
La morte violenta di Juan Carlos Pérez, direttore artistico di Ciego de Ávila e figura strettamente legata per anni alla vita culturale della provincia, ha provocato numerose manifestazioni di dolore tra familiari, amici, artisti e ex colleghi, che lo ricordano come un maestro, un uomo generoso e un professionista che ha lasciato un segno in diverse generazioni.
Pérez sarebbe stato assassinato all'interno del suo appartamento, situato in via Simón Reyes, tra Bembeta ed Eduardo Mármol, nella città di Ciego de Ávila, secondo le informazioni diffuse dal reporter di cronaca Niover Licea, amministratore della pagina NiO Reportando Un Crimen, che ha attribuito i dettagli a una fonte vicina alla vittima.
Secondo quel testimone, l'assenza di Juan Carlos ha iniziato a preoccupare familiari e amici. Suo fratello sarebbe andato a cercarlo e un vicino, osservando l'interno dell'abitazione attraverso una finestra, ha notato che l'appartamento era in disordine.
Successivamente, il corpo di Pérez sarebbe stato rinvenuto all'interno di un serbatoio d'acqua della sua stessa abitazione. La stessa fonte ha confermato che il cadavere è stato estratto intorno alle 11:00 di sera.
Un altro degli elementi segnalati è la presenza di abbondante detergente sparso sul pavimento dell'appartamento. I vicini hanno sospettato che potesse essere stato utilizzato per eliminare tracce, sebbene al momento non esista un'informazione ufficiale che permetta di confermare questa ipotesi.
Si è anche riportato della possibile sottrazione di effetti personali della vittima, ma non si sa quali oggetti possano essere scomparsi né se un eventuale furto sia stato collegato al movente del crimine.
Niover ha precisato che non dispone ancora di informazioni su come sia stato assassinato Pérez, il momento esatto della sua morte, l'esistenza di segni di forzatura, il possibile movente né l'identificazione o la cattura di sospetti.
La versione secondo cui si è trattato di un omicidio appare ripetutamente in pubblicazioni di persone che conoscevano Pérez e nelle reazioni di familiari, amici e colleghi.
L'artista Alexey Fajardo López, che lo ha descritto come amico, maestro e il suo «direttore artistico star», ha espresso la sua commozione per «essere stato assassinato senza pietà» e ha ricordato che Pérez è stata la prima persona che ha avuto fiducia in lui per salire sul palco del Teatro Principal.
Anche Salamandra Ballester lo ha salutato come un amico e ha ricordato l'aiuto ricevuto da Pérez nel 2000. Parlando della sua morte, ha espresso rammarico per aver perso un'altra amicizia «nelle stesse circostanze» e ha messo in dubbio che qualcuno potesse togliere la vita a un'altra persona.
Le dimostrazioni di affetto rivelano anche la dimensione che Pérez ha avuto all'interno dell'ambiente artistico avileño.
Verona Bonce lo ha definito come «un uomo d'arte e amico di tutti» e ha ricordato il suo stretto legame con il Teatro Principale, palcoscenico dove ha assicurato di aver lasciato un «segno indelebile».
Belkis María, che ha affermato di aver condiviso numerosi eventi con lui, ha ricordato quanti insegnamenti ha ricevuto al suo fianco e una frase che Pérez era solito dirle: «il teatro è anche tuo».
Particolarmente emotivo è stato il messaggio di María Albertina Jiménez Cano, che ha descritto Pérez come il suo figlioccio e ha ricordato che è stato uno dei suoi principali sostenitori quando ha iniziato come direttrice del Teatro. «Non so chi possa aver fatto questa barbarità», ha lamentato.
Altri professionisti hanno messo in evidenza il suo magistero. Josefina Carbonell Sorí ha ringraziato per quanto ha contribuito agli eventi musicali e lo ha definito «un maestro» nel suo ruolo di direttore artistico, mentre Héctor Luis de Posada ha dichiarato di aver lavorato con lui «innumerevoli volte» e lo ha ricordato come un professionista rispettoso.
Le celebrazioni di addio si ripetono tra coloro che sono stati sotto la sua tutela. Un commento lo definisce come «maestro e professore di generazioni nel campo culturale», mentre un altro lo chiama «il professore dei professori dell'arte».
Il dolore ha colpito anche la sua famiglia. Orosmaidys Rodríguez, che ha identificato Pérez come suo cugino, ha chiesto alle autorità di trovare il responsabile: «che catturino il colpevole per tanta malvagità».
La conmessione per le circostanze della morte appare igualmente in numerosi messaggi. Carmen Hernández Peña ha riassunto il sentimento di molti sottolineando che ciò che è stato più difficile non è stata solo la perdita di Juan Carlos, ma "il come", e ha messo in discussione la violenza e l'impunità.
Fino a questo momento, non è emersa nelle fonti esaminate alcuna informazione ufficiale da parte delle autorità cubane che chiarisca le circostanze dell'omicidio o confermi l'esistenza di arrestati. Le ricerche pubbliche effettuate non hanno inoltre fornito, almeno per ora, alcuna fonte ufficiale o giornalistica aggiuntiva che consenta di verificare indipendentemente i dettagli riguardanti il ritrovamento del cadavere.
Mentre si attendono risposte su quanto accaduto, i numerosi addii coincidono in un'immagine di Juan Carlos Pérez: un uomo profondamente legato al Teatro Principale e alla cultura di Ciego de Ávila, maestro di generazioni e professionista rispettato la cui morte ha suscitato una forte commozione tra coloro che hanno lavorato, imparato e condiviso con lui.
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