
Il colonnello in pensione Ronaldo Encarnación Santovenia, che ha diretto la Contraintelligence del Ministero dell'Interno (MININT) a Pinar del Río per oltre dodici anni, è deceduto all'età di 78 anni.
La notizia non è stata diffusa da alcun mezzo ufficiale del regime, ma è emersa il 3 agosto scorso attraverso il profilo di Facebook di Sinecio Díaz Padrón, presidente municipale dell'Associazione dei Combattenti della Rivoluzione Cubana (ACRC) a Pinar del Río.
El Noticiero Nazionale di Televisione (NTV), Granma e Cubadebate hanno mantenuto il silenzio, un'omissione che contrasta con il trattamento che il regime è solito riservare a figure militari di alto rango, i cui decessi vengono annunciati con una nota ufficiale letta in televisione.
Una carriera forgiata nell'apparato di sicurezza
Nato il 26 ottobre 1947 a Las Martinas, comune di Sandino, Pinar del Río, in una famiglia contadina, Encarnación Santovenia lavorò sin da giovane in attività agricole ed entrò nel 1968 all'Istituto Tecnologico del Tabacco «Tranquilino Sandalio de Noda».
Il suo legame con l'apparato di sicurezza iniziò nel 1969, quando, secondo la sintesi biografica pubblicata da Díaz Padrón, «venne reclutato dall'organo della Contraintelligence Militare delle FAR e designato per il Corso Base di Ufficiali Operativi; al termine del corso, fu assegnato per occuparsi delle Unità Militari nel nostro territorio».
Durante le due decadi successive salì attraverso diversi incarichi all'interno delle Forze Armate Rivoluzionarie: ufficiale operativo, primo ufficiale operativo, capo gruppo e capo sezione operativa.
Più di 12 anni alla guida della controintelligence provinciale
En 1993 fu trasferito al MININT, dove, secondo la nota biografica, assunse «la responsabilità di Capo Provinciale della Controspionaggio per più di 12 anni, venendo promosso al grado di Colonnello per i risultati del lavoro raggiunto».
Quel periodo lo trasformò in una figura centrale dell'apparato di controllo e inteligenza a Pinar del Río, con la capacità di supervisionare operazioni di sorveglianza sulla popolazione e sui dissidenti della zona.
Entre 2005 e 2010 ha ricoperto il ruolo di direttore nazionale di Supervisione e Controllo in SEPSA, un'azienda di servizi di protezione subordinata al MININT, prima di andare in pensione nello stesso anno.
Missioni internazionaliste e onorificenze
Encarnación Santovenia ha partecipato a missioni internazionaliste in Angola ed Etiopia, accumulando numerose decorazioni: le medaglie commemorative per gli anniversari del 40°, 50° e 60° delle FAR e del MININT; le medaglie Victoria Cuba-RPA e Victoria Cuba-Etiopia; 14 decorazioni per Servizi Distinti; la medaglia Produzione e Difesa; e la Distinzione 28 di Settembre dei Comitati di Difesa della Rivoluzione.
Per decisione propria, il suo cadavere è stato cremato e le sue ceneri riposano accanto a quelle dei suoi genitori nel cimitero di Manuel Lazo, municipio di Sandino.
Presso la salma provinciale ha ricevuto un omaggio da parte dei compagni delle FAR e del MININT, così come da amici e familiari.
Un decesso senza copertura ufficiale
Il fatto che la notizia sia stata resa nota dal presidente municipale dell'ACRC, e non dal MININT né da alcun mezzo statale, riflette il criterio del regime di riservare i propri protocolli di lutto pubblico per figure di rango nazionale.
Il contrasto è evidente con altri decessi del 2026.
Il decesso del generale di brigata William Gálvez Rodríguez, il 17 luglio, è stato annunciato tramite una nota letta nel Noticiero Nacional de Televisión.
Lo stesso è accaduto con il generale di brigata Alcibíades Wilmer Pérez Rivero, ex capo della Direzione dell'Intelligence Militare delle FAR, deceduto il 4 luglio.
Quest'anno sono morti almeno sei alti funzionari dell'apparato militare e di sicurezza cubano: i generali José Luis Mesa Delgado e Claro Orlando Almaguel Vidal (gennaio); il contrammiraglio Roberto Eduardo González Luaces (maggio); Ramiro Valdés Menéndez -fondatore del MININT- il 21 giugno; il generale Pérez Rivero il 4 luglio e il generale Gálvez Rodríguez il 17 luglio.
La nota pubblicata da Díaz Padrón si conclude con una frase che riassume la lealtà che il regime esige dai suoi quadri: «Lo ricorderemo per la sua fedeltà e la sua incondizionalità alla Rivoluzione, alle FAR, al MININT, al Comandante in Capo Fidel Castro Ruz e al Partito Comunista di Cuba».
Video correlati:
Archiviato in: