
Una madre cubana dal municipio El Cotorro, nel sud-est di L'Avana, ha denunciato su Facebook il furto delle biciclette dei suoi due figli e ha chiesto aiuto alla comunità per recuperarle.
La pubblicazione includeva una fotografia dei minori in sella alle loro biciclette, con il volto coperto da un emoji di cuore rosso per proteggere la loro identità.
Questo modello —denunciare nei gruppi di Facebook— è diventato la risorsa più utilizzata dai cubani per cercare di recuperare beni rubati.
Il caso si aggiunge a una serie di furti di biciclette ai danni di minori registrati nel 2026. Ad aprile, un ragazzo di 13 anni è stato aggredito con un coltello alla gola a Cárdenas, Matanzas, per sottrargli la bicicletta. A maggio, una madre a Cienfuegos ha denunciato il furto della bicicletta del suo bambino di due anni e ha segnalato che la polizia non ha agito.
In luglio, un'insegnante cubana ha denunciato il furto della bicimoto di suo figlio, e un giovane del Vedado ha offerto 20.000 pesos cubani di ricompensa per recuperare la sua bicicletta rubata. Lo stesso lunedì, un'altra famiglia dell'Avana ha denunciato il furto del loro triciclo elettrico, che era la loro principale fonte di guadagno.
La bicicletta è diventata un bene di prima necessità a Cuba di fronte al collasso dei trasporti pubblici e alla scarsità di carburante, il che ha aumentato il suo valore nel mercato informale e l'ha trasformata in un obiettivo frequente dei ladri.
Il municipio El Cotorro, con una popolazione tra 74.000 e 83.000 abitanti, non sfugge alla spirale di insicurezza che colpisce tutta L'Avana. L'Osservatorio Cubano di Auditore Cittadino (OCAC) ha documentato 2.833 crimini verificati a Cuba durante il 2025, un 115% in più rispetto al 2024 e un 337% in più rispetto al 2023, con i furti che risultano essere il reato più comune: 1.536 casi.
La capitale è stata una delle province più colpite, con 398 reati registrati quell'anno. La insicurezza in aumento a La Habana ha persino portato lo stesso Ministero dell'Interno a riconoscere, in febbraio di quest'anno, un incremento del 25% nei reati contro la proprietà, attribuendolo alla «situazione economica complessa», senza menzionare la responsabilità del regime in quella crisi.
Video correlati:
Archiviato in: