L'Avana ricorre anche a trappole chimiche contro i furti nel sistema elettrico

Lavoratori dell'Impresa Elettrica in una sottostazioneFoto © Facebook/Empresa Eléctrica de La Habana

La Empresa Eléctrica de La Habana (EELH) ha annunciato sul suo profilo ufficiale di Facebook l'installazione di trappole chimiche nelle sue sottostazioni per identificare coloro che rubano olio dielettrico dai trasformatori, contribuendo così a una strategia già attuata in altre province del paese.

Il testo ufficiale è conciso ma diretto: «L'Impresa Elettrica de La Habana protegge le sue sottostazioni mediante l'installazione di TRAPPOLE CHIMICHE che consentono l'identificazione degli attori in caso di possibili reati di furto di olio dielettrico appartenente ai trasformatori».

Fonte: Cattura di Facebook/Empresa Eléctrica de La Habana

Come funzionano le trappole?

La EELH non ha dettagliato il meccanismo esatto, ma il metodo è stato già descritto quando le autorità di Jobabo, a Las Tunas, lo hanno applicato nelle installazioni fotovoltaiche solo due giorni prima dell'annuncio della capitale.

Il giornalista Yaidel Miguel Rodríguez Castro, di Radio Cabaniguán, ha spiegato il funzionamento: «È un chimico che si aderisce alla pelle, non è visibile a occhio nudo, tuttavia, esposi a luci ultraviolette si vedono i segni di contatto».

A coloro che hanno suggerito che fosse sufficiente indossare guanti per eludere la misura, lo stesso giornalista ha risposto: «Ecco l'ingenuità, pensare che i guanti siano una barriera».

Una strategia che si estende in tutto il paese

La capitale non è pioniera in questo approccio. Nel maggio del 2026, Las Tunas aveva già annunciato trappole chimiche in collaborazione con il Ministero dell'Interno dopo aver accumulato 11 furti di olio dielettrico e parti di trasformatori.

Il metodo invisibile applicato contro i furti di pannelli solari a Jobabo ha confermato che la strategia raggiunge già tutta l'infrastruttura energetica del paese, dai trasformatori fino agli impianti fotovoltaici.

La reazione dei cittadini: ironia e reclami accumulati

La pubblicazione della EELH ha generato una miscela di scetticismo, ironia e frustrazione accumulata nei commenti.

Vari utenti hanno ironizzato sul fatto che l'avviso pubblico equivalesse ad avvisare i stessi ladri: «E già li hanno avvisati affinché vadano con i guanti», ha scritto uno di loro.

Altri hanno colto l'occasione per esigere la riparazione delle sottostazioni che sono fuori servizio da mesi: l'Apolo è inattiva dal 3 giugno, e quella che fornisce Las Minas, La Gallega e Arango è fuori servizio dal 22 luglio, senza soluzione in vista.

Una utente ha inoltre sottolineato una contraddizione che molte persone condividono: «Ma non pongono trappole per chi ruba l'elettricità e la vende».

Il segnale riflette una realtà più ampia: mentre il regime inasprisce le misure contro il furto di infrastrutture, la crisi elettrica rimane irrisolta. Questo mercoledì, Cuba registrava una domanda di 2.461 MW con una generazione disponibile di appena 1.060 MW, e L'Avana accumulava 129 circuiti colpiti.

L'olio dielettrico, un bottino con conseguenze devastanti

Questo fluido svolge funzioni di isolamento elettrico e refrigerazione nei trasformatori; quando viene estratto, l'apparecchiatura si surriscalda, subisce cortocircuiti e diventa inutilizzabile, lasciando intere comunità senza elettricità per settimane o mesi.

Nonostante ciò, ha un'alta richiesta nel mercato nero, dove viene rivenduto come lubrificante o combustibile sostitutivo per trattori a fino a 500 pesi cubani al litro, in un contesto di estrema scarsità di carburanti.

Il ministro dell'Energia e delle Miniere, Vicente de la O Levy, ha riconosciuto davanti all'Assemblea Nazionale che il volume di petrolio rubato è «quasi simile» a quello prodotto nello stesso periodo, e che alcuni insediamenti sono rimasti fino a 105 giorni senza elettricità per danni a trasformatori difficili da ripristinare.

Marco legale: dal furto al sabotaggio

Il Dictamen 475 del Tribunale Supremo Popolare ha unificato la qualificazione giuridica di questi furti come sabotaggio, con pene da 7 a 30 anni di reclusione, ergastolo o pena di morte nei casi più gravi.

Secondo la Procura Generale della Repubblica, tra il 2025 e il primo semestre del 2026 sono state aperte più di 460 indagini penali per reati contro il Sistema Elettrico Nazionale, oltre 300 delle quali per furto di olio dielettrico, rilevato in tutte le province e in 97 comuni.

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