Cubana denuncia che la Polizia ha liberato a Bayamo l'uomo accusato di aver aggredito brutalmente i suoi genitori

Patruglia della polizia cubana (Immagine di riferimento)Foto © Granma/Dunia Álvarez Palacios

La Policía Nacional Rivoluzionaria (PNR) di Bayamo ha liberato il presunto aggressore di due persone anziane prima che fossero trascorse 24 ore dal suo trasferimento a un'unità di polizia.

La utente di Facebook Rosy Rosales, figlia delle vittime, ha fatto una denuncia pubblica sui social media. Ha identificato l'aggressore come Abel Enrique Saborit García e ha segnalato che è stato inizialmente arrestato nell'Unità di Istruzione Provinciale situata all'uscita di Las Tunas, a Bayamo, dove doveva rimanere per il processo legale corrispondente.

Tuttavia, secondo Rosy, la PNR ha richiesto specificamente il trasferimento dell'individuo verso l'unità conosciuta come «La Tercera», all'uscita di Santiago di Cuba, da dove è stato liberato senza che gli fosse presa dichiarazione né fosse aperta un'indagine formale.

Le vittime sono Rosa Rosales Leyva, di 59 anni, professoressa dell'Università delle Scienze Mediche di Bayamo, e suo marito Jorge Aguilera Reyes. La donna ha subito una frattura al viso, oltre a ecchimosi e ferite visibili documentate in fotografie. Il padre ha presentato un occhio sinistro notevolmente gonfiato, visibile in immagini di videochiamata diffuse dalla famiglia.

La giustificazione della polizia per liberare il presunto aggressore è stata che non c'erano prove sufficienti per mantenere il detenuto in custodia.

Rosy Rosales ha respinto quel argomento con indignazione: «Quindi per loro le lesioni e gli attacchi ai miei genitori non sono prove di nulla, né le dichiarazioni dei testimoni che erano sul posto e sono venuti a testimoniare sono prove».

Tra gli aggravanti del caso, la famiglia sottolinea che durante l'aggressione erano presenti due minorenni che sono stati in pericolo durante l'attacco.

Secondo la denuncia di Rosy Rosales, il presunto aggressore ha accumulato 17 casi precedenti legati a aggressioni, minacce e lesioni.

La giovane ha incolpato direttamente il capo de «La Tercera», identificato come Euqueni Vázquez Hidalgo, per la liberazione di Abel Enrique Saborit García.

«Qual era il disperato tentativo di trasferire un aggressore dall'Unità di Istruzione situata all'uscita di Las Tunas, dove si trovava e dove doveva rimanere Abel Enrique Saborit García? O forse è il vero responsabile dietro a tutto questo che ti sta corrompendo?» disse la denunciante.

Una fonte anonima ha rivelato alla famiglia che dietro il rilascio ci sarebbe lo zio del presunto aggressore, Abel Saborit Guerrero, presuntamente agente del DTI (Dirección Técnica de Investigaciones del MININT). Rosy Rosales ha allegato uno screenshot come supporto, ma non ha mostrato il nome della fonte.

«Tuo zio Abel Saborit Guerrero, che è agente della Direzione Tecnica delle Investigazioni del MININT (DTI), è parte fondamentale della sua libertà e protezione», ha scritto Rosales, esigendo un'indagine approfondita su tutti gli implicati.

Bayamo, capitale della provincia di Granma, è stata teatro di numerosi casi di violenza nel 2026, inclusi femminicidi e aggressioni gravi documentate da media indipendenti.

La PNR, da parte sua, affronta crescenti denunce da parte dei cittadini per corruzione e comportamenti arbitrari. Pochi giorni prima di questa denuncia, la polizia ha annunciato una linea telefonica attiva 24 ore per ricevere reclami, in un contesto di crescente pressione.

La denuncia è stata amplificata dalla pagina «NiO Reportando Un Crimen», che ha pubblicato video del momento dell'aggressione in cui si osserva l'arresto del presunto aggressore. La famiglia richiede inoltre che si indaghi se esista una connessione tra l'aggressione alla madre e un attacco precedente subito dal padre. 

«Faccio responsabile la polizia che ha liberato l'aggressore dei miei genitori, chiamato Abel Enrique Saborit García. Qualsiasi cosa possa succedere ai miei genitori, ai miei figli e ai miei familiari, attribuisco la responsabilità alla polizia», ha avvertito Rosy Rosales. La giovane ha annunciato che porterà il caso «fino in fondo».

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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