
L'azienda incaricata del oleodotto Varadero-Matanzas ha confermato che è stata sigillata la rottura registrata al chilometro 6 della strada di Cidra, nel Consiglio Las Marías, provincia di Matanzas, dove un versamento di petrolio ha tenuto in allerta le autorità e i residenti della zona, evidenziando la fragilità delle tubature, costruite secondo normative dell'ex Unione Sovietica.
Le brigate di emergenza sono riuscite a estrarre e contenere 45 metri cubi di petrolio versato, secondo quanto riportato dall'account ufficiale «Con Todos La Victoria», legato al governo provinciale di Matanzas.
La riparazione ha richiesto 23 ore ininterrotte di lavoro e ha visto la partecipazione di quattro aziende del gruppo CUPET: l'Impresa di Trasporto di Idrocarburi e Derivati tramite Dotti (EMCOR), l'Impresa di Perforazione ed Estrazione di Petrolio e Gas (EPEP), l'Impresa di Trasporto di Combustibili (Transcupet) e l'Impresa di Servizi Petroliferi (Emserpet).
Secondo quanto riportato da CUPET, i lavoratori hanno dovuto intervenire su tubazioni costruite secondo normative obsolete, incompatibili con gli standard internazionali attuali, e in condizioni di alta pericolosità a causa dell'emissione di gas dal greggio cubano, ad alto potenziale infiammabile.
La rottura comprometteva direttamente la fornitura di greggio alla centrale termoelettrica Antonio Guiteras, la più grande del paese, situata a Matanzas, con un potenziale impatto negativo sul Sistema Elettroenergetico Nazionale.
Il oleodotto Varadero-Matanzas, in funzione dal 2000, ha una lunghezza di 75 chilometri e un diametro di 20 pollici, e rappresenta la via principale di approvvigionamento di petrolio per quella centrale elettrica.
La Guiteras accumulava almeno 17 uscite dal sistema elettrico nazionale durante il 2026, l'ultima registrata a luglio a causa di una perdita nel recuperatore della sua caldaia, prima che ad agosto riprendesse la generazione con 190 MW.
L'operazione di pulizia e drenaggio rimane attiva nel Consiglio Las Marías, mentre i team ambientali valutano l'entità dell'impatto sui terreni della zona interessata.
L'incidente si verifica in un contesto di crisi energetica strutturale: Cuba produce appena 40.000 barili al giorno di petrolio, rispetto ai 90.000 o 110.000 necessari per sostenere il suo sistema elettrico, il che rende qualsiasi interruzione nel oleodotto una minaccia diretta per la generazione nazionale.
La infrastruttura petrolifera di Matanzas è stata scenario di molteplici incidenti gravi negli ultimi anni, tra cui il versamento di petrolio registrato a maggio 2025 nella vecchia centrale termoelettrica José Martí, e la sostituzione di un tratto deteriorato di tubazioni nell'infrastruttura energetica provinciale a giugno 2026.
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