Muore una giovane cubana prima di un intervento di chirurgia estetica a Cienfuegos; i familiari chiedono risposte

Ospedale di CienfuegosFoto © 5 di Settembre

Alaidy Oviedo Crespo, di 28 anni e madre di una bambina piccola, è deceduta in un ospedale di Cienfuegos mentre si preparava a sottoporsi a una liposuzione con trasferimento di grasso, procedimento per il quale le avrebbero presumibilmente chiesto 1.800 dollari. La giovane non è mai entrata in sala operatoria.

Secondo la denuncia diffusa da Mag Jorge Castro e amplificata dalla piattaforma Alas Tensas, Alaidy ha subito una reazione grave dopo aver ricevuto un farmaco che, secondo il racconto della sua amica d'infanzia Arianna Isabel Abrahantes, potrebbe essere stata ceftriaxona, un antibiotico.

La causa esatta del decesso non è stata ufficialmente chiarita, e la famiglia continua a non ricevere spiegazioni dal centro medico.

La prima allerta pubblica è stata lanciata dalla pagina verificata «Nio reportando un crimen», che ha segnalato che la giovane è entrata in arresto cardiaco mentre veniva anestetizzata e che ci sono state anomalie elettriche simultanee che hanno impedito la rianimazione.

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Ante quella versione, la pagina «Las Cosas de Fernanda», vicina all'ufficialità, ha confermato la morte ma ha negato qualsiasi collegamento con i blackout elettrici, assicurando che l'ospedale era dotato di due generatori elettrici funzionanti e due circuiti di protezione.

Tuttavia, diversi cienfuegueros hanno contraddetto quella versione nei commenti a quella pubblicazione. Un'utente ha scritto: «non so la causa della morte della giovane, ma di una falla elettrica ce ne è stata, perché io ero in ospedale. Informatevi bene, non si può coprire il sole con un dito».

Un'altra utente ha raccontato che quel giorno si è recata in ospedale per sottoporsi a una radiografia a causa di una frattura e che «dalle 16 alle 19 sono rimasta in attesa... e a causa di questi problemi, il sistema si disattivava continuamente».

Commenti nel post de Las Cosas de Fernanda

Abrahantes ha messo in discussione la capacità di risposta dell'ospedale di fronte all'emergenza e ha richiesto un'inchiesta su quali sostanze siano state somministrate ad Alaidy, come abbia agito il personale sanitario e se ci siano state negligenze. «Non vogliamo che Alaidy sia un'altra morte, una notizia che si dimentica domani o una storia che nessuno osa raccontare», ha dichiarato.

Il caso si inserisce in una crisi sanitaria riconosciuta dallo stesso regime: pochi giorni prima della morte di Alaidy, il ministro della Salute Pubblica, José Ángel Portal Miranda, ha ammesso pubblicamente carenze di farmaci, materiali monouso, reagenti e attrezzature mediche, oltre a guasti nei gruppi elettrogeni, ascensori e sistemi idrici degli ospedali cubani.

La situazione elettrica a Cienfuegos aggrava ulteriormente il panorama. L'azienda elettrica provinciale ha riconosciuto a ottobre interruzioni fino a 89 ore continue in alcuni circuiti, compresi quelli identificati come riserva per gli ospedali.

In Cuba la pratica medica privata è formalmente proibita, sebbene proliferino servizi informali che richiedono pagamenti in dollari e operano con scarsa supervisione e senza garanzie di risorse in caso di emergenze. Il caso di Alaidy si aggiunge a una serie di denunce di presunta negligenza medica documentate nel corso del 2026 in ospedali di tutta Cuba.

La famiglia di Alaidy Oviedo Crespo attende risposte mentre le circostanze della sua morte rimangono senza chiarimenti e nessuna autorità sanitaria ha emesso un pronunciamento ufficiale sul caso.

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Redazione di CiberCuba

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