Marrero dice che hanno visto a Pinar del Río «un popolo laborioso che non si arrende»

Diaz-Canel a Pinar del RíoFoto © X/Manuel Marrero

Il primo ministro cubano Manuel Marrero Cruz ha affermato sabato, alla vigilia del 73° anniversario dell'assalto al Quartier Generale Moncada, che durante un giro per Pinar del Río insieme al governante Miguel Díaz-Canel hanno trovato «un popolo laborioso che non si arrende», attribuendo le difficoltà della provincia all'embargo statunitense.

Sul suo account Twitter, Marrero ha scritto: «Insieme al Presidente Díaz-Canel, abbiamo visitato diversi centri economici e sociali di Pinar del Río, sede delle attività per il 26 luglio. Sotto l'impatto del blocco più crudele, abbiamo visto un popolo laborioso che non si arrende».

La visita ha incluso il parco solare fotovoltaico Santiago Miguel Cabañas Perojo, situato nel comune di Consolazione del Sud, descritto dall'ufficialità come il terzo parco di questo tipo costruito nella provincia, con 21 MW di potenza, 42.588 pannelli solari e 32 ettari di estensione, che si è sincronizzato con il Sistema Elettroenergetico Nazionale nel giugno 2026.

Hanno anche visitato piantagioni di tabacco con sistemi di irrigazione a goccia e pannelli fotovoltaici, in un tour che il regime presenta come prova dei progressi della provincia scelta come sede dell'Atto Centrale Nazionale per il 26 luglio.

Pinar del Río è stata designata per ospitare questa celebrazione dal Buró Politico del Partito Comunista di Cuba, come annunciato il 27 giugno, segnando la quarta volta che la provincia occidentale riceve questo onore, dopo le edizioni del 1976, 2000 e 2017.

In parallelo, Marrero ha partecipato a un incontro con delegati internazionali di oltre 40 paesi convocati per le celebrazioni, dove erano presenti anche Díaz-Canel, Roberto Morales Ojeda e Bruno Rodríguez Parrilla.

In quel forum, secondo il mezzo ufficialista Juventud Rebelde, Díaz-Canel ha dichiarato: «Difenderemo sempre Cuba, in qualsiasi scenario e in qualunque contesto».

Il discorso ufficiale, tuttavia, contrasta con la realtà che vive la provincia.

Pinar del Río si trascina dalla crisi abitativa irrisolta a causa dell’uragano Ian, avvenuto nel settembre del 2022: il ciclone ha danneggiato oltre 102.000 immobili e fino ad aprile 2026 solo il 63% di quei danni era stato riparato, con oltre 40.000 famiglie ancora in attesa di una casa.

A questo si aggiungono interruzioni di oltre 20 ore giornaliere che soffocano la popolazione, e nel marzo 2026 la provincia è rimasta completamente al buio dopo un guasto in una linea di trasmissione.

I critici sottolineano inoltre che il nuovo parco solare, mancando di stoccaggio in batterie, non risolve i blackout notturni che affliggono i pinareños.

Le dichiarazioni di Marrero hanno generato reazioni di derisione e indignazione sui social media, dove i cubani hanno sottolineato l'abisso tra il racconto ufficiale di un popolo che «non si arrende» e la quotidianità di scarsità, blackout e danni non riparati che devono affrontare coloro che vivono realmente nella provincia.

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