Un video è diventato virale sui social media mostrando un numeroso gruppo di cubani all'interno di un aereo che canta con entusiasmo il brano “Tacto che è arrivata la distribuzione”, del popolare reguetonero Bebeshito.
Le immagini, condivise dal portale La Familia Cubana, hanno generato fino alla chiusura di questo articolo oltre 40.000 reazioni e 2.700 commenti in meno di 24 ore, nutrendo un intenso dibattito su identità, comportamento e convivenza negli spazi pubblici.
Il video è accompagnato da un messaggio che indica: “Cubani in arrivo a Punta Cana”.
Sebbene non sia stato possibile confermare se il volo diretto al noto polo turistico della Repubblica Dominicana sia decollato da La Habana o Miami, ciò che sembra evidente è l'alta presenza di passeggeri cubani a bordo dell'aeromobile.
Durante il video, si può vedere come molti viaggiatori si muovono a ritmo di musica nei loro posti - alcuni sembrano addirittura fare da animatori turistici spontanei - mentre altri rimangono più passivi o a disagio.
Opinioni divise: Tra l'orgoglio e la critica
Il reparto commenti ha mostrato una chiara polarizzazione. Da un lato, molti celebrano la gioia naturale del cubano; dall'altro, si denuncia una presunta mancanza di rispetto per l'ambiente condiviso.
Un favore: “La gioia ci definisce”
Diversi utenti hanno sottolineato il carattere festoso della scena:
“Possono toglierci tutto, ma quella gioia che portiamo nel sangue mai. Siamo unici e insostituibili.”
“Così siamo noi cubani: belli e gioiosi. Che bello godersi il viaggio in una magnifica destinazione come Punta Cana.”
“Un po' di allegria non fa male a nessuno, è vita per il cuore.”
“Quella è la gioia del cubano, vivete per sempre con questo atteggiamento.”
“Siamo unici nella nostra specie. Benedizioni a tutti i cubani.”
“Per questo Cuba non è un campo disabitato: ridiamo anche dei nostri problemi.”
Contro: “Il rispetto è fondamentale”
Altri commenti hanno espresso fastidio o preoccupazione:
“Non vorrei andare su un aereo del genere. Non è né un autobus né un aereo privato. Bisogna imparare a rispettare.”
“Questo è il risultato della migliore educazione che ci ha regalato la rivoluzione. Manca il buon senso, l'organizzazione e il rispetto.”
“Arriviamo nel mondo per fare ridere. Oltre al divertimento, c'è qualcosa che si chiama educazione.”
“Problemi di educazione. Immaginate che ci sia un passeggero che voglia leggere o dormire…”
“Ogni cosa ha il suo posto. Quella pachanga è da antro, non da aereo.”
“Così diamo la cattiva impressione in paesi stranieri, per non sapere misurare la nostra felicità.”
Riflessioni intermedie: Tra critica e comprensione
Sono emerse anche voci più sfumate, che hanno invitato alla riflessione senza prendere posizione in modo radicale:
"Non credo sia maleducazione. È un momento di gioia che si è prolungato. Nessuno sembrava infastidito e non ho visto nessuna hostess richiamare all'ordine."
“-Se fossero domenicani o portoricani, direbbero che è sabrosura nelle vene.”
“Per gusti si sono fatti i colori. Quella musica non mi piace, ma rispetto chi la apprezza.”
“Non c'è peggior cuneo di quello del proprio palo. Mentre altri immigrati si sostengono, noi ci facciamo del male.”
Cultura e spazio condiviso: Qual è il limite?
Questo episodio ha aperto un dibattito più ampio sull'espressione culturale e sulla convivenza
Dovrebbe essere limitata l'efusività in luoghi chiusi come un aereo? Fino a che punto si può celebrare un'identità senza invadere lo spazio altrui?
Ciò che è accaduto non è solo un episodio aneddotico in un volo per Punta Cana, ma una rappresentazione vivida dello scontro tra la spontaneità culturale e le norme di convivenza globale.
La scena si divide perché confronta due visioni dell'essere cubano: una che celebra il piacere, la resilienza e l'autenticità senza filtri; e l'altra che richiede adattamento, contenimento e rispetto per gli spazi comuni.
Coloro che applaudono la scena lo fanno da una connessione emotiva con un’identità che è riuscita a superare il dolore con musica e festa.
Coloro che la rifiutano, invece, chiedono uno standard di comportamento che non comprometta la tranquillità altrui.
Tra queste due posizioni c'è una conversazione in sospeso su come preservare la gioia senza perdere il rispetto e su come non trasformare la celebrazione in un'imposizione.
Domande frequenti sul comportamento dei cubani negli spazi pubblici e sulla loro identità culturale
Perché è diventato virale il video di cubani che cantano su un aereo diretto a Punta Cana?
Il video è diventato virale perché mostra un numeroso gruppo di cubani cantare con entusiasmo su un aereo, il che ha generato un dibattito sull'espressione culturale e il rispetto negli spazi pubblici. Le immagini hanno accumulato più di 40.000 reazioni e 2.700 commenti in meno di 24 ore, riflettendo la polarizzazione delle opinioni sull'atteggiamento festoso dei cubani.
Come è stata interpretata l'atteggiamento dei cubani nell'aereo?
La attitudine dei cubani è stata interpretata in modi diversi: da un lato, alcuni celebrano la gioia e il carattere festoso come parte dell'identità cubana, mentre altri criticano la mancanza di rispetto per l'ambiente condiviso. Questo episodio ha aperto un dibattito sul bilanciamento tra l'espressione personale e il rispetto per lo spazio altrui.
Che ruolo gioca la musica urbana cubana in queste manifestazioni culturali?
La musica urbana cubana, e in particolare il brano “Tacto que llegó el reparto” di Oniel Bebeshito, è un elemento centrale in queste manifestazioni culturali, fungendo da catalizzatore della gioia e dell'espressione spontanea dei cubani. La musica urbana rinforza l'identità culturale e diventa un mezzo per connettersi con la comunità, sia dentro che fuori Cuba.
Come influisce la diaspora cubana sulla percezione di queste espressioni culturali?
La diaspora cubana gioca un ruolo importante nella percezione di queste espressioni culturali, poiché per molti cubani all'estero, queste manifestazioni sono un promemoria della loro identità e un modo per mantenere il legame con la loro cultura d'origine. La comunità cubana dispersa nel mondo sperimenta spesso sentimenti di nostalgia e orgoglio nel vedere queste dimostrazioni di gioia e resistenza culturale.
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