Fissano il tempo massimo di utilizzo dei veicoli turistici a Cuba

Carri di TransturFoto © Facebook/Transtur Cuba

Il regime cubano ha pubblicato questo martedì nella Gazzetta Ufficiale n. 64 un pacchetto legislativo che aggiorna le norme sul tempo massimo di utilizzo dei veicoli del settore turistico prima che possano entrare nel mercato interno, insieme ad altre disposizioni riguardanti la fabbricazione, la commercializzazione e l'importazione di veicoli a motore.

La Risoluzione 52/2026 del Ministero dei Trasporti (MITRANS) stabilisce le «Regolamentazioni complementari sulla commercializzazione, importazione, fabbricazione o assemblaggio e disassemblaggio dei veicoli a motore, rimorchi e semirimorchi» e aggiorna i termini stabiliti dalla normativa precedente.

La Risoluzione 34/2023, in vigore dal primo marzo 2023, aveva stabilito i seguenti tempi massimi di utilizzo nel turismo: fino a due anni per auto economiche o medie e motociclette; fino a tre anni per auto di lusso, rurali e minibus; fino a cinque anni per autobus da 17 a 30 posti; e fino a sette anni per autobus con più di 30 posti o a doppio piano.

La nuova risoluzione aggiorna quel modello nell'ambito della trasformazione della matrice energetica che il governo cubano dichiara come uno dei suoi obiettivi.

Il pacchetto include anche il Decreto 163/2026 del Consiglio dei Ministri, firmato dal primo ministro Manuel Marrero Cruz, che sostituisce il Decreto 119 del 30 dicembre 2024 e entra in vigore sette giorni dopo la sua pubblicazione.

Quel decreto autorizza la commercializzazione in pesos cubani (CUP) dei veicoli che risultano in dismissione tecnica nel noleggio turistico e possono essere recuperati da interessati, il che, in teoria, aprirebbe una via affinché questi mezzi di trasporto arrivino al mercato interno.

Il testo stesso del decreto riconosce che l'aggiornamento risponde «alla necessità di adattarlo al contesto economico attuale» e all'intenzione di «contribuire alla trasformazione della matrice energetica».

Un'altra novità significativa è il Decreto-Ley 122/2026 del Consiglio di Stato, firmato il 22 luglio 2026 da Juan Esteban Lazo Hernández, presidente dell'Assemblea Nazionale del Potere Popolare, che modifica il Codice della Sicurezza Stradale del 2010 per autorizzare l'assemblaggio di veicoli non solo a enti statali, ma anche a imprese miste e attori non statali con autorizzazione.

Il nuovo articolo 229 del Codice della Sicurezza Stradale è redatto come segue: «È autorizzata la fabbricazione e l'assemblaggio di veicoli a motore, rimorchi e semirimorchi, a partire dall'acquisizione lecita delle loro parti e pezzi, secondo quanto stabilito dal Consiglio dei Ministri, al fine di garantire la qualità e la sicurezza del loro utilizzo».

In questo contesto, le persone giuridiche non statali cubane potranno importare componenti per assemblare ciclomotori, motociclette, tricicli elettrici e auto elettriche nuove, sempre che dispongano dell'approvazione del Consiglio dei Ministri tramite il MITRANS e che tale attività sia inclusa nel loro oggetto sociale.

Solo le entità autorizzate dal Ministero del Commercio Estero e degli Investimenti Esteri (MINCEX) potranno importare i kit, i componenti e gli accessori per tali attività, e i progetti di assemblaggio di veicoli elettrici dovranno includere stazioni di ricarica alimentate da fonti rinnovabili.

In materia fiscale, l'imposta speciale sulla vendita di veicoli può raggiungere il 35% del valore totale in valuta per quelli di alta gamma, mentre i veicoli elettrici assemblati a Cuba potrebbero essere esenti con un'aliquota dello 0%.

Questo pacchetto legislativo fa parte delle 176 misure di riforma economica annunciate dal governo cubano nel 2026, che mirano ad ampliare la partecipazione non statale nell'economia e a dinamizzare il mercato interno dei veicoli in mezzo a una crisi strutturale che il regime attribuisce a fattori esterni, ma che ha le sue radici in oltre sei decenni di gestione centralizzata.

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