Allerta per i cubani in Messico: COMAR inasprisce i criteri per l'asilo e «non basta dire che hai partecipato a manifestazioni»

Migranti cubani a Ciudad Juárez (immagine di riferimento)Foto © CiberCuba

I cubani che richiedono asilo in Messico starebbero affrontando un controllo più rigoroso delle loro storie e delle prove che presentano alla Commissione Messicana per l'Assistenza ai Rifugiati (COMAR), con particolare attenzione al tempo intercorso tra i fatti denunciati e la partenza da Cuba, nonché alla continuità della presunta persecuzione.

La avvertenza è stata fatta dalla Dra. Irene Pascual, specializzata in diritto migratorio messicano, che ha spiegato in un video pubblicato su TikTok che durante le ultime settimane diverse persone di nazionalità cubana si sono messe in contatto con lei dopo aver ricevuto negativi nei loro processi di asilo.

«La COMAR già non crede più ai cubani nella loro storia di rifugio», ha affermato Pascual riassumendo ciò che, come ha spiegato, sta trovando esaminando le risoluzioni negative di diversi richiedenti.

Uno dei principali problemi riguarda il tempo. La specialista ha citato come esempio persone che affermano di aver subito determinati eventi a Cuba durante 2023, ma che sono rimaste sull'isola fino a 2025 prima di lasciare il paese.

Según Pascual, in casi di questo tipo la COMAR può interpretare che, se è trascorso un periodo prolungato senza nuovi incidenti prima della partenza da Cuba, la persona ha smesso di essere considerata un obiettivo di interesse e il suo argomento per richiedere protezione perde di valore.

Il secondo elemento chiave è ciò che la specialista ha chiamato «sistematicità». In termini semplici, uno o due episodi isolati potrebbero non essere sufficienti per dimostrare che una persona ha bisogno di rifugio per affrontare un rischio reale e persistente.

L'avviso risulta particolarmente importante per coloro che basano la propria richiesta sul fatto di aver partecipato a proteste contro il governo cubano.

«In passato, le persone dicevano di aver partecipato a una manifestazione e questo era sufficiente affinché la COMAR concedesse loro asilo; al momento non è così», ha assicurato Pascual.

La sua spiegazione non mira semplicemente a fornire ulteriori dettagli durante l'intervista, ma a sostenere il racconto con prove ogni volta che sia possibile.

La specialista ha raccomandato di presentare documenti, fotografie, denunce, citazioni o altri elementi in grado di sostenere i fatti narrati, preferibilmente prima dell'intervista e per iscritto.

La stessa COMAR spiega nella sua informazione pubblica riguardo al procedimento che l'intervista di idoneità serve per conoscere la storia del richiedente e sottolinea che, quando disponibili, è importante fornire prove che supportino quanto dichiarato.

Queste evidenze possono essere presentate fin dall'inizio del processo o durante il suo svolgimento.

Per ora, l'avvertimento di Pascual deve essere inteso come una valutazione basata sulle risoluzioni che sostiene di aver esaminato e sui casi che sono arrivati alla sua consulenza, piuttosto che come l'annuncio di una nuova norma pubblicata dalla COMAR.

Le difficoltà nel ottenere protezione in Messico, tuttavia, non sono nuove per i cittadini cubani.

A fine del 2024, i migranti hanno denunciato rifiuti di asilo anche dopo aver presentato prove di repressione e minacce subite a Cuba.

Alcuni degli interessati hanno dichiarato allora che le autorità interpretavano le loro uscite come motivate principalmente da ragioni economiche.

La pressione migratoria è continuata. A gennaio del 2026, i cubani figuravano tra i principali beneficiari di carte messicane per motivi umanitari, mentre numerosi richiedenti rimanevano per mesi in attesa di colloqui o risoluzioni in città come Tapachula e Tijuana.

Il panorama si è ulteriormente complicato con l'arrivo in Messico di migliaia di cubani deportati dagli Stati Uniti.

Un rapporto di Human Rights Watch ha registrato oltre 4.353 cubani rispediti in territorio messicano tra gennaio 2025 e marzo 2026, e ha documentato casi di persone bloccate senza documenti, senza un impiego stabile e senza una via chiara per regolarizzare la loro situazione.

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.