«Con Fidel in ogni aula»: così il regime cubano promuove il ritorno a scuola

Atto pionieristico a Holguín (Immagine di riferimento)Foto © Facebook / Joel Queipo Ruíz

Il regime cubano ha nuovamente posto la figura di Fidel Castro al centro della sua propaganda educativa a pochi giorni dall'inizio dell'anno scolastico 2026-2027, utilizzando il motto «Con Fidel in ogni aula», mentre numerose famiglie denunciano che i loro figli torneranno a scuola tra black out, scarsità di cibo, difficoltà con l'acqua e mancanza di materiali scolastici.

Il Ministero dell'Istruzione di Cuba ha pubblicato questo mercoledì il messaggio «Ci vediamo in aula!» accompagnato dagli hashtag «#ConFidelInOgniAula», «#1diSettembre» e «#InizioDellAnnoScolastico».

La consigna intende rivendicare l'eredità del defunto governante nel sistema educativo cubano, ma ha suscitato una reazione molto diversa tra coloro che hanno utilizzato la pubblicazione per esporre le condizioni materiali in cui inizierà il corso.

Una madre è stata categorica nel far sapere che non manderà i suoi figli se non hanno le condizioni necessarie per riposare e alimentarsi: «Se non dormono bene non vanno, se non hanno uno spuntino non vanno. Io sono la madre e l’autorità suprema», ha scritto.

Otra persona ha puesto l'accento su un servizio ancora più basilare: «Speriamo almeno che ci sia acqua affinché i bambini possano frequentare le lezioni con la giusta igiene».

También ci sono stati coloro che hanno elencato le carenze che, secondo loro, trasformano nell'ottimismo delle autorità in propaganda: «Senza uniforme, zaini, merende, pranzi e con il blackout, ma ci vediamo in aula. Non hanno alcuna vergogna».

Un' internauta ha reagito con ironia al tono celebrativo della pubblicazione: «Ah, che bello... sento il cinguettio degli uccelli che svolazzano allegramente attorno a noi e i violini con melodie armoniose che ci inebriano di speranza».

L'etichetta «Con Fidel en cada aula» acquista così una lettura scomoda per il discorso ufficiale stesso.

Per i critici del regime, non sarà solo presente l'immagine politica di Fidel Castro, ma anche le conseguenze del sistema che ha diretto per decenni, riflesse oggi in bambini che arrivano nelle aule dopo notti contrassegnate dai blackout, famiglie con difficoltà a preparare uno spuntino e case colpite da problemi di approvvigionamento idrico.

Negli ultimi giorni, parallelamente all'aumento della promozione del nuovo anno scolastico da parte del regime, sono aumentate anche le critiche.

In tal senso, diverse madri hanno affermato apertamente che non manderanno i loro figli a scuola se non ci sono condizioni minime, con richieste incentrate proprio sul riposo, l'alimentazione, l'acqua e l'elettricità.

Il malessere contrasta con il discorso del ministro dell'Istruzione, Naima Ariatne Trujillo Barreto, che recentemente ha affermato che l'inizio delle lezioni il 1° settembre «sarà una grande festa a Cuba», sebbene abbia riconosciuto la «situazione difficile» che attraversa il paese.

Le famiglie esprimono da giorni le stesse preoccupazioni. Alcune madri hanno avvertito che i loro figli non andranno a scuola quando i blackout impediranno loro di dormire adeguatamente.

Altri cubani hanno reagito all'annuncio ufficiale del corso chiedendo «Con quale corrente, con quale acqua, con quale merenda?», mettendo in dubbio che le autorità insistano nel presentare come normale un inizio di scuola condizionato dalla crisi.

Anche in risposta ai messaggi di Miguel Díaz-Canel riguardo ai preparativi scolastici sono apparse critiche che hanno riassunto lo scenario come «molta volontà e poche condizioni».

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