
Il Grande Maestro di scacchi Lázaro Bruzón ha pubblicato una lunga riflessione su Facebook in cui sostiene che l'arrivo di Internet a Cuba ha distrutto il monopolio informativo del regime e ha lasciato senza argomenti coloro che difendono ancora la dittatura, avvertendo che «non ci sono più scuse» per continuare a farlo.
Nel testo, Bruzón ricorda che per decenni l'adoctrinamento sistematico ha reso quasi impossibile per la maggior parte dei cubani mettere in discussione la realtà e che solo in pochi capivano realmente il danno del comunismo.
«Questo era il disegno: plasmarti fin da piccolo affinché tu non possa vedere altra verità», afferma.
L'ideatore di scacchi insiste sul fatto che il problema di Cuba è il sistema imposto nel 1959, che ha annullato tutte le libertà e ha diviso la nazione tra rivoluzionari e traditori.
«Non mi è mai interessato discutere se l'economia in qualche momento fosse stata migliore o peggiore. L'economia non è mai stata il problema principale. Il problema è stato morale, civile, umano. Il danno è stata la cancellazione totale della libertà», sottolinea.
A suo avviso, il fattore che ha maggiormente trasformato la coscienza politica del cubano è l'accesso alle informazioni.
«L'arrivo di Internet e la possibilità di confrontare, verificare e apprendere direttamente dalla storia hanno tolto la maschera al regime. Non dipendiamo più da ciò che dice il telegiornale né da ciò che ripete un insegnante indottrinato. Oggi ogni cubano può vedere, confrontare e decidere», sostiene.
La riflessione nasce da un episodio concreto. Bruzón menziona di aver ascoltato un'analisi dell'influencer cubano Luis Dener su un programma del pódcast La Joven Cuba, in cui tre partecipanti cercavano di giustificare la repressione contro l'attivista Anna Bensi, mentre si indignavano per le critiche rivolte a Gabriela Fernández, presentatrice del programma statale Con Filo, dopo essere stata ammessa a un master in diritti umani in Messico.
«Non so che tipo di casting facciano per selezionare quel genere di cretini, proprio come la stessa Gabriela e tutti quelli di Con Filo. Alla fine sono tutti uguali: parte della macchina statale che schiaccia chiunque non si sottometta», sottolinea.
L' grandmaster di scacchi ribadisce che, nell'era di Internet, l'ignoranza non può più fungere da scudo: chi oggi difende il regime lo fa con piena consapevolezza di ciò che sta difendendo.
«Oggi tutti noi abbiamo accesso ai dati, alla storia, alle evidenze. Ognuno può scegliere il proprio schieramento, ma nessuno si lamenti quando arriverà il momento di rendere conto. Non ci sono più scuse, quella storia della 'confusione' non regge più», scrive.
Bruzón ha concluso la sua pubblicazione con una sentenza: «L'informazione ha liberato il cubano e, allo stesso tempo, ha messo in evidenza coloro che ancora si prestano a dare una mano alla dittatura». Ha firmato con il motto «Patria y Vida» e un appello alla libertà di tutti i prigionieri politici.
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