua esistenza non faccia altro che aggravare i suoi effetti.

Come conclude la recensione di PLOS Biology, “la mancanza di sorveglianza multipatogena può ostacolare la diagnosi precoce delle co-infezioni e ritardare la risposta della sanità pubblica”.

In Cuba, dove le informazioni sono centralizzate e i report sanitarî vengono pubblicati con un certo ritardo, quell'avvertimento acquisisce un significato maggiore. Ogni settimana senza diagnosi né fumigazione efficace è tempo guadagnato per la zanzara e perso per la salute pubblica.

Riconoscere l'esistenza di una crisi di arbovirosi combinate non è solo una questione semantica: è il primo passo per affrontare una realtà che già colpisce migliaia di cubani.

E mentre il paese continua ad affrontare il dengue come un problema isolato, il virus — e i suoi accompagnatori — continueranno ad espandersi, invisibili e combinati, in tutto l'arcipelago.

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Iván León

Laureato in giornalismo. Master in Diplomazia e Relazioni Internazionali presso la Scuola Diplomatica di Madrid. Master in Relazioni Internazionali e Integrazione Europea presso l'UAB.