Cuba continua a subire forti blackout: il deficit supererà i 2.100 MW

Apagón a Cuba (Immagine di riferimento)Foto © CiberCuba

Cuba è stata colpita giovedì da una nuova giornata di blackout estremi. Secondo il rapporto ufficiale dell'Unione Elettrica (UNE), alle sei del mattino il Sistema Elettroenergetico Nazionale (SEN) disponeva di appena 837 MW disponibili rispetto a una domanda di 2.524 MW, lasciando 1.701 MW senza copertura.

Il mercoledì è stato ancora più severo: il servizio elettrico è stato interrotto per 24 ore complete, senza alcun periodo di normalità, nemmeno durante la notte. Il peggior dato della giornata è stato registrato alle 20:20, quando il deficit ha raggiunto i 2.170 MW.

Per l'orario di punta di giovedì, la UNE prevede una disponibilità di 897 MW a fronte di una domanda massima di 3.000 MW, il che genera un deficit di 2.103 MW e una previsione di impatto di 2.133 MW. A mezzogiorno, l'impatto stimato è di 1.660 MW.

L'unica incorporazione annunciata per il picco notturno è il completamento dell'unità 4 della centrale termoelettrica (CTE) CMC per 60 MW, una cifra marginale rispetto alla grandezza del deficit.

Il rapporto dell'ente statale descrive un quadro di guasti che spiega buona parte del collasso: sono fuori servizio l'unità 8 della CTE Mariel, l'unità della CTE Guiteras —la maggiore termoelettrica del paese—, l'unità 6 della CTE Nuevitas, l'unità 2 della CTE Felton e l'unità 6 della CTE Renté. Sono in manutenzione l'unità 3 della CTE Santa Cruz, l'unità 5 della CTE Nuevitas e l'unità 5 della CTE Renté.

A questo quadro si aggiunge un dato che riflette la crisi del carburante: l'unità 3 della CTE Cienfuegos è «fuori servizio, a causa dei bassi livelli di carburante nella centrale». Le limitazioni nella generazione termica ammontano a 467 MW.

La CTE Guiteras accumula una serie di contrattempi che aggrava il panorama. La centrale ha subito danni alla sua caldaia durante l'ottavo blackout nazionale dell'anno, avvenuto il 18 settembre, quando guasti nelle linee di trasmissione da 220 kV Matanzas-Cienfuegos e Matanzas-Santa Clara hanno lasciato senza elettricità oltre nove milioni di persone per circa 32 ore. Mercoledì, la centrale ha subito un nuovo contrattempo durante il test idraulico del recuperatore, prolungando ulteriormente la sua riparazione.

La generazione solare fotovoltaica offre un sollievo parziale e esclusivamente diurno: mercoledì, i parchi solari hanno prodotto 3.343 MWh, con una potenza massima di 520 MW a mezzogiorno. Tuttavia, questa capacità non compensa i guasti del sistema termico né copre la domanda notturna, che è quando i blackout diventano più intensi.

La situazione di giovedì si inserisce in una crisi energetica che si protrae per tutto settembre, con deficit che hanno superato i 2.000 MW in più occasioni e almeno otto blackout nazionali registrati fino ad ora nel 2026.

Il deterioramento accumulato delle centrali termoelettriche con oltre quattro decenni di sfruttamento, la cronica scarsità di combustibile e la mancanza di valute per acquisirlo nel mercato internazionale configurano una crisi strutturale senza segnali di sollievo a breve termine.

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