Una cubana che è stata detenuta da ICE per quasi 11 mesi ha raccontato questa settimana l'angoscia di recarsi al suo appuntamento di supervisione migratoria a Houston, Texas, nonostante avesse un ordine di un giudice federale che vieta espressamente un ulteriore arresto. La donna, identificata su TikTok come @anaestiu, ha pubblicato il 3 agosto un video in cui narra l'esperienza con una miscela di sollievo e umorismo nero.
«Ho un'ordinanza di un giudice federale che dice che non possono arrestarmi di nuovo, ma siccome a queste persone non importa nulla, ci sono andata con molta paura», ha dichiarato la giovane nel video, che ha accumulato quasi 10,000 visualizzazioni in pochi giorni.
Secondo il suo racconto, l'attesa negli uffici dell'ICE è stata prolungata, ma alla fine è uscita senza essere arrestata e con un nuovo appuntamento fissato per il 3 novembre 2026, il che indica un programma di presentazioni ogni tre mesi.
«Però la serie continua», chiuse con una risatina nervosa, in riferimento ai video che ha pubblicato documentando il suo processo migratorio.
Il caso illustra una realtà che vivono decine di migliaia di cubani negli Stati Uniti che sono entrati nel paese con il modulo I-220A, un ordine di libertà vigilata emesso dall'ICE che non equivale a permesso di soggiorno né conferisce uno status migratorio legale. Coloro che lo possiedono devono presentarsi periodicamente agli appuntamenti di controllo, e dal 2025 queste comparizioni sono diventate una fonte di terrore: l'amministrazione Trump le ha utilizzate per arrestare migranti che avevano rispettato i loro obblighi per anni.
I casi documentati a Houston sono numerosi. Yessy Mesa è stata arrestata senza preavviso durante il suo appuntamento migratorio nel novembre del 2025. Poco dopo, Lázara Campos Cabrera ha subito la stessa sorte a dicembre, senza avere precedenti penali. Anche Stephanie Kenny Velásquez è stata arrestata in quel mese e ha recuperato la libertà solo dopo unordine di un giudice federale.
Il panorama legale per i portatori di I-220A è volatile. Nel luglio del 2026, giudici ad Orlando, New Orleans e San Antonio hanno concesso la residenza a cubani con I-220A, ma il governo federale ha immediatamente fatto appello. Nello stesso mese sono stati segnalati cubani che hanno ricevuto ordini di deportazione dopo essersi presentati davanti al tribunale dell'immigrazione.
Il racconto di @anaestiu aggiunge un ulteriore elemento di preoccupazione: anche quando un giudice federale ha emesso una protezione individuale ed esplicita contro la ritenzione, la migrante sente che ICE potrebbe ignorarla.
Il mercoledì scorso, un'altra cubana con I-220A ha raccontato la propria esperienza durante un appuntamento con ICE a Miramar, Florida, descrivendo due file distinte per il processo di registrazione, il che suggerisce che ICE sta adattando le proprie procedure di monitoraggio in città diverse.
Per i cubani con l'I-220A, ogni appuntamento di controllo è diventato una scommessa: rispettare la legge sull'immigrazione implica presentarsi davanti alla stessa agenzia che può arrestarli sul posto, con o senza un ordine di cattura.
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