Padre cubano in Florida riceve ordine di espulsione da ICE nonostante la malattia della figlia

Deivy Alemán deve lasciare gli Stati Uniti prima del 14 settembre, anche se sua figlia ha bisogno di interventi chirurgici al cuore. Il caso mette in luce la durezza di ICE di fronte a situazioni umanitarie.

Deivy Alemán insieme a sua figliaFoto © Facebook / Yisel Miguel Sarduy

Il cubano Deivy Alemán Oropesa, residente in Florida da sette anni, si trova in una situazione difficile dopo aver ricevuto un'ordinanza di espulsione dagli Stati Uniti, nonostante la sua figlia minore soffra di una delicata condizione cardiaca e necessiti di nuove operazioni a cuore aperto.

Il giornalista Javier Díaz ha raccontato su Facebook che Alemán Oropesa si è presentato l'8 settembre a un incontro di routine con funzionari dell'Immigrazione e del Controllo delle Dogane (ICE) e lì gli è stato comunicato che deve lasciare il paese di sua volontà entro e non oltre il 14 settembre.

La decisione lascia la sua famiglia in un limbo pieno di incertezze, che potrebbe includere una dolorosa separazione.

“Un triste caso in cui non importa affatto avere motivi umanitari o essere un migrante esemplare; se hai un ordine di espulsione, verrai espulso”, ha sottolineato Díaz.

La storia del cubano è stata resa nota settimane fa, quando si è diffuso che sua figlia era stata sottoposta a tre interventi di cardiochirurgia e necessita ancora di ulteriori procedure mediche.

La moglie si dedica a prendersi cura della minore, mentre lui lavora per mantenere la famiglia. La sua deportazione, avverte il giornalista, significherebbe la perdita del sostentamento economico in un periodo di processo medico complesso e costoso.

In un post successivo, Díaz ha aggiunto: “Amici, triste decisione per il cubano Davy Alemán Oropesa… si è presentato a un appuntamento di routine e gli hanno detto che al più tardi il 14 deve lasciare gli Stati Uniti.”

Captura Facebook / Javier Díaz

Il reporter ha sottolineato inoltre che Alemán Oropesa non ha precedenti penali e che il suo unico “delitto” è stato quello di essere entrato illegalmente attraverso la frontiera, rimanendo in libertà con un ordine di deportazione che ora viene eseguito.

L'ordine di uscita volontaria implica che, se non abbandona il territorio nella data indicata, può essere arrestato in qualsiasi momento e trasferito in un centro di detenzione, in attesa di espulsione forzata.

Il caso ha suscitato manifestazioni di solidarietà sui social media, dove molti utenti mettono in discussione la mancanza di sensibilità da parte di ICE verso situazioni umanitarie di questo tipo.

È paradossale che la decisione sia stata resa nota proprio l'8 settembre, giorno della Vergine della Carità del Cobre, patrona di Cuba, il che aggiunge un connotato doloroso e simbolico per il migrante e la sua famiglia.

Yisel Miguel Sarduy, moglie di Alemán Oropesa, ha ringraziato sulle reti sociali la preoccupazione delle persone e ha avvertito che la situazione presso l'ufficio dell'ICE, a Orlando, è stata complicata e difficile per diverse famiglie.

Inoltre, ha detto che si tratta di una situazione molto difficile e che avevano la speranza che le autorità accettassero il caso, presentando prove della condizione medica della ragazza, e fermassero la deportazione, "non è servito a nulla", ha sottolineato.

Questa famiglia cubana ha deciso di ricorrere alla piattaforma Change.org per lanciare una campagna in difesa di Deivy Alemán Oropesa. L'iniziativa cerca supporto cittadino per fermare una misura che metterebbe in grave pericolo la vita e il benessere della sua figlia minore, affetta da una complessa condizione cardiaca.

Nella petizione si sottolinea che Deivy vive negli Stati Uniti da oltre sette anni, senza precedenti penali e rispettando tutte le leggi. Inoltre, la sua famiglia ha già una petizione I-130 approvata, il che dimostra che ha seguito i canali legali per regolarizzare il suo status. Tuttavia, l'ICE gli richiede di lasciare il paese entro il prossimo 14 settembre, senza tenere conto del caso umanitario che lo circonda.

Storie come quella di Alemán Oropesa riflettono la situazione di migliaia di cubani negli Stati Uniti che, nonostante anni di residenza, continuano a vivere sotto l'ombra di ordini di deportazione.

Per loro, le risorse legali si esauriscono e la vita quotidiana è segnata dall'incertezza.

Per ora, la famiglia spera in una soluzione che consenta loro di rimanere uniti e garantire le cure mediche per la bambina. Tuttavia, il tempo scorre contro di loro: il 14 settembre scade il termine che ICE ha dato per lasciare il paese.

Domande frequenti sulla deportazione di Deivy Alemán Oropesa e dei migranti cubani negli Stati Uniti.

Perché Deivy Alemán Oropesa affronta la deportazione negli Stati Uniti?

Deivy Alemán Oropesa affronta la deportazione perché ha ricevuto un modulo I-220B, un ordine di supervisione per le persone con un ordine finale di deportazione. Nonostante sia sposato con una cittadina americana e abbia una figlia con necessità mediche urgenti, sotto l'attuale amministrazione, i fattori umanitari non vengono considerati come in passato.

Quali opzioni legali ha Deivy Alemán per evitare la deportazione?

La legale di immigrazione Rosaly Chaviano suggerisce che il matrimonio con una cittadina statunitense e la grave situazione di salute di sua figlia potrebbero essere fattori da considerare in un processo legale. Tuttavia, l'attuale amministrazione non sta dando priorità a questi fattori umanitari, motivo per cui la famiglia ha richiesto l'intervento di parlamentari o senatori.

Qual è l'impatto della deportazione sulle famiglie cubane negli Stati Uniti?

La deportazione ha un impatto devastante sulle famiglie cubane, separando i genitori dai loro figli e lasciando le famiglie senza il principale sostegno economico. Il trauma emotivo e psicologico è significativo, specialmente per i bambini che vedono i loro genitori essere arrestati ed espulsi dal paese.

Come influisce il rafforzamento delle politiche migratorie sui migranti cubani negli Stati Uniti?

Il inasprimento delle politiche migratorie negli Stati Uniti ha aumentato gli arresti di migranti cubani, inclusi quelli senza precedenti penali e con procedimenti legali attivi. Molti di questi arresti avvengono durante appuntamenti migratori di routine, generando paura e incertezza nella comunità dei migranti.

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Redazione di CiberCuba

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