
La locutrice e presentatrice cubana Laritza Camacho ha lanciato martedì una critica di umorismo politico rivolta simultaneamente al regime cubano e al governo degli Stati Uniti, ai quali ha paragonati a una coppia in un matrimonio disfunzionale che litiga in pubblico ma si comprende a porte chiuse.
Nella sua pubblicazione su Facebook, Camacho rifiuta fin da subito la narrazione ufficiale che esige dai cittadini di gridare contro l'embargo.
«Tu vuoi che io gridi contro il blocco. Se lo faccio posso uscire per strada e suonare pentole e bloccare il traffico, tanto non mi porterai in prigione... ma io non posso fare nulla contro il blocco. Tuttavia, quelli che hanno il potere a Cuba e trattano con gli americani, sì.»
Usando i soprannomi «mami» e «pipo», Camacho descrive una relazione di convenienza reciproca: «Si comportano come quella coppia di sposi mal assortiti che si affronta a ogni festa pubblica, o rovinano totalmente gli incontri di famiglia, e poi, a porte chiuse, fanno l'amore con grida erotiche affinché tutto il quartiere possa sentire».
Il popolo cubano, in questa metafora, è ridotto al ruolo della famiglia che sostiene le conseguenze dello spettacolo di entrambi gli attori.
La frase che chiude il post è la più diretta: «Partite e andatevene che non vi abbiamo bisogno. Tanto blackout non può essere un errore».
Camacho conclude con una affermazione che non lascia spazio all'ambiguità: «Nessuno pensa ai cubani. Né a mami né a pipo interessa il blackout, anzi credo che lo stiano godendo».
Il messaggio arriva in mezzo a una crisi energetica senza precedenti a Cuba. Il paese ha registrato sette collassi totali del sistema elettrico nazionale dall'inizio del 2026.
Una voce critica che non si ferma
La pubblicazione si inserisce in una linea di critica costante che Camacho ha mantenuto nel corso del 2026, senza allinearsi con nessuno dei due schieramenti.
A principi di luglio ha dichiarato senza mezzi termini: «Sono contro il governo cubano perché il governo cubano è contro Cuba». Giorni dopo, dopo il collasso elettrico che ha lasciato al buio quasi 10 milioni di persone, ha chiesto con ironia: «Come può il blocco non influenzare il modo di vivere a to' tren dei potenti?»
Tras isso, ha richiesto che i funzionari cubani «funzionino» e adempiamo alle loro responsabilità invece di mantenere discorsi politici vuoti. Inoltre, all'inizio di agosto ha criticato il pacchetto di 176 misure economiche approvate dall'Assemblea Nazionale, definendolo un abito «su misura» per il potere.
La domanda con cui Camacho chiude la sua pubblicazione di martedì riassume il filo conduttore di tutti quei messaggi: «Perché continuiamo a lasciare che mami e pipo ci rovinino la festa? La festa no, accidenti... la vita».
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