
La Unión Eléctrica (UNE) ha informato questo lunedì che sta lavorando al ripristino graduale del Sistema Elettroenergetico Nazionale (SEN) dopo il totale collasso registrato nella notte di domenica, il sesto blackout generale dell'anno a Cuba.
Secondo il comunicato ufficiale della UNE su Facebook, alle 8:41 del mattino erano già in fase di avviamento le Unità 1 e 2 della CTE Ernesto Guevara de la Serna, le Unità 5 e 8 della CTE Máximo Gómez, e l'Unità 3 della CTE Carlos Manuel de Céspedes.
Inoltre, tre impianti aggiuntivi attendevano condizioni tecniche per essere attivati: l'Unità 6 della CTE Diez de Octubre, l'Unità 1 della CTE Lidio Ramón Pérez «Felton» e la CTE Antonio Guiteras, la maggiore centrale termoelettrica del paese, situata a Matanzas.
Il mezzo statale Canal Caribe ha aggiunto che in quel momento «si stanno sincronizzando con il Sistema Elettrico due unità di Energás Boca de Jaruco», a Mayabeque, un punto di avvio rapido che permette di creare microsistemi per riattivare le grandi centrali.
Da Cienfuegos è arrivato un altro segnale di recupero parziale: l'azienda elettrica provinciale è riuscita a creare un'isola di generazione con la Centrale Elettrica Junco Sur dalle 2:30 del mattino, fornendo servizio all'Ospedale Provinciale, all'Ospedale Pediatrico e a ETECSA, mentre lavorava per includere anche l'Ospedale di Specialità CEA.
In Camagüey, il panorama alle 8:20 del mattino era di elettricità esclusivamente per i servizi essenziali: pompaggio dell'acqua, gli ospedali Provinciale, Materno, Oncológico, Amalia Simoni, Pediátrico e Militar, e la sezione di televisione, secondo quanto riportato sulle sue reti dalla Empresa Eléctrica di quella provincia.
In La Habana, il ripristino avanzava a un ritmo minimale: appena il 14% del fornitura elettrica era stato recuperato nelle prime ore del mattino, equivalente a 87.480 clienti e 78,51 MW, con 12 sottostazioni e 29 circuiti energizzati, tra cui 19 ospedali e due pompe per l'approvvigionamento idrico.
Il crollo di domenica si è verificato appena 24 ore dopo una disconnessione parziale nell'ovest del paese, avvenuta sabato a causa di un guasto simultaneo nelle linee di 220 kV Matanzas-Cienfuegos e Matanzas-Santa Clara, che aveva lasciato senza elettricità circa 4,5 milioni di persone in cinque province occidentali.
Il sistema non si era ancora ripreso da quel colpo quando è arrivato il nuovo collasso totale, confermato dalla UNE alle 22:43 di domenica.
Nel corso del 2026, il SEN è collassato completamente almeno sei volte, con un deficit strutturale che ha superato in modo ricorrente i 2.000 MW, un'infrastruttura termolettrica deteriorata e una carenza cronica di carburante.
La crisi ha scatenato proteste di massa in tutto il paese: solo nel mese di giugno sono state registrate 107 manifestazioni in presenza secondo l'Osservatorio Cubano dei Conflitti, con L'Avana come epicentro.
La UNE ha indicato che il processo di recupero continuerà «in modo graduale, in base a quanto consentito dalle condizioni del SEN», una formula che i cubani conoscono a memoria dopo mesi di ripetuti collassi.
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