ICE Miami ha arrestato altri due cubani senza documenti con precedenti penali

ICE arresta in Florida due cubani con precedenti penali, nel contesto di operazioni migratorie intensificate. Le deportazioni verso paesi terzi, senza garanzie basilari, suscitano critiche e preoccupazioni.

Gilberto Michael Marrero Henriquez / Noslen Hernández GuerraFoto © ERO Miami su X

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Due cittadini cubani con un ampio passato criminale sono stati arrestati questa settimana in Florida da agenti del Servizio di Controllo dell'Immigrazione e delle Dogane degli Stati Uniti (ICE), nell'ambito delle operazioni intensificate dall'amministrazione di Donald Trump contro i migranti irregolari con precedenti penali.

La oficina di Esecuzione delle Operazioni di Rimozione (ERO, per acronimo inglese) a Miami ha riferito che Gilberto Michael Marrero Henríquez, di 40 anni, è stato arrestato per essere residente illegale dal 2015 e avere molteplici condanne precedenti, tra cui guida sotto l'influenza dell'alcol (DUI), frode, furto maggiore, violazioni della libertà vigilata e reati stradali.

Por separado, il team di ERO a Tampa ha arrestato Noslen Hernández Guerra, di 39 anni, condannato per frode elettronica, furto d'identità, riciclaggio di denaro e possesso di strumenti di falsificazione.

Hernández Guerra fu giudicato nel 2017, ma era soggetto a un ordine finale di espulsione dal 2016. Secondo l'attuale amministrazione, era rimasto negli Stati Uniti in modo illegale.

Entrambi gli arresti avvengono in un contesto di crescente scrutinio sulle politiche migratorie del Governo statunitense, che negli ultimi mesi ha ripreso con forza le deportazioni verso paesi terzi, di fronte alla negativa di alcuni Stati, come Cuba, a ricevere i propri cittadini con un passato criminale.

Deportazioni senza ritorno e senza garanzie

Il caso dei due cubani detenuti avviene appena pochi giorni dopo che si è appresa la situazione di un altro migrante cubano deportato in luglio in Esuatini, una piccola nazione africana governata da una monarchia assoluta, dove rimane incarcerato senza accuse né accesso a avvocati da sette settimane.

Quel migrante faceva parte di un gruppo di cinque uomini trasferiti dagli Stati Uniti sotto un programma segreto di deportazioni verso paesi terzi, promosso dal Dipartimento della Sicurezza Nazionale (DHS) dopo l'approvazione della Corte Suprema per riprendere questo tipo di espulsioni senza la necessità di offrire garanzie legali basilari.

Il cubano, precedentemente accusato di omicidio e appartenenza a bande, è stato presentato dalle autorità statunitensi come uno dei “criminali così barbari che i loro paesi d'origine si sono rifiutati di accoglierli”. Tuttavia, la sua detenzione indefinita in condizioni contestate ha suscitato critiche da parte di organizzazioni per i diritti umani.

Una politica migratoria controversa ed in espansione

La politica di deportazioni verso paesi senza legami con i migranti si è consolidata a giugno, dopo una sentenza della Corte Suprema che ha annullato precedenti restrizioni giudiziarie e ha dato il via libera alla Casa Bianca per applicare la misura anche nei casi in cui si invocano rischi di tortura o morte.

Da allora, i migranti sono stati inviati in paesi come Sud Sudan, Eswatini e Ruanda, in mezzo a denunce di opacità, detenzioni arbitrarie e mancanza di accesso a difesa legale.

Nel frattempo, le autorità migratorie in Florida continuano a intensificare le operazioni contro gli irregolari con un passato penale, considerati una "minaccia per la sicurezza pubblica".

“Gli arresti di Marrero Henríquez e Hernández Guerra dimostrano il nostro continuo impegno nel localizzare e rimuovere individui con precedenti penali che violano le leggi migratorie degli Stati Uniti”, ha dichiarato ERO Miami in un comunicato diffuso sui social media.

Cuba si disinteressa dei migranti con precedenti penali "pericolosi"

Sebbene gli accordi migratori firmati tra L'Avana e Washington obblighino il regime cubano ad accettare il ritorno dei propri cittadini, nella pratica il Governo si rifiuta sistematicamente di ricevere coloro che hanno condanne gravi.

Questa situazione ha spinto il governo degli Stati Uniti a cercare alternative in paesi terzi, spesso senza una relazione culturale, linguistica o legale con i migranti.

La crisi ha acceso le allerta tra esperti legali e difensori dei diritti umani, che avvertono sull'uso di queste nazioni come "depositi di indesiderati" e sull'esposizione dei migranti a trattamenti crudeli, detenzione senza processo e sradicamento estremo.

Domande Frequenti sulle Deportazioni dei Cubani Indocumentati negli Stati Uniti.

Perché sono stati arrestati Gilberto Michael Marrero Henríquez e Noslen Hernández Guerra dall'ICE in Florida?

Gilberto Michael Marrero Henríquez è stato arrestato per essere un residente illegale dal 2015 e avere molteplici condanne precedenti, come guida in stato di ebbrezza, frode e furto aggravato. Noslen Hernández Guerra è stato arrestato per condanne di frode informatica, furto d'identità e riciclaggio di denaro. Entrambi i casi fanno parte delle operazioni dell'ICE contro migranti irregolari con precedenti penali negli Stati Uniti.

Come influisce la politica di deportazione degli Stati Uniti sui migranti cubani con precedenti penali?

La politica di deportazione degli Stati Uniti si è intensificata sotto l'amministrazione di Donald Trump, specialmente contro gli immigrati con precedenti penali. Cuba rifiuta sistematicamente di accettare i suoi cittadini condannati per reati gravi, costringendo gli Stati Uniti a cercare paesi terzi per deportarli, come Esuatini e Sud Sudan, spesso in condizioni che sono state criticate dalle organizzazioni per i diritti umani.

Quali sono le conseguenze della politica migratoria degli Stati Uniti sui diritti umani dei deportati?

Le deportazioni verso paesi terzi senza legami culturali con i deportati hanno suscitato critiche a causa di opacità, detenzioni arbitrarie e mancanza di accesso alla difesa legale. Casi come quello del cubano deportato in Esuatini hanno sollevato allarmi per la detenzione indefinita senza processo e in condizioni discutibili, il che rappresenta una potenziale violazione dei diritti umani fondamentali.

Cosa dicono le organizzazioni per i diritti umani sulla deportazione dei cubani verso paesi terzi?

Le organizzazioni per i diritti umani hanno fortemente criticato la politica di deportazione verso paesi terzi, sottolineando che espone i deportati a trattamenti crudeli e a un estremo dislocamento. Queste organizzazioni avvertono che la mancanza di garanzie legali e la deportazione in luoghi privi di legami culturali possono violare i diritti umani dei migranti.

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