Cresce la pressione a Doral per rompere l'accordo con l'ICE

Detenzione dell'ICE a Doral, Florida (Ripresa video migliorata con IA)Foto © Captura YouTube/Telemundo

La pressione sul governo di Doral affinché ponda fine al suo accordo di collaborazione con il Servizio di Immigrazione e Controllo delle Dogane (ICE) è aumentata questo martedì quando ex-legislatori, leader comunitari e il sindaco di South Miami si sono riuniti per chiedere che la città si ritiri dal programma federale 287(g).

Secondo quanto riportato da CBS News Miami, i partecipanti hanno rifiutato l'argomento delle autorità di Doral secondo cui la città non avesse altra opzione se non quella di firmare l'accordo, il quale conferisce ai dipartimenti di polizia locali determinate funzioni di collaborazione nell'applicazione delle leggi migratorie federali.

Il reclamo sollevato si concentra specificamente sull'accordo 287(g) della Polizia di Doral con l'ICE, e sebbene rompere tale convenzione non impedirebbe agli agenti federali di svolgere le proprie operazioni migratorie in città, porrebbe comunque fine alla partecipazione locale prevista da quel meccanismo.

Uno degli argomenti sollevati durante l'incontro è stato il caso di South Miami, che non ha firmato l'accordo 287(g). Il suo sindaco, Javier Fernández, ha affermato che la città non ha subito ripercussioni per quella decisione.

Entre i partecipanti c'era l'ex rappresentante federale Joe García, che ha lanciato una dura critica contro la decisione adottata da Doral: «Avrebbero potuto scegliere di avere compassione e hanno scelto di essere crudeli», ha affermato.

L'excongressista ha inoltre messo in discussione il fatto che ora i dirigenti locali tentino di dissociarsi dalle conseguenze della politica migratoria applicata nella città.

La polemica si verifica in un momento in cui i residenti continuano a segnalare sui social media la presenza e le operazioni degli agenti dell'ICE in vari punti di Doral, una città in cui circa il 70% della popolazione è nata al di fuori degli Stati Uniti.

La sindaca di Doral, Christi Fraga, ha insistito sul fatto che il governo municipale non ha autorità per impedire che ICE applichi la legge federale all'interno della città.

Tuttavia, il dibattito si svolge anche in un crescimento dell'impatto economico e sociale attribuito alla paura causata dalle operazioni.

Le attività di Doral hanno riportato forti cali nelle loro vendite, mentre i dipendenti e i residenti evitano di uscire dalle loro abitazioni per paura di imbattersi in agenti migratori.

Uno dei casi più noti è quello di un ristorante che ha dichiarato di aver subito una perdita del 70% nelle sue vendite. Altri esercizi hanno segnalato perdite di personale, inclusi dipendenti con permessi di lavoro e processi migratori ancora in sospeso.

Fraga ha riconosciuto pubblicamente che esiste «molto timore» tra parte della comunità, anche se ha sottolineato che la Polizia di Doral non dirige i raid federali e che la città non riceve avviso preventivo su quando e dove ICE svolgerà le sue operazioni.

La preoccupazione per le conseguenze delle detenzioni ha anche generato iniziative private di assistenza.

Questa settimana, ad esempio, l'attivista Carlos Eduardo Espina ha donato 50,000 dollari per creare un fondo di emergenza destinato alle famiglie di Doral che hanno perso il proprio principale sostegno economico a causa di un arresto o deportazione da parte di ICE.

Il fondo, gestito da LULAC, offre fino a 1.000 dollari per nucleo familiare per coprire le necessità di base come affitto, cibo, utenze e assistenza all'infanzia.

El acuerdo 287(g) de Doral con ICE es solo uno de los muchos frentes del debate migratorio en Estados Unidos. Sigue toda la actualidad sobre políticas, deportaciones y derechos en nuestra sección de

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