Cubana torna sull'isola dopo cinque anni: «Non assomiglia alla Cuba che abbiamo lasciato»

Yisle Blogs a CubaFoto © Facebook/Yisle Blogs

La creatrice di contenuti cubana Yisle Blogs, residente a Louisville, Kentucky, ha pubblicato un video emozionante su Facebook in cui racconta il suo ritorno a Cuba dopo cinque anni di assenza, descrivendo un'isola irriconoscibile e una realtà che, secondo le sue stesse parole, «bisogna viverla per crederci».

Il viaggio aveva uno scopo speciale: far conoscere alla sua famiglia il suo bambino, Cali, nato fuori da Cuba. Ma il re incontra fu segnato fin dal primo momento dal dolore.

«Non importa quante volte torni nella tua terra, sentirai sempre la stessa emozione di gioia e tristezza allo stesso tempo. È qualcosa di confuso che solo l'emigrante può capire», ha detto l'influencer all'inizio del video.

Lo stesso giorno del suo arrivo dovette andare in ospedale a far visita a sua nonna, che era ricoverata. Ciò che trovò lì la lasciò senza parole: «Le condizioni dell'ospedale, a che serve dirtelo se già lo sai? Senza acqua, senza medicine, senza corrente e senza assolutamente niente».

Quella scena riassunse per lei la grandezza del cambiamento: «Questo viaggio ha fatto la differenza. Ho visto la mia famiglia affrontare situazioni che bisogna vivere per crederci. Non somiglia affatto alla Cuba che abbiamo lasciato nessuno di noi».

Nonostante l'interruzione di corrente, il padre di Yisle aveva preparato cibo fatto in casa: maiale arrosto allevato con le sue stesse mani, congrí e yucca. Hanno mangiato alla luce delle lampade, senza elettricità, in un incontro agrodolce dopo anni di separazione.

«Nonostante tutte queste cose, eravamo felici di rivederci dopo tanti anni», ha riconosciuto la creatrice, senza nascondere la contraddizione di emozioni che caratterizza ogni ritorno.

Il racconto di Yisle non è affatto un caso isolato. Un'altra cubana residente nel New Jersey è tornata malata da Cuba a settembre, descrivendo il suo viaggio a Villa Clara come «una catastrofe» e il peggiore dei suoi tre ritorni sull'isola.

Il collasso del sistema ospedaliero cubano è uno dei retroscena di queste testimonianze. Secondo dati citati dalle Nazioni Unite, la disponibilità di farmaci a Cuba era di appena il 30% dei livelli normali a settembre 2026. Oltre 100.000 pazienti, tra cui 11.000 bambini, attendevano interventi chirurgici ritardati a causa dei blackout elettrici.

Prima di partire, Yisle aveva riempito le valigie principalmente di farmaci e vestiti per il bambino, lasciando poco spazio per le sue cose personali. Aveva anche scherzato, con l'umorismo che la caratterizza: «Se mi vedete scomparsa per una settimana, già sapete che sono in apagonia».

Il video ha accumulato più di 346.000 visualizzazioni e quasi 39.000 reazioni su Facebook, diventando uno specchio di ciò che migliaia di emigranti cubani provano ogni volta che tornano sull'isola.

Yisle ha annunciato che continuerà a condividere ulteriori registrazioni della sua permanenza: «Ho registrato moltissimi video di tutti i miei giorni lì che condividerò con affetto», ha promesso, concludendo con una frase che riassume il peso di ciò che ha vissuto: «Ciò che si sta vivendo è triste, tesoro, e sinceramente il mio cuore lo avverte».

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Redazione di CiberCuba

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