
La Ambasciata degli Stati Uniti a L'Avana ha emesso questo venerdì un'alerta di sicurezza ufficiale per tutti i cittadini statunitensi a Cuba o con piani di viaggio nel paese, dopo il completo collasso della rete elettrica nazionale che ha lasciato l'isola senza elettricità a partire dall'1:57 p.m. (ora dell'est).
La missione diplomatica ha avvertito che «la causa del collasso è sotto indagine e non è noto il tempo stimato per il ripristino del servizio», e ha inoltre lanciato un allerta su interruzioni generalizzate nei servizi di telefonia mobile e internet su tutto il territorio cubano.
Il collasso è stato scatenato dal successivo scatto di due linee di trasmissione di 220 kV: prima la linea Matanzas-Cienfuegos e poi la Matanzas-Santa Clara, il che ha provocato una disconnessione a cascata dell'intera rete.
La Unión Eléctrica (UNE) ha menzionato «condizioni meteorologiche instabili» come possibile fattore, anche se non ha fornito una spiegazione definitiva.
Questo è l'ottavo collasso totale del Sistema Elettroenergetico Nazionale (SEN) registrato fino ad ora nel 2026, secondo il nostro conteggio, o il settimo secondo altre fonti internazionali.
La giornata di venerdì era già critica prima del collasso: la generazione disponibile raggiungeva appena 1.113 MW rispetto a una domanda prevista di 3.210 MW, con un'impatto massimo progettato di 2.007 MW.
Il deficit strutturale ha superato i 2.000 MW in più di una giornata di settembre, raggiungendo i 2.396 MW il 5 di questo mese.
L'ambasciata ha descritto la situazione con termini incisivi: «La rete elettrica cubana è sempre più instabile e negli ultimi mesi si sono registrati numerosi blackout a livello nazionale. Il sistema elettrico continua a essere vulnerabile, e si registrano interruzioni aggiuntive —sia programmate che impreviste— con maggiore frequenza e per periodi più prolungati».
Questo non è il primo avviso di questo tipo emesso dalla missione diplomatica americana. Nel corso del 2026, ha pubblicato avvisi simili a febbraio, marzo, maggio, luglio e agosto, ogni volta che il SEN ha subito un collasso totale. Questa pratica è diventata un modello di fronte alla ricorrenza dei blackout generali.
Di fronte all'emergenza, l'ambasciata ha raccomandato ai cittadini statunitensi di tenere i telefoni e le batterie portatili carichi, avere torce con pile di ricambio, fare scorta di cibi non deperibili e acqua, e preparare metodi alternativi per esigenze mediche che dipendono dall'elettricità o dalla refrigerazione.
L'impatto umanitario della crisi elettrica va oltre i disagi quotidiani.
La ONU ha avvertito il 15 settembre che i blackout a Cuba mettono a rischio la vaccinazione di 70.000 bambini, un avvertimento che illustra l'entità di una crisi che il regime cubano non è riuscito a invertire dopo anni di deterioramento della sua infrastruttura termoelettrica, scarsità cronica di combustibile e mancanza di manutenzione.
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