Termoeléctrica Antonio Guiteras annuncia che è in funzionamento: «Entra e esce e non si sente nulla», deridono i cubani

CTE Antonio GuiterasFoto © Facebook / Cte Antonio Guiteras

La centrale termoelettrica Antonio Guiteras, la più grande di Cuba, ha annunciato questo domenica sulla sua pagina ufficiale di Facebook che si trovava «in linea e generando 190 MW», accompagnando la notizia con l'hashtag #MatancerosEnVictoria.

La risposta dei cubani non è stata di sollievo né di celebrazione, ma di un'ironia tagliente che riassume anni di frustrazioni accumulate.

Captura di FB/Cte Antonio Guiteras

«Entra e esce e non si sente nulla», scrisse un internauta, in quello che divenne rapidamente la frase che meglio catturò lo stato d'animo collettivo di fronte all'annuncio.

Altri commenti non sono stati da meno in scetticismo: «Lista per tornare in onda di nuovo tra alcune ore», «Vediamo quanto dura», «E in cosa ci giova???» e «Date una data per non confondere notizie vecchie con nuove» sono state alcune delle reazioni che hanno inondato la pubblicazione.

La diffidenza ha delle basi storiche. La Guiteras, inaugurata nel 1988 a Matanzas e con una capacità nominale di tra 250 e 330 MW, accumula circa una ventina di uscite non programmate dall'inizio del 2026 e non riceve manutenzione straordinaria dal 2010.

L'episodio più eloquente si è verificato il 17 luglio, quando la centrale si è sincronizzata con il Sistema Elettroenergetico Nazionale (SEN) e si è disconnessa dal sistema appena 26 minuti dopo a causa di una perdita nella caldaia. Il 26 luglio si è disconnessa nuovamente a causa di guasti nel recuperatore e nel riscaldatore d'aria a bassa temperatura. Il 4 agosto si è riconnessa al SEN in mezzo al recupero dal settimo blackout nazionale dell'anno.

Ora genera 190 MW, cifra notevolmente inferiore alla sua capacità nominale, il che non è passato inosservato per gli internauti: «Dove sta generando?», ha chiesto uno. «Il popolo non lo sa», ha ironizzato un altro. Un terzo ha offerto forse la diagnosi più grafica della situazione: «Per favore, non soffocatela, ricordate che è una vecchia con il trucco che ogni volta che le danno pubblicità la caldaia trema».

C'è chi è stato ancora più diretto con la sua sfiducia: «Stanno già annunciando che uscirà. Ogni volta che dicono quanto sta generando è perché la toglieranno dal mercato».

L'annuncio arriva nel momento peggiore possibile per il sistema energetico cubano. Questo domenica il governo ha previsto un'impatto fino a 2,193 MW durante l'orario di punta notturno, con una disponibilità di appena 1,087 MW rispetto a una domanda prevista di 3,250 MW. Sabato, l'impatto massimo ha raggiunto 2,281 MW alle 22:00, con il servizio compromesso per le 24 ore.

Il SEN è collassato completamente sette volte nel 2026; e il 4 agosto è stato registrato un record storico di una riduzione reale di 2.411 MW. Resta fuori uso diverse unità di altre centrali, e le limitazioni della generazione termica rappresentano centinaia di MW aggiuntivi di deficit.

Il ministro dell'Energia e delle Miniere, Vicente de la O Levy, ha ammesso di fronte all'Assemblea Nazionale alla fine di luglio che ci sono comunità che hanno subito fino a 105 giorni consecutivi senza elettricità e che «la strada è lunga» per affrontare la crisi, riconoscendo inoltre la mancanza di carburante per stabilizzare il sistema.

Nel frattempo, sui social media, i cubani continuano a contare con ironia i minuti di funzionamento della vecchia termoelettica.

Video correlati:

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.