Feminicidio ad Artemisa: un uomo uccide la sua ex moglie e rimane latitante

La vittima era originaria di Dos Caminos, a Santiago di Cuba, ma viveva da tempo a San Antonio de los Baños.

Presunto assassino e vittimaFoto © Idelisa Diasniurka Salcedo Verdecia / Facebook

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Una donna residente ad Artemisa e identificata come Yaniset Serrano è stata assassinata presumibilmente dal suo ex compagno, Eliudis Sabón, che si trova attualmente latitante.

L'attivista Idelisa Diasniurka Salcedo Verdecia ha informato sulla sua pagina di Facebook che la vittima era originaria di Dos Caminos, a Santiago di Cuba, ma viveva da tempo a San Antonio de los Baños.

Il crimine è avvenuto martedì scorso alle 17:00 dopo diverse ore di tortura, mentre la donna si stava dirigendo alla stazione di polizia.

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"Erano separati da cinque mesi perché lui la picchiava sempre e picchiava anche la sua stessa figlia di 13 anni (figlia dell'uomo); la notte prima si era introdotto in casa e le aveva messo un coltello al collo, costringendola a sdraiarsi con lui. Lei gli disse che lo avrebbe denunciato; il giorno dopo, mentre si stava dirigendo dalla polizia, la uccise", spiegò.

Salcedo Verdecia ha riferito che il presunto assassino, attualmente latitante, "ora ha minacciato di morte anche la migliore amica della vittima, che si chiama Elizabeth Larrea, e anche sua figlia, entrambe sotto la custodia della polizia".

Serrano non aveva figli e, sebbene fosse di San Luis, a Santiago di Cuba, viveva a El Borjita, a San Antonio de Los Baños, ha raccontato uno dei suoi nipoti.

Disse che era un’zia molto affettuosa, tanto che molti sostenevano che fosse la madre dei suoi nipoti, per il trattamento che riservava loro.

Il killer, che ha usato un machete per porre fine alla vita della donna, sta aggirandosi nei dintorni della zona, hanno denunciato i vicini.

Alcuni lo hanno visto entrare nel cortile dell'abitazione armato con un machete e hanno messo in dubbio l'inazione della polizia, che non pattuglia la zona.

Il 8 gennaio scorso, le piattaforme femministe indipendenti hanno confermato il primo femminicidio del 2025 nell'isola, dopo l'omicidio di una madre cubana residente a Holguín, identificata come Elizabeth (Lisi) Ramírez Fernández.

Fino al 19 dicembre, le piattaforme avevano confermato 55 femminicidi nel 2024, otto tentativi di femminicidio e sei casi che necessitavano ancora di accesso all'indagine poliziesca. Inoltre, hanno segnalato due omicidi di uomini motivati da ragioni di genere.

Il regime cubano ha riconosciuto la violenza di genere e, secondo dati ufficiali, nel 2023 sono stati giudicati 110 femminicidi e 378 casi di violenza sessuale.

Tuttavia, il femminicidio non è classificato come reato specifico nel Codice Penale in vigore da maggio 2022.

Domande frequenti sul femminicidio ad Artemisa e sulla violenza di genere a Cuba

Chi è stata la vittima del femminicidio ad Artemisa e chi è il sospettato?

La vittima è stata Yaniset Serrano, una residente di Artemisa, e il sospettato è il suo ex compagno, Eliudis Sabón, che è attualmente latitante. Il crimine è avvenuto quando lei si stava dirigendo alla stazione di polizia dopo aver subito minacce e torture da parte dell'aggressore.

Quali sono i precedenti di violenza di genere esistenti a Cuba?

In Cuba, la violenza di genere è un problema crescente. Nel 2024, sono stati registrati 53 femminicidi secondo piattaforme indipendenti, come l'Osservatorio di Genere della rivista Alas Tensas e YoSíTeCreo in Cuba. Nonostante queste cifre allarmanti, il femminicidio non è definito come reato nel Codice Penale cubano.

Quali misure ha adottato il governo cubano per affrontare la violenza di genere?

Il governo cubano ha creato un sistema nazionale per la registrazione, assistenza, monitoraggio e sorveglianza della violenza di genere nell'ambiente familiare. Tuttavia, l'efficacia di questo sistema è stata messa in dubbio da organizzazioni femministe, poiché il femminicidio non è stato classificato come reato e non vengono utilizzati i termini "femminicidio" o "crimine di genere".

Quali critiche sono state mosse al governo cubano per la sua gestione dei femminicidi?

Le critiche principali si concentrano sulla mancanza di riconoscimento del femminicidio come reato specifico e sull'insufficienza di azioni concrete per proteggere le donne. Le organizzazioni femministe e la società civile hanno denunciato che le autorità non rispondono in modo efficace agli avvisi precoci, il che potrebbe prevenire molte di queste tragedie.

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