
La pressione sul governo di Doral affinché ponda fine al suo accordo di collaborazione con il Servizio di Immigrazione e Controllo delle Dogane (ICE) è aumentata martedì scorso, quando ex legislatori, leader comunitari e il sindaco di South Miami si sono incontrati per chiedere che la città si ritiri dal programma federale 287(g).
Secondo quanto riportato da CBS News Miami, i partecipanti hanno respinto l'argomento delle autorità di Doral secondo cui la città non avesse altra opzione se non quella di firmare l'accordo, che conferisce ai dipartimenti di polizia locali determinate funzioni di collaborazione nell'applicazione delle leggi migratorie federali.
Il reclamo sollevato si concentra specificamente sull'accordo 287(g) della Polizia di Doral con ICE, e sebbene rompere tale convenzione non impedirebbe agli agenti federali di effettuare le proprie operazioni migratorie in città, metterebbe fine alla partecipazione locale prevista da questo meccanismo.
Uno degli argomenti sollevati durante l'incontro è stato il caso di South Miami, che non ha sottoscritto l'accordo 287(g). Il suo sindaco, Javier Fernández, ha affermato che la città non ha subito ripercussioni per quella decisione.
Entre coloro che hanno partecipato c'era l'ex rappresentante federale Joe García, che ha lanciato una dura critica contro la decisione presa da Doral: «Avrebbero potuto scegliere di avere compassione e hanno scelto di essere crudeli», ha affermato.
L'excongressista ha inoltre messo in discussione il fatto che ora i dirigenti locali tentino di disconnettersi dalle conseguenze della politica migratoria attuata nella città.
La polemica si verifica in momenti in cui i residenti continuano a segnalare sui social media la presenza e le operazioni di agenti dell'ICE in vari punti di Doral, una città in cui circa il 70% della popolazione è nata fuori dagli Stati Uniti.
La sindaca di Doral, Christi Fraga, ha insistito che il governo municipale non ha autorità per impedire che l'ICE applichi la legge federale all'interno della città.
Tuttavia, il dibattito si svolge anche in mezzo a un crescente impatto economico e sociale attribuito alla paura provocata dalle operazioni.
Le imprese di Doral hanno riportato forti cali nelle loro vendite, mentre dipendenti e residenti evitano di uscire dalle loro abitazioni per paura di incontrare agenti migratori.
Uno dei casi più noti è quello di un ristorante che ha dichiarato di aver subito un calo del 70% nelle sue vendite. Altri locali hanno segnalato perdite di lavoratori, compresi dipendenti con permessi di lavoro e processi migratori ancora in sospeso.
Fraga ha riconosciuto pubblicamente che c'è «molto timore» tra parte della comunità, sebbene abbia sottolineato che la Polizia di Doral non dirige le retate federali e che la città non riceve nemmeno un avviso preventivo su quando e dove ICE svolgerà le sue operazioni.
La preoccupazione per le conseguenze delle detenzioni ha generato anche iniziative private di assistenza.
Questa settimana, per esempio, l'attivista Carlos Eduardo Espina ha donato 50.000 dollari per creare un fondo di emergenza destinato a famiglie di Doral che hanno perso il proprio principale sostegno economico a causa di un arresto o deportazione da parte dell'ICE.
Il fondo, gestito da LULAC, offre fino a 1.000 dollari per famiglia per coprire esigenze di base come affitto, cibo, servizi pubblici e assistenza all'infanzia.
El acuerdo 287(g) de Doral con ICE es solo uno de los muchos frentes del debate migratorio en Estados Unidos. Sigue toda la actualidad sobre políticas, deportaciones y derechos en nuestra sección de
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