
Il regime chavista e l'opposizione venezuelana rappresentata dallAsamblea Nacional del 2015 (AN) hanno firmato questo mercoledì a Caracas un comunicato congiunto che pone fine al Primo Ciclo di Conversazioni e include accordi concreti per rinnovare completamente il Tribunal Supremo de Justicia (TSJ) del Venezuela.
Il documento è stato firmato da Jorge Rodríguez, capo della delegazione del governo venezuelano, e da Dinorah Figuera, presidente dell'AN 2015 e leader della delegazione oppositrice, nell'ambito del dialogo di transizione formalmente avviato il 7 agosto presso la base aerea La Carlota, a Caracas.
Il accordo sul TSJ prevede quattro passi: riforme alla Legge Organica del tribunale e ad altre leggi del sistema giudiziario; rinnovamento e ampliamento del comitato di postulazione giudiziaria; attivazione di un nuovo processo di postulazione per la nomina di tutti i magistrati; e formazione di un consiglio di revisione delle credenziali e dei requisiti dei candidati, basato sulla Costituzione e sulle norme di valutazione.
Il comunicato stabilisce che «il cronoprogramma di attuazione degli accordi inizierà questo mese di agosto con gli annunci ufficiali e azioni concrete, secondo un meccanismo di lavoro continuo che assicuri il rispetto rigoroso di ogni impegno».
Figuera aveva precedentemente sottolineato che il cronoprogramma prevede la designazione del nuovo TSJ a novembre e il rinnovamento del Consiglio Nazionale Eletorale a dicembre, il che segnerebbe la conclusione del processo prima della fine del 2026.
Il dialogo è stato avviato da Stati Uniti sette mesi dopo la cattura di Nicolás Maduro e rappresenta il nono tentativo di negoziazione tra chavismo e opposizione, sebbene sia il primo con il supporto esplicito e attivo di Washington.
Il comunicato ha anche concordato di lavorare per il recupero degli attivi di riserva internazionale del Venezuela depositati presso la Banca d'Inghilterra per assistere le vittime del doppio terremoto del 24 giugno, che ha causato almeno 6.125 morti e circa 18.000 persone senza abitazione.
Le parti si sono impegnate a stabilire «meccanismi di trasparenza, tracciabilità e audit nell'utilizzo efficiente degli stessi».
Il processo affronta, tuttavia, fratture significative. La Plataforma Unitaria Democratica (PUD), che raggruppa María Corina Machado e l'oppositore Edmundo González Urrutia, è rimasta esclusa dal tavolo poiché non sono membri dell'AN del 2015.
Da quel fronte, la PUD richiede «la cessazione della persecuzione politica e il ripristino dei diritti civili come condizioni indispensabili per avanzare verso una vera ricostruzione nazionale».
Dal lato opposto, settori estremisti del chavismo hanno protestato a Caracas contro il dialogo, considerandolo un'imposizione di Washington.
El accordo sul TSJ ha delle radici dirette: nell'aprile del 2026, l'AN ha attivato una commissione per rinnovare i magistrati; a maggio ha approvato una riforma che ha ampliato il tribunale da 20 a 32 magistrati; e a giugno sono state registrate 561 candidature per coprire i posti vacanti. Gli analisti hanno evidenziato all'epoca che queste riforme non alteravano il dominio politico del chavismo sul potere giudiziario.
L'accordo del 12 agosto rappresenta il primo risultato concreto e verificabile di questo ciclo di conversazioni, e la prima volta che l'opposizione partecipa formalmente alla progettazione del processo di rinnovamento giudiziario in Venezuela.
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