L'azienda elettrica di Holguín sospende la rotazione dei circuiti: «Quale rotazione?», rispondono gli internauti

Apagón a Cuba (immagine di riferimento)Foto © Cubanet

La Empresa Elettrica di Holguín ha annunciato questo sabato sulla sua pagina Facebook la sospensione della rotazione dei circuiti della città ogni 12 ore, invocando la già celebre «complessa situazione del Sistema Elettroenergetico Nazionale».

La misura esclude unicamente i circuiti 1, 2, 19, 20 e 21, che riforniscono l'Expreso del Hospital Lenin, il maggiore centro ospedaliero della provincia. Per il resto degli abitanti di Holguín, l'azienda ha promesso di riprendere la rotazione «a partire dal recupero della Generazione Base del Sistema», senza fornire una data o un'ora specifica, e ha concluso l'annuncio con la sua formula di cortesia di sempre: «Ci scusiamo per i disagi arrecati».

Captura di Facebook / Azienda Elettrica Holguín

La reazione sui social media è stata immediata e, soprattutto, devastante. «Quando gli altri circuiti hanno avuto una rotazione fissa ogni 12 ore? Se li cambiavano quando potevano o volevano», ha scritto un utente. Un altro è stato più laconico: «Era troppo bello per essere vero, è durato pochissimo». Un terzo ha concluso con sarcasmo: «Quella di ruotare ogni 12 ore deve essere uno scherzo».

L'ironia più acuminata è arrivata da coloro che non avevano nemmeno goduto di questa presunta rotazione. «Ci sarà qualche rotazione per gli dimenticati dei comuni? O continuiamo ogni 30 ore? Mi riferisco a Sagua de Tánamo», ha chiesto un utente. Da Mayarí, un altro ha fatto notare che in quella località i blackout erano già arrivati a 27 ore, e che con la sospensione della rotazione «ora deve essere ogni settimana». La domanda che meglio ha riassunto il sentimento collettivo è stata, senza dubbio, la più breve di tutte: «Quale rotazione?».

All'alba di sabato 17 ottobre, la disponibilità del Sistema Elettroenergetico Nazionale (SEN) era di appena 758 MW, di fronte a una domanda di 2.250 MW e a un'afflizione segnalata di 1.493 MW, secondo il comunicato dell'Unione Elettrica relativo alle 6:00. Per l'orario di massima domanda si prevedeva un deficit di 2.042 MW e un'afflizione fino a 2.072 MW.

A Holguín, la domanda soddisfatta si attesta a soli 50 MW, mentre, secondo i registri delle 8:44 del mattino dell'Empresa Eléctrica provinciale, il circuito Banes 2, ramo Tanganica, accumulava 43 ore e 15 minuti senza servizio elettrico. Altri circuiti, come Guerrita e Ocujal, riportavano interruzioni di 39 ore e 35 minuti e 39 ore e 18 minuti, rispettivamente.

Il collasso ha cause concrete e accumulate. Il giorno prima, l'unità 1 della centrale termoelettrica Ernesto Guevara de la Serna, a Santa Cruz del Norte (Mayabeque), ha subito un incendio che ha ulteriormente ridotto la disponibilità nazionale. A questo si è aggiunto che la termoelettrica Lidio Ramón Pérez di Felton, a Mayarí, è stata fuori servizio anche questo venerdì. La centrale termoelettrica Antonio Guiteras, la più grande del paese, ha subito guasti almeno 17 volte dall'inizio del 2026.

Questa sospensione non è un episodio isolato, ma l'ultimo capitolo di una crisi che si protrae per tutto l'anno. Cuba accumula otto disconnessioni totali del SEN dall'inizio del 2026, l'ultima delle quali il 18 settembre.

Il malcontento ha ormai oltrepassato gli schermi. Proprio questo sabato, i residenti di Santa Rita, a Jiguaní (Granma), sono scesi in strada urlando «Vogliamo corrente!» di fronte a una pattuglia di polizia che non è riuscita a disperderli. 

Un internauta ha anticipato il finale con amara lucidità: «Quando il SEN collasserà completamente, e non manca molto, nel NTV diranno che siamo un paese fortunato perché di notte abbiamo la luna e di giorno il sole».

Video correlati:

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.