La Habana ricorre anche a trappole chimiche contro i furti nel sistema elettrico

Lavoratori dell'azienda elettrica in una sottostazioneFoto © Facebook/Empresa Eléctrica de La Habana

La Empresa Eléctrica de La Habana (EELH) ha annunciato l'installazione di trappole chimiche nelle sottostazioni per identificare coloro che rubano olio dielettrico dai trasformatori, aggiungendosi così a una strategia già in atto in altre province del paese.

Il testo, pubblicato nel profilo ufficiale dell'azienda su Facebook, è conciso ma diretto: «L'Azienda Elettrica di L'Avana protegge le sue sottostazioni mediante l'installazione di TRAPPOLE CHIMICHE che consentono l'identificazione degli attori in caso di possibili reati di furto di olio dielettrico appartenente ai trasformatori».

Captura di Facebook/Empresa Eléctrica di La Habana

Come funzionano le trappole?

La EELH non ha dettagliato il meccanismo esatto, ma il metodo è già stato descritto quando le autorità di Jobabo, a Las Tunas, lo hanno applicato in impianti fotovoltaici appena due giorni prima dell'annuncio fatto nella capitale.

Il giornalista Yaidel Miguel Rodríguez Castro, di Radio Cabaniguán, ha spiegato il funzionamento: «È un composto chimico che si aderisce alla pelle, non è visibile ad occhio nudo, tuttavia, quando è esposto a luci ultraviolette, si vedono i segni di contatto».

Di fronte a coloro che hanno suggerito che bastasse usare guanti per eludere la misura, lo stesso giornalista ha risposto: «Là c'è l'ingenuità, pensare che i guanti siano una barriera».

Una strategia che si estende in tutto il paese

La capitale non è pioniere nell'applicazione di questa misura. A maggio, Las Tunas aveva già annunciato l'utilizzo di trappole chimiche in collaborazione con il Ministero dell'Interno dopo aver segnalato 11 furti di olio dielettrico e parti di trasformatori.

Il metodo invisibile applicato contro i furti di pannelli solari a Jobabo ha confermato che la strategia raggiunge già tutta l'infrastruttura energetica del paese, dai trasformatori alle installazioni fotovoltaiche.

La reazione dei cittadini: ironia e richieste accumulate

La pubblicazione della EELH ha generato una mescolanza di scetticismo, ironia e frustrazione accumulata nei commenti.

Varii utenti hanno ironizzato sul fatto che l'avviso pubblico equivalga ad avvisare i ladri stessi: «E ora li hanno appena avvisati affinché vadano con i guanti», ha scritto uno di loro.

Otros hanno colto l'occasione per richiedere la riparazione delle sottostazioni che sono fuori servizio da mesi: la Apolo rimane inattiva dal 3 giugno, e quella che rifornisce Las Minas, La Gallega e Arango è inutilizzabile dal 22 luglio, senza soluzione in vista.

Una utente ha inoltre sottolineato una contraddizione che molti condividono: «Ma non pongono trappole per chi ruba elettricità e la vende».

Il segnalamento riflette una realtà più complessa: mentre il regime inasprisce le misure contro il furto di infrastrutture, la crisi elettrica continua a non essere risolta. Questo mercoledì, Cuba registrava una domanda di 2,461 MW con una generazione disponibile di appena 1,060 MW, e L'Avana accumulava 129 circuiti colpiti.

L'olio dielettrico, un bottino con conseguenze devastanti

Questo fluido svolge funzioni di isolamento elettrico e raffreddamento nei trasformatori; quando viene estratto, l'apparecchiatura si surriscalda, subisce cortocircuiti e diventa inutilizzabile, lasciando intere comunità senza elettricità per settimane o mesi.

Nonostante ciò, ha un'alta domanda nel mercato nero, dove viene rivenduto come lubrificante o combustibile sostitutivo per trattori fino a 500 pesos cubani per litro, in un contesto di estrema scarsità di carburante.

Il ministro dell'Energia e delle Miniere, Vicente de la O Levy, ha riconosciuto di fronte all'Assemblea Nazionale che il volume di petrolio rubato è «quasi simile» a quello prodotto nello stesso periodo, e che alcuni insediamenti sono rimasti fino a 105 giorni senza elettricità a causa di danni ai trasformatori difficili da riparare.

Marco legale: da furto a sabotaggio

Il Dictamen 475 del Tribunale Supremo Popolare ha unificato la qualificazione giuridica di questi furti come sabotaggio, con pene da sette a 30 anni di reclusione, reclusione perpetua o pena di morte nei casi più gravi.

Secondo la Procura Generale della Repubblica, tra il 2025 e il primo semestre del 2026 sono state aperte più di 460 indagini penali per reati contro il Sistema Elettrico Nazionale, più di 300 delle quali per sottrazione di olio dielettrico, rilevata in tutte le province e in 97 comuni.

Video correlati:

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.