Cade in Florida un presunto «demonologo» accusato di aver rubato informazioni intime di due donne

Mark Stephen Asea, il soggetto arrestato e accusatoFoto © Dipartimento di Polizia di Port St. Lucie

Mark Stephen Asea, un uomo di 36 anni che si autoproclamava «demonologo» su TikTok, è stato arrestato a Port St. Lucie, Florida, accusato di aver accesso illegalmente ai dispositivi di due donne ed aver esposto le loro informazioni private sui social media, secondo quanto riportato da NBC Miami e Telemundo 51.

Mark Stephen Asea ha costruito sui social media un'identità tanto affascinante quanto inquietante: il suo profilo TikTok lo descriveva come «demonologo», «clarividente», «empatico», «hacker di cappello grigio» e «uomo dei boschi».

In versioni precedenti della sua biografia figuravano anche «ex satanista» e «ingegnere della cybersecurity», secondo i documenti dell'inchiesta.

La sua fotografia di polizia —con tatuaggi geometrici neri che coprono praticamente tutto il volto e il collo— è diventata virale dopo la notizia del suo arresto.

L'account TikTok di Asea, con oltre 2.600 follower, è stato disattivato dalla piattaforma non appena gli investigatori hanno identificato i video collegati al caso.

Come avrebbe operato l'imputato

Ambas presunte vittime si sono rivolte ad Asea in cerca di assistenza tecnologica, ed è stata proprio quella fiducia che, secondo gli investigatori, lui avrebbe sfruttato.

In uno dei casi, la donna gli ha permesso di accedere da remoto al suo computer nell'ottobre del 2025 per risolvere un problema con un'applicazione; mesi dopo, Asea gli avrebbe confessato di aver sfruttato quell'accesso per installare segretamente un programma malevolo.

«In sintesi, la vittima si allontanò dal computer per andare in bagno e in quel momento lui riuscì a introdurre un virus, accedendo a informazioni personali, che si trattassero di messaggi o fotografie private.»

Una fotografia privata che la seconda vittima aveva ricevuto tramite Telegram è finita in uno dei video su TikTok di Asea, che ha affermato che provenisse da WhatsApp.

La donna mostrò agli investigatori uno screenshot che, secondo il dossier, dimostrava il contrario.

Più di 100 video e tracciamento GPS

I ricercatori hanno documentato oltre 100 video di TikTok in cui Asea menzionava una delle donne, arrivando a pubblicarne anche sei in un solo giorno.

In uno di essi disse: «Parlate della vostra vera password», e poi elencò gli ultimi 10 acquisti online della vittima —una password che era stata condivisa in un gruppo privato di TikTok al quale Asea non apparteneva—.

In un altro video ha vantato di aver localizzato una delle donne tramite il GPS del suo telefono: «Grazie al GPS che aveva il suo telefono, ma cosa ho fatto io?», secondo la dichiarazione giurata citata da Univision.

I ricercatori hanno anche trovato pubblicazioni con la targa del veicolo di una delle vittime, dati bancari e identificatori di dispositivi, oltre a un sito web dove Asea avrebbe pubblicato una fotografia di quella donna mentre si fa un tatuaggio.

Al momento dell'arresto, la polizia ha sequestrato computer, telefoni, dischi rigidi, memorie USB, attrezzature di rete, un iPad, un laptop Dell e persino una PlayStation 5 come prova.

Un caso chiuso e riaperto

Questa non è la prima volta che Asea affronta accuse simili nel 2026: ad aprile è stato arrestato per due accuse di abuso informatico e una di stalking, accuse che sono state ritirate a maggio senza che i registri disponibili spieghino il motivo.

Parallelamente, una donna ha ottenuto un'ordinanza di protezione temporanea contro di lui a luglio, ma un giudice l'ha annullata l'8 settembre.

Il caso penale è stato riaperto il 24 settembre con un nuovo grave accusa di accesso non autorizzato ai computer, e sei giorni dopo Asea è stato arrestato davanti alla sua casa, dove la telecamera corporea di un agente ha registrato il momento dell'arresto.

Al momento della registrazione, commentò con apparente tranquillità: «Sto bene. Molto meglio che ad aprile, suppongo, quando è stata l'ultima volta che l'ho visto».

Stato del caso

Asea è stato incarcerato nella prigione della Contea di St. Lucie con una cauzione di 35.000 dollari.

In Florida, il reato di accesso non autorizzato a computer può agravarsi da terzo a secondo grado se commesso per eseguire una frode, il che comporterebbe pene più severe.

Al termine di questo comunicato, le accuse sono imputazioni in attesa di processo; la prossima udienza è programmata per il 19 novembre 2026.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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